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Chi ha diritto a riscuotere gli assegni familiari?

26 Dicembre 2020
Chi ha diritto a riscuotere gli assegni familiari?

Tra i principali interventi pubblici a favore delle famiglie, lo Stato eroga un assegno mensile ai nuclei familiari.

La Costituzione italiana considera la famiglia una formazione sociale essenziale nella quale si forma la persona umana. Per questo, il legislatore tutela le famiglie con una serie di interventi anche di carattere economico tra i quali, uno dei più importanti, è l’erogazione dell’assegno per il nucleo familiare. Non tutti, però, sono consapevoli di quali sono i requisiti di accesso agli assegni familiari. Sono molti i lavoratori che si chiedono: «Chi ha diritto a riscuotere gli assegni familiari?».

Il diritto agli assegni familiari è strettamente connesso alla presenza, nell’ambito della famiglia, di redditi da lavoro dipendente i quali devono costituire la principale fonte di reddito familiare.

Cosa si intende per assegni familiari?

Come abbiamo detto in premessa, la Costituzione considera la famiglia una formazione sociale di primaria importanza nella nostra società e prevede apposite politiche di sostegno da parte del legislatore [1].

Dal punto di vista del sostegno economico, gli assegni familiari sono senza dubbio la principale misura sociale a supporto dei nuclei familiari italiani. Quando si parla di assegni familiari o assegni per il nucleo familiare, o semplicemente Anf, ci si riferisce ad una prestazione economica erogata mensilmente dall’Inps ai nuclei familiari di determinate categorie di lavoratori o di soggetti titolari di pensione.

Gli assegni familiari sono una misura sociale che spetta solo ai soggetti assicurati, dal punto di vista previdenziale, presso l’Inps. Trattandosi di una prestazione a carattere sociale, gli assegni familiari non vengono erogati alle famiglie in misura fissa. Al contrario, l’ammontare dell’assegno per il nucleo familiare è proporzionale al reddito complessivamente percepito dalla famiglia ed al numero dei componenti dal nucleo familiare.

In particolare, contribuiscono alla determinazione del quantum spettante a titolo di assegni familiari i seguenti parametri:

  • tipologia di nucleo familiare;
  • reddito familiare percepito;
  • numero dei membri del nucleo familiare.

Assegni familiari: qual è l’importo spettante?

Come abbiamo detto, l’importo spettante a ciascun nucleo familiare a titolo di assegno familiare dipende da una serie di fattori. Per conoscere qual è l’importo spettante alla propria famiglia occorre consultare, annualmente, un’apposita circolare pubblicata dall’Inps [2] nella quale sono pubblicate le tabelle con gli importi degli assegni familiari. In queste tabelle, le somme spettanti sono determinate sulla base dello scaglione di reddito della famiglia e del numero dei membri del nucleo familiare.

Assegni familiari: a chi spetta riscuoterli?

Come abbiamo anticipato in premessa, gli assegni familiari spettano solo ai soggetti assicurati, sul piano previdenziale, presso l’Inps. I lavoratori autonomi, ad esempio, non hanno diritto agli assegni familiari e dovranno verificare presso il relativo ente previdenziale di riferimento l’eventuale diritto a specifiche misure a sostegno della famiglia.

Gli assegni familiari spettano, infatti, solo a quei nuclei familiari il cui reddito complessivo derivi, almeno per il 70%, da reddito da lavoro subordinato o assimilato. Inoltre, gli Anf vengono erogati dall’Inps solo a:

  • lavoratori subordinati dipendenti da datori di lavoro del settore privato;
  • lavoratori subordinati del settore agricolo;
  • lavoratori addetti ai servizi domestici;
  • lavoratori somministrati;
  • lavoratori iscritti alla gestione separata Inps;
  • lavoratori dipendenti di imprese fallite o cessate;
  • soggetti titolari di pensione o di altre prestazioni previdenziali.

Come fare domanda di assegni familiari?

La domanda di fruizione degli assegni familiari deve essere presentata ogni anno da parte del lavoratore. Anche se, da un anno all’altro, i requisiti non sono cambiati, il lavoratore deve comunque presentare una nuova domanda. Inoltre, se nel corso della fruizione degli assegni familiari si verificano delle modifiche al reddito familiare o al numero dei componenti del nucleo familiare, il lavoratore deve prontamente informarne l’Inps, nel termine di trenta giorni dalla modifica stessa.

Per fare domanda di Anf il lavoratore dipendente deve fare accesso all’apposita sezione nel portale dell’Istituto. Per accedere al form online è necessario possedere le credenziali di accesso, ossia il Pin dispositivo Inps oppure lo Spid. In alternativa, il lavoratore può avvalersi dei servizi telematici offerti dagli enti di patronato.

Chi paga gli assegni familiari?

Al pari di quanto avviene con la gran parte delle prestazioni economiche erogate dall’Inps, anche gli Anf vengono pagati, come regola generale, dal datore di lavoro, che anticipa l’assegno familiare al lavoratore direttamente in busta paga. All’interno del cedolino paga, il lavoratore potrà verificare, tra le competenze, la presenza dell’apposita voce assegni familiari.

Successivamente, il datore di lavoro recupera le somme anticipate portandole a conguaglio con i contributi previdenziali dovuti all’Inps.

Ci sono, tuttavia, dei casi di pagamento diretto degli assegni familiari da parte dell’Inps. In particolare, il pagamento diretto avviene quando il richiedente è:

  • lavoratore domestico;
  • soggetto iscritto alla gestione separata Inps;
  • operaio agricolo a termine;
  • lavoratore di imprese fallite o cessate;
  • beneficiario di altre prestazioni previdenziali.

note

[1] Art. 29 Cost.

[2] Inps, circolare n. 60/2020.


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