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Verifica notifica cartella esattoriale

26 Ottobre 2020
Verifica notifica cartella esattoriale

Cartella esattoriale: se non si capisce a chi è stata consegnata.

Dalla verifica della notifica della cartella esattoriale dipende la validità della stessa e, quindi, l’esistenza del debito nei confronti dell’agente della riscossione. Difatti, solo le cartelle validamente notificate presso la residenza del contribuente producono effetti. 

Prima di pagare, quindi, sarebbe sempre meglio accertarsi che il procedimento di notifica sia avvenuto correttamente. Ma come si fa questo controllo? E che succede se la cartella è stata consegnata a una persona convivente con il destinatario mentre quest’ultimo era momentaneamente assente?

In questo articolo ci occuperemo di come si fa la verifica della notifica della cartella esattoriale e scopriremo cosa ha detto la Cassazione in merito alla consegna della raccomandata ad altre persone dimoranti con il contribuente. Ma procediamo con ordine.

Cosa succede dopo la notifica della cartella esattoriale

La cartella esattoriale giunge solo dopo che l’ente titolare del credito ha notificato al contribuente un atto di accertamento (si pensi all’accertamento dell’Agenzia delle Entrate o dell’Inps). Con tale atto si accerta l’omissione nel pagamento di imposte o sanzioni. È contro quest’ultimo che vanno sollevate tutte le contestazioni in merito all’esistenza del debito, nei termini previsti dalla legge (60 giorni dalla sua notifica). Opporsi contro la cartella sarebbe infatti tardivo. 

Contro la cartella vanno eccepiti solo i vizi di quest’ultima (come l’assenza di una motivazione, la mancata indicazione del calcolo degli interessi, il difetto di notifica del precedente atto, ecc.).

Come avviene la notifica della cartella esattoriale?

La cartella esattoriale viene notificata con gli stessi mezzi con cui viene notificato l’atto di accertamento. Il più delle volte avviene con raccomandata a.r. o tramite posta elettronica certificata (Pec). In alcuni casi, i Comuni si avvalgono di messi notificatori.

La notifica della cartella deve intervenire prima che il credito si prescriva. La prescrizione è variabile a seconda del tributo o della sanzione. I termini di prescrizione sono di 10 anni per tutte le imposte dovute all’erario (Irpef, Iva, Irap, imposta di registro o di bollo, imposta catastale o ipotecaria, canone Rai, contributi alle Camere di Commercio), di 5 anni per quelle dovute alle Regioni, Province e Comuni (Imu, Tasi, Tari, ad eccezione solo del bollo auto che si prescrive in 3 anni), di 5 anni per le sanzioni amministrative e le multe stradali, sempre di 5 anni per i contributi dovuti all’Inps o all’Inail.

Se la cartella dovesse essere notificata dopo che tali termini si sono compiuti, la cartella sarebbe illegittima perché si riferirebbe a un credito prescritto.

Come verificare se la cartella è stata notificata

Se la cartella esattoriale non viene notificata, l’esattore non può procedere alla riscossione del credito. Pertanto, è illegittimo un atto di pignoramento, un preavviso di fermo amministrativo o di ipoteca senza che prima vi sia stata la notifica della cartella o se, dalla stessa, sono decorsi i termini di prescrizione che abbiamo visto sopra. 

Per verificare se la cartella è stata correttamente notificata bisogna presentare un’istanza di accesso agli atti all’agente per la riscossione esattoriale che sarà tenuto a rispondere nel termine di 30 giorni. L’istanza può essere presentata anche online, tramite il sito dell’Agenzia Entrate Riscossione, limitatamente alle cartelle esattoriali inviate da quest’ultima.

L’esattore deve dimostrare l’avvenuta notifica della cartella solo se non sono decorsi più di cinque anni dalla stessa. Ma se la questione dell’omessa notifica dovesse sfociare in un ricorso dinanzi al giudice, l’esattore sarà tenuto a dare comunque tale prova, a pena di perdita di efficacia della cartella stessa.

La notifica si dimostra producendo l’originale dell’avviso di ricevimento della cartella o della relazione di notifica compilata dal messo notificatore.

Se l’agente della riscossione non dovesse rispondere o non dovesse fornire le prove della notifica della cartella, si potrà fare ricorso al giudice per ottenere l’annullamento della cartella stessa in quanto mai ricevuta. Nell’ipotesi di successivo atto di pignoramento o di intimazione di pagamento, decadrà anche quest’ultimo. 

Da ciò si comprende quale importanza possa avere la verifica della notifica della cartella esattoriale. 

Notifica cartella a persona convivente 

Regole speciali sono previste per la notifica della cartella a persona irreperibile. In questo caso, se si tratta di momentanea assenza da casa, il postino deve immettere un avviso nella cassetta delle lettere. Se invece si tratta di residenza sconosciuta deve fare degli accertamenti e verifiche per trovare il luogo di nuova residenza; all’esito depositerà l’originale della cartella presso la Casa comunale.

Si ritiene valida la notifica della cartella esattoriale per raccomandata avvenuta al domicilio del destinatario, anche se nell’avviso di ricevimento mancano le generalità del consegnatario e la firma sull’avviso di ricevimento è illeggibile. E ciò perché la relazione tra la persona che è interessata all’atto e quella che la riceve costituisce l’oggetto di un accertamento compiuto in precedenza dal postino, che – in quanto pubblico ufficiale – fa piena prova fino a querela di falso. La cartella, dunque, si presuppone nota al contribuente se il familiare cui è consegnata la raccomandata si dichiara convivente: spetta al destinatario fornire la prova contraria e la residenza anagrafica non basta [1]. 


note

[1] Cass. sent. n. 19680/20 del 20.09.2020.


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