Desiderio sessuale a rischio, l’allarme degli esperti

24 Ottobre 2020
Desiderio sessuale a rischio, l’allarme degli esperti

Non bastava il Coronavirus. C’è un altro fattore che può avere una ricaduta pesante sui rapporti intimi: è l’ora solare.

Bello dormire un’ora in più, ma c’è un problema: il sesso può risentirne. È l’allarme lanciato dagli andrologi, all’avvicinarsi dello scoccare dell’ora solare. Se, infatti, è vero che spostare all’indietro le lancette dell’orologio regala un po’ di riposo in più, è anche vero che questo può avere delle conseguenze sulla vita sessuale. In che modo? È come se il passaggio all’ora solare facesse l’effetto di una specie di «fuso orario». Non deve stupire: è pur sempre un cambiamento nei nostri ritmi di sonno e veglia.

In alcuni casi, come spiega una nota dell’agenzia di stampa Adnkronos, può favorire la disfunzione erettile. Non è la prima volta che la Società italiana di Andrologia (Sia) mette in guardia da questo pericolo, ma quest’anno, in piena pandemia di Coronavirus, si rischia un crollo verticale del desiderio sessuale.

L’ansia da contagio avvelena il sesso

A incidere negativamente, infatti, c’è già il Covid: in primo luogo, con lo stato di angoscia che provoca in generale; in secondo luogo e in particolare con l’ansia che può derivare dagli stessi rapporti sessuali come potenziale fonte di contagio.

Pochi giorni fa, il virologo Fabrizio Pregliasco ammoniva sui rischi di contrarre l’infezione in camera da letto (per approfondire leggi Covid: a rischio anche il sesso con coniugi o fidanzati): è naturale che i rapporti intimi rappresentino una più che concreta occasione di contagio, altrimenti non si dovrebbe ricorrere al distanziamento sociale come regola aurea della prevenzione.

La sessuologa Roberta Rossi, come avevano già fatto in precedenza altri suoi colleghi e autorità sanitarie di Stati come il Canada, ha suggerito la vicinanza non eccessiva e la mascherina durante il sesso. Molti italiani hanno preferito riderci su.

Lo studio americano

A prescindere dalla pandemia, uno studio americano pubblicato sul Journal of Sexual Medicine dice che la disfunzione erettile ricorre tra i lavoratori che fanno turni di notte. Questo proprio per lo stesso motivo per cui può causarla l’ora solare: un’alterazione dei ritmi circadiani, cioè dell’arco di 24 ore.

«Anche l’attività dell’apparato riproduttivo maschile – spiega all’Adnkronos Salute Tommaso Cai, segretario della Sia – segue una ciclicità nell’arco delle 24 ore, governata dalle oscillazioni nella produzione del principale ormone maschile, il testosterone, che di norma viene sintetizzato in maggior quantità al mattino e prodotto in minor misura alla sera. Quando i ritmi sballano, il testosterone si riduce significativamente e l’attività sessuale ne fa le spese. Così l’arrivo dell’ora solare sommandosi all’ansia legata alla pandemia moltiplica i disturbi del sonno e il desiderio langue».

Disfunzione erettile «spia» di altre malattie

«Non dobbiamo dimenticare che l’erezione e il benessere sessuale in generale sono il risultato di un intero sistema che funziona seguendo una precisa sincronia fra i diversi organi», dichiara all’agenzia di stampa Alessandro Palmieri, presidente Sia e professore di Urologia all’Università Federico II di Napoli.

«Se un ingranaggio si inceppa o non lavora bene – prosegue – il primo a risentirne è il pene: ecco perché il deficit erettile può essere per esempio il primo segnale di malattie cardiovascolari e può precedere di anni eventi gravi come infarti e ictus. Il testosterone, nello specifico, è fondamentale per una buona erezione e per prevenire malattie cardiovascolari e osteoporosi: mantenere il ritmo della produzione ormonale è indispensabile, per questo un buon ritmo sonno-veglia è utile anche per una soddisfacente vita sessuale».



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