Nuovo Dpcm: se esco da casa rischio la multa?

25 Ottobre 2020 | Autore:
Nuovo Dpcm: se esco da casa rischio la multa?

Le regole anti-Covid stabilite dal nuovo Decreto comprendono sia divieti sia raccomandazioni: quali sono le conseguenze sanzionatorie nell’uno e nell’altro caso.

C’è un nuovo concetto giuridico con il quale gli italiani dovranno fare i conti con l’entrata in vigore del nuovo Dpcm a partire da lunedì 26 ottobre: quello della «forte raccomandazione». Non stiamo parlando della “spintarella” per superare i concorsi, ma del caldo invito del Governo a non spostarsi senza valido motivo.

Adesso, per spostamenti si intende non soltanto quello tra Regioni o Comuni diversi da quello di residenza, ma praticamente tutte le uscite di casa. La frase precisa contenuta nel Decreto (clicca qui per scaricare il testo integrale del Dpcm), è questa: «È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi».

Si tratta di un semi-lockdown o di qualcosa di diverso? La norma va letta non in modo isolato, ma insieme a tutte le altre prescrizioni contenute nel Dpcm e da qui si arriva a capire quando con il nuovo Dpcm si rischia la multa se si esce di casa.

Violazione divieti: quali sanzioni

È importante capire la differenza tra un vero e proprio obbligo e una semplice “raccomandazione”, per quanto forte, e capire quali sono le conseguenze per chi non rispetta questo “consiglio”, perché le sanzioni previste per chi viola i divieti del Dpcm sono pesanti: vanno da un minimo di 400 euro (ridotto a 280 euro per chi paga entro i primi 5 giorni) ad un massimo di 3.000 euro, con l’aumento di un terzo se la violazione è commessa con un veicolo e il raddoppio in caso di recidiva.

Cosa sono le raccomandazioni

Chi ha studiato diritto, anche alle scuole superiori, sa bene che la sanzione è un elemento essenziale della norma giuridica: il solo precetto (cioè il comportamento da tenere, la cosa da fare o da non fare) non è sufficiente.

Una norma completa deve essere composta del precetto e della sanzione, che è la conseguenza negativa posta a carico del trasgressore, colui che non ubbidisce al precetto. Il meccanismo di base è: se qualcuno viola il precetto imposto, subirà la sanzione prevista.

Ma con le raccomandazioni tutto cambia. Abbiamo imparato a conoscerle con lo scorso Dpcm del 13 ottobre, che le ha introdotte a proposito della regola del massimo di 6 ospiti (persone non conviventi) da ricevere in casa ed anche di indossare la mascherina nell’abitazione privata in presenza di persone non conviventi. Un divieto “soft” la cui eventuale violazione rimane praticamente senza conseguenze, perché consiste in un’esortazione e non in una vera e propria prescrizione.

Cosa rischia chi viola una raccomandazione

«Rivolgiamo una forte raccomandazione a tutti: bisogna muoversi solo per motivi di lavoro, salute e necessità», ha detto oggi il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa illustrando i contenuti del nuovo Dpcm appena emanato e che entrerà in vigore stanotte. Che si aggiunge alla analoga forte raccomandazione, contenuta nel nuovo Dpcm, di non ricevere in casa «persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza».

Dunque, uno strano precetto, perché la condotta da seguire è precisamente indicata, ma non in modo vincolante: perciò chi se ne discosta non è passibile di sanzioni. Così se qualcuno ospita a cena 7 o anche 20 amici non commette l’illecito amministrativo e non scatta la multa. Diversamente da chi, ad esempio, va a giocare a calcetto con gli amici, perché lo stop allo sport ludico e amatoriale era previsto già nel precedente Dpcm come un vero e proprio divieto.

Ora, però, dal 26 ottobre al 24 novembre, cioè nel periodo di vigore del nuovo Dpcm, la «forte raccomandazione» non riguarda più il numero massimo di persone estranee ammesse nelle abitazioni private (che viene estesa a non ricevere in casa nessuna persona esterna al nucleo familiare), ma si occupa del motivo per cui si esce di casa. Quando e come? A piedi o in macchina o con qualsiasi mezzo di trasporto pubblico? E per andare a fare cosa? Bisogna capire cosa è consentito fare e cosa no e distinguere tra ciò che è vietato e ciò che è semplicemente sconsigliato.

Uscire di casa senza motivo: conseguenze

Non spostarsi salvo che per determinate esigenze. Questa è una regola cautelare di condotta, stabilita per evitare il pericolo di una diffusione dei contagi tra la collettività. La violazione della raccomandazione del premier Conte e del ministro della Salute Speranza sussiste quando si esce di casa e ci si sposta «con mezzi di trasporto pubblici o privati» senza uno dei motivi validi previsti dal nuovo Dpcm, che sono i seguenti:

  • le esigenze lavorative, dunque chi va a svolgere il proprio lavoro in ufficio, negozio o azienda o rientra a casa da tali luoghi;
  • le esigenze di studio, perciò chi va a scuola o all’università;
  • i motivi di salute: andare dal medico o a fare una terapia;
  • le «situazioni di necessità», che comprendono molte cose: fare la spesa, acquistare beni o servizi, andare in uffici pubblici, ma anche fare una semplice passeggiata ricreativa;
  • le uscite «per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi»: dunque ad esempio fare attività motoria o sportiva ma anche andare al bar e al ristorante, però solo nei nuovi e limitati orari di apertura previsti.

Quando si può uscire da casa

Come abbiamo visto, il nuovo Dpcm non fa distinzioni tra spostamenti interregionali o in Comuni diversi da quello di abitazione, domicilio o residenza, ma contempla genericamente qualsiasi spostamento, inteso come uscita dal proprio luogo di dimora per andare in qualunque luogo esterno.

Ma c’è una precisazione fondamentale: la forte raccomandazione a non spostarsi riguarda solo chi lo fa utilizzando «mezzi di trasporto pubblici o privati». Perciò sembra escluso dalla regola cautelare chi si muove semplicemente a piedi.

Invece il concetto di mezzi di trasporto è talmente ampio che ricomprende tutti i veicoli (dalle autovetture alle bici e monopattini) e gli strumenti disponibili (aerei, treni, metropolitane, autobus, pullman e tram).

Ci si può, quindi, muovere su qualsiasi parte del territorio nazionale e resta consentito sia lo spostamento tra le Regioni sia i movimenti fuori dal Comune, salvi i casi in cui specifiche ordinanze locali lo proibiscano.

Multe per chi esce da casa: quali e quando

Le multe scatteranno soltanto se si violerà uno specifico divieto e non semplicemente questa pur forte raccomandazione, cioè la regola cautelare di condotta che cerca di limitare gli spostamenti ai soli casi di motivi necessari, quando avvengono utilizzando mezzi di trasporto.

Infatti il nuovo Dpcm cerca di scoraggiare la mobilità delle persone imponendo le chiusure dei locali pubblici negli orari serali e notturni e di molti esercizi e attività (cinema, teatri, discoteche, convegni, congressi, sale giochi, cerimonie, intrattenimenti ecc,) e prevedendo la possibilità di coprifuoco dalle ore 21 in determinate zone a rischio assembramenti (come le strade e piazze dei centri cittadini) a discrezione dei sindaci, anziché stabilire, come era avvenuto nel lockdown di primavera, un generale divieto di spostamenti.

Perciò sarà sanzionato in via amministrativa – con la pena pecuniaria da 400 euro a 3.000 euro che abbiamo indicato – chi:

  • non rispetta il divieto di assembramento in un luogo pubblico o aperto al pubblico;
  • non indossa la mascherina in un luogo chiuso diverso dall’abitazione privata e all’aperto (tranne i bambini al di sotto di 6 anni ed i soggetti con patologie incompatibili con l’uso del dispositivo);
  • non mantiene il distanziamento sociale minimo di un metro (2 metri per chi compie attività sportiva);
  • consuma cibo o bevande in un locale pubblico o nelle immediate adiacenze dopo le ore 18.

Invece chi contravviene al divieto di uscire di casa con febbre superiore a 37,5° associata ad infezione respiratoria rischia – come chi viola l’obbligo di permanenza domiciliare imposto con la quarantena – sanzioni più severe e di carattere penale: c’è l’arresto da 3 a 18 mesi e l’ammenda da 500 a 5mila euro [1].

In questi casi anche la violazione delle raccomandazioni potrà avere rilievo per l’entità concreta della sanzione da applicare al trasgressore, perché incide sul grado di colpa. Sarà quindi considerata più grave la condotta di chi, con febbre e tosse, prende un autobus o un treno rispetto a quella di chi in tali condizioni è uscito di casa a piedi.


note

[1] Art. 4, comma 7, D.L. n.19/2020 e art. 260 R. D. n. 1265/1934.


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13 Commenti

  1. Ma quindi, posso andare al bar, al ristorante o a mangiare una pizza? Cioè dovrei andare alle 17 a mangiare una pizza secondo il Governo? Che diamine di regole sono queste? E poi, c’è un coprifuoco nazionale? Posso circolare liberamente nelle piazze?

    1. Le attività di ristorazione (bar, ristoranti, pub, pizzerie, ecc.) possono aprire dalle 5 alle 18. Il consumo allo stesso tavolo è consentito ad un massimo di quattro persone, a meno che siano conviventi. Dopo le 18, è vietato il consumo di cibo o bevande nei locali pubblici e aperti al pubblico. Sono consentiti: il servizio di ristorazione senza limiti di orario negli alberghi soltanto per i clienti che vi alloggiano; la consegna a domicilio; il prelievo di cibo e/o bevande d’asporto fino alle 24 senza consumarlo/i all’esterno del locale o nelle adiacenze; il servizio di mensa o di catering che garantisca una distanza di sicurezza di almeno un metro; il servizio di ristorazione nelle autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con l’obbligo di mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro.

    2. Non c’è un coprifuoco nazionale istituito dal Dpcm. Il testo dice soltanto che può essere disposta la chiusura al pubblico dopo le 21 delle strade e delle piazze in cui si può creare un assembramento, consentendo, comunque, l’accesso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle proprie abitazioni. Occorre, però, rispettare il coprifuoco dettato dalle Regioni. Il Dpcm raccomanda di non uscire di casa se non per motivi di lavoro, di studio, di salute, in caso di urgente necessità o per svolgere delle attività o dei servizi non sospesi.

  2. Cioè fatemi capire bene…. Io posso andare a messa ma non posso andare a teatro o al cinema? Ho capito bene? Ma che assurdità è mai questa? Come ci sono i banchi in chiesa ci sono i posti al teatro e al cinema. Io sono credente, ma sinceramente non trovo proprio giusta questa decisione. Tantissime famiglie ne risentiranno.

    1. Si può andare a Messa? Sì, purché sempre nel rispetto delle misure di sicurezza (mascherina, distanziamenti). Anche la Conferenza episcopale italiana conferma che «Il Dpcm lascia invariato quanto previsto nel Protocollo del 7 maggio circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo. Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni». Si può andare al cinema, a teatro o ad un concerto? No. Sono sospesi gli spettacoli all’aperto o al chiuso, anche teatrali o cinematografici. Si può visitare un museo? Sì, ma occorre garantire l’ingresso contingentato del pubblico ed evitare gli assembramenti.

  3. Stavolta, il Dpcm è stato seriamente ingiusto. Le categorie più colpite sarebbero quelle non essenziali? Andatelo a dire a chi ci campa e ci porta il pane a casa con quelle attività che rientrano nelle categorie non essenziali!!!

  4. Buongiorno, riporto il mio caso che potrebbe essere il caso di tanti altri ed altre. Ho una relazione a distanza ormai da 3 anni che per motivi personali e lavorativi si muove tra due regioni confinanti. Si sta insieme a fine settimana alterni compiendo il viaggio in automobile. Le forti raccomandazioni che nelle eccezioni non contemplano il caso delle relazioni, sono di fatto dei divieti per le persone nella mia situazione? Portare con se un documento attestante autocertificazione da parte del soggetto “ospitante” che sottoscrive motivo, domicilio con annessa copia del proprio documento di identità, può essere d’aiuto al soggetto “ospitato” in viaggio, in caso di fermo? Grazie dell’attenzione

  5. Buongiorno, quindi posso andare nella mia seconda casa per chiudere acqua e luce in previsione dell’inverno, sennò col gelo mi si rompe tutto?

  6. Salve, io ho una mia sala prova dove, mi trovo con la mia band per suonare, è possibile per Noi uscire e rientrare a casa per le 22,30 ? Grazie

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