HOME Articoli

Lo sai che? La raccomandata si presume conosciuta dal deposito dell’avviso di giacenza

Lo sai che? Pubblicato il 12 dicembre 2013

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 12 dicembre 2013

Dal deposito dell’avviso di giacenza si presume che il conduttore sia al corrente della disdetta della locazione.

Stop ai furbetti che rifiutano la raccomandata al solo scopo di allungare i tempi. Una sentenza di ieri della Cassazione [1] chiarisce, una volta per tutte, come stanno le cose. Ma facciamo dunque un passo indietro per comprendere i termini del problema.

Quando viene recapitata una raccomandata, nel caso di temporanea assenza del destinatario, a quest’ultimo viene rilasciato, nella cassetta delle lettere, un avviso di giacenza del plico (presso l’ufficio postale). Ebbene: questo è un momento fondamentale perché, se anche il destinatario va a ritirare la missiva in un momento successivo, si presume che questi ne sia comunque venuto a conoscenza al momento dell’invio del predetto avviso di giacenza.

La comunicazione, dunque, si presume conosciuta dal destinatario nel momento in cui è recapitata al suo indirizzo e non nel diverso momento in cui ne prende effettiva conoscenza, andando a ritirarla alle poste. Infatti la prova che il dichiarante deve fornire è che l’atto è pervenuto nella sfera di conoscibilità del destinatario. A quest’ultimo non resta che dimostrare di esser stato impossibilitato, non per sua colpa, ad averne notizia.

La vicenda

La vicenda decisa dalla Suprema Corte trae spunto da una disdetta di un contratto di locazione comunicata all’inquilino attraverso raccomandata a.r., ma da quest’ultimo non ritirata in prima battuta perché non disponibile. Lo stesso, poi, era andato a prelevare il plico all’ufficio postale in un momento successivo alla scadenza del termine per la comunicazione di disdetta. Tuttavia – ha ritenuto la Cassazione – poiché l’avviso di giacenza era stato immesso nella cassetta del destinatario in tempo utile per impedire il rinnovo automatico, il locatore ha ottenuto l’effetto sperato e il contratto si è interrotto.

La motivazione della sentenza

Si legge in sentenza che, in tema di locazione di immobile urbano, la disdetta intimata dal locatore, che allo scopo si sia avvalso del servizio postale e della raccomandata, non consegnata al conduttore destinatario per l’assenza sua e delle persone abilitate a riceverla, si presume pervenuta alla data in cui è rilasciato il relativo avviso di giacenza presso l’ufficio postale [2].

In caso di raccomandata non consegnata per l’assenza del destinatario gli eventuali termini collegati al ricevimento della missiva decorrono non dal ritiro del plico presso l’ufficio postale, ma dall’immissione dell’avviso di giacenza nella buca delle lettere.

note

[1] Cass. sent. n. 27526 del 10.12.2013.

[2] Resta dunque irrilevante, ai fini della tempestività della disdetta rispetto al termine legale o convenzionale, sia il periodo legale del compimento della giacenza, sia quello intercorso tra l’avviso di giacenza e l’eventuale ritiro da parte del destinatario.

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Alla vostra cortese attenzione
    Nel caso in cui il locatore non ritiri le raccomandate (nel mio caso 4 con richiesta di riparazioni dell’appartamento a me locato) posso fare i lavori e decurtarli dall’affitto. Grazie

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI