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Occupazione del suolo pubblico: è reato?

26 Ottobre 2020 | Autore:
Occupazione del suolo pubblico: è reato?

Invasione di terreni e strade pubbliche: quando è reato? Intralcio alla circolazione stradale: qual è la sanzione?

Strade, piazze e pubbliche vie servono per la circolazione di veicoli e persone. Rispettando la segnaletica e le norme del Codice della strada, tutti possono transitare sul suolo pubblico, in quanto si tratta di un’area che, appunto, può essere fruita da chiunque. Questa libertà, però, non va confusa con l’arbitrio: ci sono pur sempre delle regole da seguire e chi le viola rischia non solo di incorrere in una sanzione amministrativa ma perfino in una penale. L’occupazione del suolo pubblico è reato?

Come ti spiegherò nel prosieguo, occupare abusivamente un’area pubblica è una condotta molto grave, probabilmente non meno seria dell’occupazione di una proprietà privata. E, infatti, a differenza di quest’ultima ipotesi, l’occupazione del suolo pubblico non solo può costituire reato ma può essere sanzionata anche per violazione del Codice della strada. Insomma: chi impegna illegittimamente la carreggiata, una piazza o un altro luogo pubblico rischia grosso. Se l’argomento ti interessa, magari perché il tuo vicino di casa, sentendosi padrone di ogni cosa, intralcia sempre la stradina sotto casa e ti impedisce di raggiungere la tua abitazione, prosegui nella lettura: vedremo quando l’occupazione del suolo pubblico è reato.

Invasione del suolo pubblico: è reato?

Il Codice penale punisce con la reclusione l’invasione del suolo pubblico quando è finalizzata a un’occupazione duratura o abituale

Per la precisione, è punito a querela con la reclusione fino a due anni o con la multa da 103 a 1.032 euro chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto.

Le pene sono aumentate (reclusione da due a quattro anni e multa da 206 a 2.064 euro) e si procede d’ufficio se il fatto è commesso da più di cinque persone o da persona palesemente armata [1].

Occupazione del suolo pubblico: quando è reato?

L’occupazione del suolo pubblico, dunque, costituisce reato soltanto se l’autore del fatto ha intenzione di “mettere le radici” sull’area pubblica, ovvero di trarne in qualsiasi altro modo profitto, ad esempio approfittando delle risorse del terreno pubblico occupato (acqua, colture, giacimenti, ecc.).

In altre parole, il reato scatta solamente se l’occupazione mostra di essere duratura protraendosi per un apprezzabile lasso di tempo, cosicché l’invasore dimostri l’intenzione di volersi comportare come il proprietario del suolo pubblico che ha occupato.

Si ha reato di occupazione del suolo pubblico anche se l’invasione illegittima si ripete nel tempo a intervalli regolari: è il caso, ad esempio, del fruttivendolo che abitualmente occupa il suolo pubblico con cassette di frutta e verdura senza la prevista autorizzazione comunale.

Occupazione del suolo pubblico: quando non è reato?

Occupare il suolo pubblico non è reato se l’invasione è temporanea oppure non c’è intenzione di trarre alcun profitto dalla condotta.

Occupare un suolo pubblico non è reato nemmeno se si pensa di essere dalla parte della ragione, cioè di esercitare un proprio diritto. L’invasione penalmente rilevante, infatti, è soltanto quella commessa con dolo, cioè con la precisa intenzione di appropriarsi di un terreno, suolo o edificio non proprio, pubblico o privato che sia, pur non avendone alcun diritto.

Occupazione della sede stradale: cosa succede?

L’occupazione del suolo pubblico, oltre che costituire reato alle condizioni sopra descritte, può far incorrere in una sanzione amministrativa per intralcio alla circolazione stradale.

Secondo il Codice della strada, su determinate vie è vietata ogni tipo di occupazione della sede stradale, ivi compresi fiere e mercati, con veicoli, baracche, tende e simili. Per la precisione, il divieto assoluto di occupazione vige per tutte le autostrade, strade extraurbane principali, strade extraurbane secondarie e strade urbane di scorrimento.

Per quanto concerne le strade urbane di quartiere e le strade locali, l’occupazione della carreggiata può essere autorizzata a condizione che venga predisposto un itinerario alternativo per il traffico ovvero, nelle zone di rilevanza storico-ambientale, a condizione che essa non determini intralcio alla circolazione.

Chiunque occupa abusivamente il suolo stradale, ovvero, avendo ottenuto la concessione, non ottempera alle relative prescrizioni, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 173 a  695 euro.

Inoltre, la condanna per occupazione della sede stradale importa sempre la sanzione amministrativa accessoria dell’obbligo per l’autore della violazione stessa di rimuovere le opere abusive a proprie spese [2].

Occupazione del suolo pubblico: cosa si rischia?

Tirando le somme, l’occupazione abusiva del suolo pubblico non solo può costituire reato ma anche un illecito amministrativo sanzionato con l’obbligo di pagare una multa e di rimuovere l’ingombro causato alla normale circolazione.

Entrambe le sanzioni (penale e amministrativa) possono coesistere, nel senso che la stessa condotta può far scattare tutti e due gli illeciti contemporaneamente.


Il codice penale punisce con la reclusione l’invasione del suolo pubblico quando è finalizzata a un’occupazione duratura o abituale.

note

[1] Art. 633 cod. pen.

[2] Art. 20 cod. str.

Autore immagine: Canva.com


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