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Se dalla cartella di Equitalia “manca” qualche pagina la notifica è nulla

12 dicembre 2013


Se dalla cartella di Equitalia “manca” qualche pagina la notifica è nulla

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 dicembre 2013



In caso di comunicazione spedita in busta raccomandata e non in plico, ove il destinatario contesti il contenuto della busta stessa, è onere del mittente fornire la prova.

Quella che vi stiamo per raccontare è molto più della solita storia di una cartella esattoriale annullata per un vizio di notifica. È la dimostrazione di come, a volte, un piccolo escamotage pratico possa salvare una casa, un terreno, un conto in banca, una pensione, il TFR.

Bene intenso: questo articolo non è un invito a evadere le tasse, né un consiglio su come “farla franca” impunemente. A noi interessa solo l’aspetto giuridico delle cose. A riguardo, i latini dicevano: “il massimo del diritto (comporta) il massimo dell’ingiustizia” (in latino: “Summum ius, summa iniuria”).

Veniamo al caso concreto, perché solo questo può far comprendere come stanno le cose sotto un aspetto legale.

Chiamiamolo Tizio, il contribuente di turno, che riceve la cartella esattoriale con la classica raccomandata di Equitalia: quel bustone bianco enorme che, ormai, solo a vederlo la gente trema. Come noto, le singole pagine in esso contenute non sono né legate tra loro, né sigillate alla busta. E dunque, a volte capita di smarrirne qualcuna. O magari tutte.

Mettiamo che sia proprio il caso di Tizio che perde, senza colpa, il contenuto della cartella. Tizio, però, è dotato di poca memoria e giura e spergiura al proprio avvocato che la cartella gli è stata notificata proprio in questo modo: senza nulla di dentro se non il bollettino di pagamento. Insiste così tanto da convincere il legale a far ricorso al giudice. Infatti, una cartella senza contenuto, che manchi quindi di tutte le spiegazioni sui tributi richiesti, sulle annualità, sul calcolo degli interessi, sulle istruzioni su come presentare ricorso è una cartella nulla, anzi inesistente. È, del resto, assai importante leggere attentamente la cartella atteso che dalla data di notifica, il contribuente ha sessanta giorni di tempo per effettuare il pagamento.

E così il giudice, nella specie la Cassazione [1], si trova a dover applicare il diritto. E cosa dice? Che ovviamente la notifica è nulla. Ma facciamo un passo indietro per capire come ciò sia possibile.

Secondo la Corte, è onere del mittente (Equitalia) provare l’esatto contenuto della cartella esattoriale spedita al destinatario. A quest’ultimo, dunque, basterà semplicemente dedurre che l’atto ricevuto era incompleto per scaricare la patata bollente sulla controparte.

Come noto, la notifica delle cartelle esattoriali, quando non avviene per mani, può essere effettuata mediante il servizio postale con spedizione dell’atto in plico raccomandato, senza busta, con avviso di ricevimento. Non è previsto dalla norma, pertanto, un modo alternativo a quest’ultima procedura per la notifica a mezzo posta.

Nel caso, poi, di invio diretto della raccomandata postale, quest’ultima fa fede solo delle circostanze che vi sono attestate, ma non certo dell’integrità dell’atto contenuto nel plico nonché della certificazione della corrispondenza tra l’originale dell’atto e la copia notificata.

Equitalia ha quindi l’onere della prova: ossia dimostrare che la busta conteneva tutto il contenuto della cartella esattoriale. Una prova difficilissima, se non impossibile.

Quanto precede è in sintonia con il principio di carattere generale che, in caso di comunicazione spedita in busta raccomandata e non in plico, ove il destinatario contesti il contenuto della busta stessa, è onere del mittente fornire la prova [2].

Dicevamo: una prova ardua. Il concessionario non può produrre in giudizio solo gli estratti di ruolo – ossia copie su cui viene indicato il presunto debito tributario – ma la copia della cartella (e/o la documentazione attestante l’abilitazione degli agenti incaricati alla notifica), viceversa se non vi è prova sia della correttezza dell’atto che delle sue modalità di notifica, quest’ultima è nulla.

 

 

note

[1] Cass. ord. n. 18252 del 30.07.2013; Cass. sent. n. 17203/13 dell’11.07.2013.

[2] Cass. sent. n. 2403172013 e sent. n. 17702/2004.

Autore immagine: 123rf.com

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2 Commenti

  1. Nel caso di busta bianca sigillata, quindi dove il contenuto non è controllabile da nessuno, il contribuente che contesta che all’apertura di tale busta mancano delle pagine (mai legate tra loro), si vedrà annullata completamente la cartella esattoriale, e quindi anche il presunto debito in essere, oppure basta che Equitalia proceda ad inviare nuovamente la solita busta sigillata?
    Se fosse cosi, perché non lo fanno tutti?

  2. Se tutti paghiano le tasse forse avremmo più servizi e tasse più basse per quei pochi costretti a pagarlie, cioè quelli a reddito fisso. Tutti consigli utili per un popolo di evasori (siamo tra i primi al mondo).

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