Mascherine anti-Covid: novità sul marchio Ce

26 Ottobre 2020
Mascherine anti-Covid: novità sul marchio Ce

Non è frode in commercio vendere coperture per il viso senza la marcatura di sicurezza europea. Il simbolo è necessario solo per alcuni prodotti specifici.

Se le mascherine senza marchio Ce non sono vendute come anti-Covid non può scattare il sequestro per frode in commercio: viene a mancare il reato stesso. La Cassazione lo ha messo nero su bianco in una sentenza, la 29578/20, pubblicata il 26 ottobre dalla terza sezione penale.

Il presupposto della frode in commercio, infatti, è che i prodotti venduti siano diversi dal modo in cui vengono presentati. Ma se la mascherina non è commercializzata come presidio medico anti-Coronavirus non può né essere sequestrata in via preventiva, né si può muovere al venditore l’accusa di aver frodato il cliente.

La pronuncia della Suprema Corte trae origine dal ricorso di un negoziante, che si era visto sequestrare dalla Guardia di Finanza, sia all’interno del proprio esercizio commerciale sia dei suoi magazzini, mascherine in vendita che non riportavano il marchio Ce. Erano mascherine di comunità, non chirurgiche, né etichettate come dispositivo di protezione individuale. La difesa del negoziante contestava la conferma del sequestro da parte del tribunale del riesame, davanti al quale aveva impugnato il provvedimento.

Non basta l’assenza del marchio Ce per sequestrare una partita di mascherine: se così fosse, a parere dei legali del negoziante, sarebbe un errore di diritto, perché bisogna prima verificare che le coperture per il viso siano state presentate al cliente come presidio medico. In caso affermativo, deve esserci il marchio Ce, simbolo che indica la conformità del prodotto ai requisiti di sicurezza fissati dall’Unione europea. Laddove manchi il simbolo, scatta il sequestro, che non può, invece, avvenire per le mascherine di comunità, dato che assicurano una protezione molto più superficiale rispetto alle chirurgiche.

Il prodotto in commercio, quindi, non era diverso da come presentato perché non era descritto come presidio medico anti-Covid. Circostanza che rende non configurabile concretamente il reato di frode in commercio previsto dall’art. 515 del Codice penale italiano.



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