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Fermo amministrativo di auto che serve per lavoro

26 Dicembre 2020 | Autore:
Fermo amministrativo di auto che serve per lavoro

Come dimostrare che il veicolo è strumentale all’attività imprenditoriale o professionale esercitata ed evitare le ganasce fiscali.

Non hai pagato una cartella esattoriale e, puntualmente, sono arrivate le ganasce fiscali: il Fisco ti ha mandato un preavviso di fermo della tua autovettura. Il blocco scatterà automaticamente se non verserai il dovuto entro 30 giorni.

Sai bene che, non appena verrà apposto il fermo ammministrativo la tua auto non potrà più circolare, ma, oltre al pagamento del debito, esiste una via d’uscita, consentita dalla legge: dimostrare che il veicolo ti serve per lavoro. In tal caso, il fermo non potrà essere iscritto perché il bene è considerato strumentale per svolgere la tua attività.

In realtà, però, le cose non sono così semplici. Occorre innanzitutto distinguere la posizione dei lavoratori dipendenti da quella degli esercenti un’attività d’impresa o una professione. Solo gli imprenditori e gli autonomi hanno la concreta possibilità di evitare il fermo dei veicoli utilizzati nell’effettivo esercizio della loro attività, ma per ottenere questo risultato devono aver posto in essere alcuni indispensabili adempimenti che dimostrano la strumentalità del mezzo.

Fermo amministrativo: come funziona

Il fermo amministrativo è una misura cautelare disposta dall’Agente di riscossione e consiste nel blocco del veicolo di proprietà del debitore che non ha pagato un debito divenuto esecutivo, come una cartella esattoriale o un avviso di accertamento dopo 60 giorni dalla notifica e che non sono stati impugnati o sospesi.

Una volta iscritto, il mezzo non può circolare e se il proprietario (che con l’apposizione del fermo diventa custode del veicolo) lo utilizza nonostante il divieto sono previste pesantissime sanzioni: il pagamento di una somma da euro 1.988 a euro 7.953 più la revoca della patente e la confisca del veicolo [1].

Fermo amministrativo: come evitarlo

Esistono quattro modi legittimi per evitare il fermo amministrativo:

  1. pagare interamente l’importo dovuto entro i termini previsti dal preavviso di fermo;
  2. impugnare il preavviso di fermo, contestando la sua legittimità, in modo da ottenere l’annullamento, anche previa sospensione (leggi preavviso di fermo amministrativo: opposizione e competenza e opposizione a fermo amministrativo: modello);
  3. rateizzare il debito fiscale: con l’accoglimento della richiesta di dilazione ed il pagamento della prima rata, il fermo amministrativo sarà sospeso, ma non verrà cancellato sino all’integrale pagamento del debito;
  4. dimostrare che il veicolo è un bene strumentale, utilizzato per l’esercizio della propria attività.

Ci sono due ulteriori ipotesi che consentono l’annullamento del fermo: quando il veicolo è cointestato con un’altra persona, oppure se l’autovettura è intestata ad un disabile o comunque viene utilizzata per trasportarlo.

Fermo amministrativo su bene strumentale

La legge [2] dispone che il veicolo utilizzato per l’esercizio dell’attività professionale o d’impresa non può essere sottoposto a fermo amministrativo. Ma il debitore deve dimostrare l’esistenza della strumentalità del bene rispetto alla propria attività.

Innanzitutto, la norma contempla solo gli imprenditori e i professionisti; non si riferisce ai lavoratori dipendenti, ed infatti l’orientamento assolutamente maggioritario della giurisprudenza li esclude da questa possibilità.

Perciò, se sei un dipendente non potrai affermare, ai fini dell’esclusione del fermo amministrativo, che l’auto ti è necessaria per recarti al lavoro; se, invece, sei un artigiano, un lavoratore autonomo, un commerciante potrai evidenziare che l’autovettura, l’autocarro o il furgone è indispensabile per svolgere la tua specifica attività imprenditoriale o professionale.

Veicolo strumentale: i requisiti richiesti

Il veicolo, per essere considerato strumentale, dovrà comparire nella documentazione contabile tra i beni adibiti all’organizzazione dell’attività imprenditoriale o professionale esercitata; perciò, è necessario – come afferma l’Agenzia delle Entrate – che il suo utilizzo sia «inerente e funzionale» all’esercizio di tale attività e al conseguimento dei relativi ricavi.

La prova è notevolmente facilitata quando la strumentalità è già stata evidenziata in anticipo al Fisco, attraverso l’inserimento del veicolo nel registro dei beni ammortizzabili. Una recente pronuncia della Commissione Tributaria di Frosinone [3] ha ritenuto illegittimo, e perciò annullato, l’iscrizione del fermo amministrativo sull’autovettura di un avvocato che è riuscito a dimostrare come l’automobile fosse utilizzata come bene strumentale alla sua attività professionale.

Il veicolo, infatti, risultava regolarmente acquistato ed iscritto in contabilità e tale circostanza era stata «prontamente comunicata con lettera/diffida all’Agenzia Entrate Riscossione». Leggi anche come evitare il fermo amministrativo dell’auto usata per lavoro e come togliere il fermo amministrativo.


note

[1] Art. 214, comma 8, Codice della strada.

[2] Art. 52, punto m-bis, del D.L. n. 69/2013 (c.d. “Decreto del fare“), convertito in Legge n. 98/2013.

[3] Ctp Frosinone, sent. n. 293/03/2020.


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