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Disabile: i fratelli devono assisterlo?

31 Ottobre 2020
Disabile: i fratelli devono assisterlo?

Siamo 4 fratelli di cui 2 disabili e invalidi, una sorella invalida è attualmente ospite in struttura, il secondo fratello invalido/disabile è stato dimesso dalla stessa struttura per raggiungimento dei 65 anni di età il che lo ha fatto passare nella categoria anziani.

Avendo il fratello una proprietà e una pensione, non c’è nessuna convenzione con la casa di riposo e la spesa completamente a suo carico. La mia decisione (sono curatore) è stata di tenerlo a casa mia anche perché non c’è abbastanza reddito per pagare la retta della casa di riposo.

Esiste pari responsabilità di occuparsi del fratello (non dal punto di vista economico dal momento che ha reddito sufficiente) tra me e l’altra sorella sana e quindi l’ospitalità dovrebbe essere equamente condivisa?

Non esiste una norma che disciplini con precisione in che modo debba essere ripartita l’assistenza tra i familiari. Ciò che è certo è che, nel caso in cui questi non dovessero trovare un accordo, ci si dovrebbe rivolgere al giudice, il quale stabilirebbe secondo il suo equo apprezzamento.

In genere i problemi si pongono per l’anziano genitore; in questi casi, i figli che abitano di fatto più vicino si occupano dell’assistenza pratica, mentre a quelli che abitano più distante tocca un contributo economico.

Lo stesso discorso può essere fatto per il fratello disabile. Va ricordato, infatti, che grava anche sui fratelli l’obbligo di versare gli alimenti a chi si trovi in difficoltà (art. 433 cod. civ.). Nello stesso senso anche la Corte di Cassazione (ordinanza n. 1577 del 2019).

L’obbligo alimentare, generalmente consistente in un’obbligazione economica, può essere “convertito” anche in un’assistenza di tipo diverso, come ad esempio nell’ospitare il parente in difficoltà.

In sintesi, pur sussistendo su tutti i parenti più prossimi (nel caso di specie, i fratelli) l’obbligo di assistenza, in concreto è tenuto colui che maggiormente può garantire il soddisfacimento delle esigenze di chi versa in stato di bisogno.

Se ad esempio la persona che necessita di assistenza si trova a Milano e solo uno dei suoi fratelli vive in quella città, non si potrà pretendere dagli altri fratelli che abitano a Roma di trasferirsi in Lombardia per prestare aiuto. Sarà dunque il fratello che vive nella stessa città ad ospitarlo, magari chiedendo un contributo economico agli altri che vivono distante.

Non è invece possibile costringere l’altro parente obbligato agli alimenti a ospitare in casa la persona in difficoltà. Ciò che è possibile fare (se ve n’è bisogno) è chiedere un contributo economico.

Nel caso di specie, poiché il familiare è economicamente autosufficiente e chi lo ospita è non solo il fratello, ma anche il curatore, non si vede la possibilità di poter chiedere alcun sussidio alla sorella, atteso che, come esposto nel quesito, la persona bisognosa è economicamente indipendente.

L’unica alternativa sarebbe di affidare il fratello bisognoso in una struttura che possa accoglierlo, contribuendo equamente tra i fratelli al pagamento della retta, poiché il reddito del diretto interessato non è sufficiente a coprire per intero le spese. In questo modo, tutti i fratelli sarebbero tenuti a fornire il proprio contributo economico, in proporzione alle sostanze possedute.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



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