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Covid: scoperti i divieti che funzionano di più

24 Ottobre 2020
Covid: scoperti i divieti che funzionano di più

Uno studio dice quali sono le restrizioni più efficaci nel limitare la portata dei contagi.

Con provvedimenti severi «simil lockdown» si riesce a dimezzare il livello di trasmissione del Coronavirus in meno di un mese. Parola di un team di ricercatori di Edimburgo che hanno analizzato i provvedimenti presi dai Governi di 131 Stati per porre un freno alla pandemia.

Secondo gli studiosi dell’università scozzese, l’indice di riproduzione R, cioè il valore che restituisce la fotografia della capacità del virus di diffondersi, scende del 52% se si appronta un pacchetto complessivo di misure che preveda: stop a riunioni di più di dieci persone e sospensione degli eventi pubblici; chiusura degli uffici; limitazione degli spostamenti in città/regioni/intera nazione; raccomandazione di restare il più possibile a casa. I risultati sono apprezzabili in circa tre settimane. L’effetto di un allentamento delle restrizioni, invece, si osserva in 17 giorni.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista specializzata Lancet Infectious Diseases. Secondo l’analisi del team di studiosi, i pacchetti di restrizioni funzionano meglio dei divieti singoli. Quello in ogni caso più efficace, anche singolarmente, è lo stop agli eventi pubblici, che fa diminuire il valore di R del 24%. Aggiungendo il divieto di organizzare incontri con più di dieci partecipanti si arriva a -29% di circolazione del virus in 28 giorni.

La chiusura delle scuole incide per il 15% sulla diminuzione di R. Di seguito, lo stop alle attività di uffici (-13%) e agli spostamenti (-7%). Il consiglio di restare a casa funziona meno di tutti, portando a una riduzione del solo 3% della diffusione del Covid.

Lo studio esamina anche le circostanze che, più di altre, portano a un innalzamento dei contagi nel termine di 28 giorni: la ripresa delle riunioni da dieci partecipanti in su (+25%) e la riapertura delle scuole (+24%).

Un limite di questa ricerca, come avvertono gli autori stessi, è che non è stato possibile tenere conto di fattori potenzialmente influenti, come il mancato rispetto delle misure o l’uso delle mascherine. D’altro canto, la pubblicazione può tracciare la strada ai Governi alle prese con la crisi Covid, indicando le misure più valide.



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