HOME Articoli

Lo sai che? La mediazione si può fare anche su Skype o Hangouts: libertà di scelta dell’organismo per le parti

Lo sai che? Pubblicato il 12 dicembre 2013

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 12 dicembre 2013

La procedura potrà essere svolta integralmente via internet: dal primo incontro, al deposito dei documenti, alla proposta di accordo: via libera alla massima concorrenza degli organismi di mediazione grazie al web.

La mediazione, obbligatoria o facoltativa, può essere fatta anche online ossia attraverso mezzi di comunicazione telematici. Il che apre le porte alle conciliazioni concluse in videoconferenza su Skype o Google Hangouts. Unica condizione, ovviamente, è che l’organismo di mediazione sia attrezzato con tali sistemi e disponga di un regolamento consultabile online.

La videoconferenza potrà riguardare l’intero procedimento di mediazione, dalla presentazione della domanda alla sottoscrizione del verbale, compresa la gestione delle singole fasi (deposito dei documenti, comunicazioni con la segreteria e la conseguente gestione della procedura: quindi anche dal primo incontro).

La conseguenza – legittima – è che le parti possono liberamente scegliere un organismo di mediazione senza dover rispettare limiti di zona; in altre parole, esse potranno optare anche per un organismo situato su un territorio rientrante nel circondario di un tribunale diverso da quello competente a decidere la controversia. Così, per esempio, per una controversia che debba essere decisa ad Aosta, la mediazione potrà essere svolta presso un organismo di Palermo.

E gli avvocati? La loro presenza non è mai obbligatoria. Chiunque può entrare in un organismo di mediazione e chiedere un incontro con i mediatori al fine di risolvere una vertenza con la controparte. Tuttavia, per le sole liti rientranti in determinate materie (leggi: “Quali sono le materie oggetto della nuova mediazione obbligatoria?”), se fallisce il tentativo di mediazione e si vuol procedere in tribunale, non si potrà farlo se la parte non era munita di difensore nel corso della mediazione. In altre parole, la presenza dell’avvocato è necessaria – solo in determinate controversie – come condizione per poi iniziare la causa ordinaria.

Checché ne dica il Cnf che, di recente, ha affermato il contrario: interpretazione tuttavia sconfessata dal Ministero della Giustizia e dal testo della legge (leggi l’articolo: “Mediazione facoltativa e presenza dell’avvocato: il Cnf e la falsa informazione corporativa”).

Altra precisazione che arriva dal Consiglio Nazioniale Forense è che, anche quando sarà “necessaria” la presenza del legale, non ci sarà bisogno della procura ad litem, che normalmente viene rilasciata prima dei giudizi ordinari. Ciò in quanto essi forniscono una “assistenza” e non una “rappresentanza tecnica”.

note

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI