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Covid: le previsioni di Conte per il Natale

25 Ottobre 2020 | Autore:
Covid: le previsioni di Conte per il Natale

Il premier, nella presentazione del nuovo Dpcm: non aspettatevi festicciole e abbracci. E sul vaccino: prime dosi a dicembre.

Passare un Natale sereno non dipenderà solo dal Governo, ma soprattutto dai cittadini. Lo ha detto, con parole soft, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa del primo pomeriggio in cui ha illustrato i contenuti del nuovo Dpcm in vigore da domani, 26 ottobre, fino al 24 novembre. «Con questo quadro di misure – ha spiegato Conte ai giornalisti – confidiamo di poter affrontare più distesamente il mese di dicembre. Confidiamo di arrivare al Natale con predisposizione d’animo serena. Spero che queste nuove misure anti Covid bastino», ha aggiunto il premier, «anche per aumentare i consumi».

Conte, però, ha voluto mettere le mani avanti, tanto per non illudere troppo i cittadini: «Non è che a Natale, anche se arriveranno le prime dosi dei vaccini, potremo tutti abbracciarci e fare feste e festicciole… L’importante è arrivarci sereni». Fortuna – scappa da dire– che ha aggiunto l’ultima parola prima di chiudere la frase.

Il messaggio che passa, dunque, è forte e chiaro: sarà un Natale contenuto nei festeggiamenti in cui si cercherà di tutelare la serenità propria di questa ricorrenza e gli interessi degli esercenti. Ma c’è quella frase nel discorso del premier che suona come una condizione fondamentale: «Spero che le misure bastino». Come a dire: se tutti rispettano i vincoli e le raccomandazioni del Dpcm, forse ce la facciamo. Altrimenti, sarà necessario un nuovo giro di vite.

L’altro aspetto da non trascurare nelle parole di Conte è quello che riguarda i vaccini. Non che sia una novità, ne aveva già parlato qualche giorno fa, ma oggi ha voluto ribadirlo: «Le prime dosi del vaccino anti Covid arriveranno entro dicembre, per Natale. Se gli impegni saranno confermati – ha annunciato il premier – potremo intervenire subito per somministrali alle categorie più fragili ed esposte al pericolo».



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