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Chi è e cosa fa l’arbitro bancario?

26 Dicembre 2020 | Autore:
Chi è e cosa fa l’arbitro bancario?

Se hai subito la clonazione del bancomat o una frode sulla carta di credito, puoi risolvere l’eventuale controversia mediante il ricorso ad un sistema stragiudiziale. La procedura è più semplice di un giudizio civile e non è richiesta la presenza di un legale.

Hai una problematica in ambito bancario ma vorresti evitare di ricorrere all’autorità giudiziaria. Quello che ti spaventa sono i tempi assai lunghi occorrenti per la pronuncia della sentenza oltre ai costi elevati che potrebbe comportare la procedura sia in relazione all’onorario dell’avvocato sia per le spese di giustizia. A ciò va aggiunta l’incertezza legata all’esito della causa. In questo caso, una buona soluzione è rappresentata dall’Arbitro bancario finanziario.

Chi è e cosa fa l’Arbitro bancario finanziario (Abf)? Si tratta di un sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie che possono insorgere tra i clienti, da un lato, e le banche o gli altri intermediari finanziari, dall’altro, quali ad esempio le Poste italiane, le società finanziarie, gli istituti emittenti moneta elettronica (carte di credito, bancomat, carte prepagate, ecc.), alternativo rispetto alla giustizia ordinaria. Per ricorrere all’Abf non è necessaria l’assistenza di un legale o l’aiuto di un professionista ma è possibile farlo personalmente attivando la procedura anche per via telematica.

Quando è stato adottato l’Arbitro bancario finanziario

L’Arbitro bancario finanziario è stato istituito nel 2009 in attuazione di quanto previsto dal Testo Unico Bancario [1], così come modificato dalla legge sul risparmio [2].

I criteri sono stati fissati dal Comitato Interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr), che opera presso il ministero dell’Economia e della Finanze. Il suo funzionamento dipende dalla Banca d’Italia anche se tale organismo mantiene una propria autonomia ed imparzialità.

Quando è possibile rivolgersi all’Abf

All’Abf è possibile rivolgersi per tutte le controversie di carattere bancario/finanziario relative a rapporti sottoscritti a far data dal 1° gennaio 2009. In ogni caso, dal 1° ottobre 2022 la competenza temporale dell’Arbitro bancario finanziario è destinata a cambiare: infatti, da quel momento in poi potranno essere decise da questo organismo solo le controversie relative a operazioni o comportamenti anteriori al sesto anno precedente alla data di proposizione del ricorso.

Com’è strutturato l’Arbitro bancario finanziario

L’Abf si compone di 7 Collegi competenti per territorio, nel senso che decidono in base al domicilio dichiarato dai clienti nel ricorso.

Nello specifico, si tratta dei collegi di:

  • Roma, per il Lazio, l’Abruzzo, le Marche, l’Umbria e gli Stati esteri;
  • Milano, per la Lombardia, il Friuli Venezia Giulia, il Trentino Alto Adige e il Veneto;
  • Torino, per il Piemonte, la Liguria e la Valle d’Aosta;
  • Bologna, per l’Emilia Romagna e la Toscana;
  • Napoli, per la Campania e il Molise;
  • Bari, per la Puglia, la Basilicata e la Calabria;
  • Palermo, per le due isole maggiori, cioè per la Sicilia e la Sardegna.

In alcuni casi è possibile che la decisione di un ricorso venga demandata ad un Collegio diverso. Il ricorrente viene comunque informato di ciò mediante un avviso sul sito internet dell’ABF.

Come sono composti i singoli collegi

In ogni collegio sono presenti 5 membri:

  1. il presidente e due membri, designati dalla Banca d’Italia;
  2. un membro, scelto dalle associazioni degli intermediari;
  3. un membro, nominato dalle associazioni che rappresentano i clienti (consumatori ed imprese).

Il presidente resta in carica per cinque anni e gli altri membri per tre anni. Il mandato è rinnovabile una sola volta. Tutti i componenti devono possedere requisiti di esperienza, professionalità, integrità e indipendenza.

Ogni collegio ha una segreteria tecnica, istituita presso le sedi della Banca d’Italia, che svolge compiti ben definiti ovvero provvede alla:

  • ricezione dei ricorsi e alla verifica degli stessi in ordine alla completezza, regolarità e presentazione nei termini prescritti;
  • ricezione della documentazione presentata dall’intermediario;
  • cura delle comunicazioni relative alla procedura di ricorso alle parti.

Su cosa può giudicare l’Abf

L’Arbitro bancario finanziario può decidere sulle controversie insorte con un intermediario per servizi bancari e finanziari, compresi i servizi di pagamento.

Ad esempio, è possibile ricorrere all’Abf per le controversie aventi ad oggetto conti correnti, mutui, prestiti personali:

  • se viene chiesta una somma di denaro pari o inferiore a 200.000 euro. Per somme superiori, l’Abf non può esaminare il ricorso in quanto supera il limite di valore della competenza del sistema stragiudiziale;
  • oppure per l’accertamento di diritti, obblighi e facoltà senza limiti di importo.

Non è possibile ricorrere all’Arbitro bancario finanziario quando la controversia riguarda beni o servizi diversi da quelli bancari e finanziari ovvero servizi o attività con finalità di investimento (vedi l’ipotesi di negoziazione di titoli oppure di gestione di patrimoni). In quest’ultimo caso, competente a decidere è l’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf), attivo presso la Consob (Commissione nazionale per le società e la borsa).

Inoltre, l’Abf non è competente a decidere sulle controversie già sottoposte alla decisione dell’autorità giudiziaria o all’esame di arbitri o conciliatori.

Il ricorso all’Abf è comunque possibile se una procedura di conciliazione o mediazione non ha avuto esito positivo oppure se è stata avviata dall’intermediario e il cliente non vi ha aderito.

Contro chi si può proporre ricorso all’Abf

Il ricorso all’ABF è possibile presentarlo nei confronti di:

  • banche;
  • intermediari finanziari, iscritti all’Albo di cui all’Art. 106 TUB;
  • confidi, iscritti ad uno degli appositi Elenchi previsti sempre dal Testo Unico Bancario;
  • istituti di pagamento;
  • istituti di moneta elettronica.

Al fine di accertare se il soggetto contro il quale si intende proporre il ricorso è sottoposto all’ABF, è possibile consultare gli Albi e gli Elenchi tenuti dalla Banca d’Italia all’indirizzo www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/albi-elenchi.

È ammesso il ricorso all’Abf se l’intermediario è straniero?

È consentito il ricorso all’Abf contro un istituto di credito o un intermediario finanziario straniero, operante in Italia. È comunque necessario che la banca o l’intermediario non sia sottoposto ad un sistema stragiudiziale ricompreso nella Rete europea Fin-Net [4]. In quest’ultima ipotesi, è possibile rivolgersi alla segreteria tecnica dell’Abf per essere assistiti nella presentazione del ricorso all’organismo competente.

Qual è la procedura per il ricorso all’Abf

Prima di rivolgersi all’Abf è necessario tentare di risolvere direttamente la problematica, presentando un reclamo scritto alla banca o all’intermediario finanziario. Di solito, tale soggetto ha 60 giorni di tempo per rispondere, tranne casi particolari come ad esempio in materia di servizi di pagamento laddove il termine è di 15 giorni lavorativi.

Se la banca/intermediario finanziario non risponde o risponde negativamente è possibile rivolgersi all’Abf entro un anno dalla presentazione del reclamo.

Decorso tale termine, prima di adire l’ABF occorre proporre un nuovo reclamo.

Come si propone il ricorso all’Abf

Il ricorso all’ABF può essere presentato online, previa registrazione sull’apposito portale. A tal fine bisogna accedere all’indirizzo www.arbitrobancariofinanziario.it e cliccare su “area riservata”.

Si possono assumere maggiori informazioni al riguardo consultando la “Guida all’utilizzo del portale” (www.arbitrobancariofinanziario.it/presentare-ricorso/guide-e-moduli/Guida-ricorso-abf.pdf).

Successivamente, si può inoltrare il ricorso, seguendo la procedura guidata, che consente anche di gestirne tutte le fasi.

Il ricorso può essere presentato autonomamente oppure avvalendosi di un rappresentante. In tal caso occorre conferire una procura, utilizzando uno degli esempi disponibili sul portale, in fondo alla pagina “come presentare un ricorso”. Dopo la presentazione del ricorso è possibile interagire con l’Abf sempre tramite il portale, verificando tra l’altro lo stato del ricorso oltre a ricevere le controdeduzioni e la decisione del collegio.

È consentito, altresì, presentare il ricorso in modalità cartacea ma solo se è diretto contro:

  1. due o più intermediari contemporaneamente;
  2. un intermediario estero che opera in Italia in regime di libera prestazione di servizi;
  3. un confidi, ai sensi di quanto previsto dal TUB [3].

Il modulo di ricorso deve, quindi, essere inviato via fax o per posta, con tutta la documentazione allegata, alla Segreteria tecnica competente o a qualsiasi filiale della Banca d’Italia. In alternativa può essere consegnato a mano presso una filiale della Banca d’Italia aperta al pubblico.

Come avviene la decisione del ricorso all’Abf

Il ricorso all’Abf viene deciso esclusivamente sulla base della documentazione prodotta dalle parti (ricorrente e intermediario bancario/finanziario) e non è previsto l’ascolto diretto del ricorrente. Anche la procedura avviene solo per iscritto e non è possibile l’acquisire prove mediante perizie disposte d’ufficio dal collegio.

Il collegio può concedere dei termini per la produzione dei documenti ad integrazione di quelli già presentati o della memoria di replica. Si tratta di termini perentori, pertanto, se non vengono rispettati, il collegio non tiene conto di quanto presentato in ritardo, salvo limitate eccezioni come in caso di rinuncia al ricorso oppure di comunicazione dell’intervenuto accordo transattivo o conciliativo.

Entro quanto tempo l’Abf decide il ricorso

L’intermediario contro il quale è diretto il ricorso, ha 45 giorni di tempo dalla ricezione per presentare le proprie controdeduzioni. A sua volta, il ricorrente può replicare alla documentazione presentata dall’intermediario nei successivi 25 giorni e quest’ultimo può trasmettere le controrepliche nei successivi 20 giorni.

La comunicazione della decisione viene inviata al ricorrente nel termine di 90 giorni dalla data di completamento del fascicolo. Detta comunicazione può avvenire anche mediante l’invio del solo dispositivo, nel quale è indicato se il ricorso è stato accolto o rigettato. Nei successivi 30 giorni vengono, poi, comunicate le motivazioni.

Se si tratta di un ricorso particolarmente complesso, il termine di 90 giorni può essere prorogato per un periodo non superiore ad altrettanti 90 giorni, previa comunicazione al ricorrente.

Che valore hanno le decisioni dell’Abf?

Le decisioni dell’Abf non hanno lo stesso valore delle sentenze pronunciate dall’autorità giudiziaria o dei lodi emessi dagli arbitri, in quanto difettano dei requisiti di accessorietà, definitività e vincolatività. Pertanto, non sono obbliganti per l’intermediario. Tuttavia, se questi non dovesse eseguire la prestazione stabilita dall’Abf in favore del cliente, la notizia del mancato adempimento è resa pubblica mediate pubblicazione sul sito istituzionale dell’Arbitro bancario finanziario per 5 anni e, in evidenza, sulla pagina iniziale del sito internet dell’intermediario per la durata di 6 mesi.

Nonostante i numerosi casi trattati fino ad ora, pochissime banche non hanno aderito alle decisioni dell’Arbitro Bancario Finanziario.

Cosa succede se la decisione dell’Abf non soddisfa le parti?

Se il ricorrente o l’intermediario non dovesse rimanere soddisfatto dalla pronuncia dell’ABF o detta pronuncia non mette fine alla controversia, può ricorrere agli altri strumenti di tutela previsti dall’ordinamento. Può, quindi, iniziare una causa civile oppure avvalersi della conciliazione o dell’arbitrato.

Quanto costa un ricorso all’Abf

Il costo del ricorso all’Abf è assai modesto, dovendosi pagare solo 20 euro a titolo di contributo per le spese di procedura. Peraltro, se il ricorso viene accolto, tale somma viene rimborsata al ricorrente dall’intermediario, salvo che in alcuni specifici casi disciplinati dalle Disposizioni ABF.

Il pagamento della predetta somma può avvenire tramite:

  • bonifico bancario sul c/c intestato a Banca d’Italia – Segreteria tecnica dell’Arbitro Bancario Finanziario, al codice Iban IT71M0100003205000000000904;
  • con versamento sul c/c postale n. 98025661 intestato a Banca d’Italia – Segreteria tecnica dell’Arbitro Bancario Finanziario.

In entrambi i casi, nella causale del versamento bisogna indicare “ricorso Abf” e il codice fiscale/partita Iva del ricorrente.

È ammesso anche il pagamento in contanti, che si può eseguire presso una qualsiasi delle filiali della Banca d’Italia aperte al pubblico, ad esclusione di quelle specializzate nella vigilanza.


note

[1] Art. 126-bis TUB.

[2] L. n. 262/2005.

[3] Art. 112 co. 1 TUB.

[4] La Rete Fin-Net è una Rete europea di cooperazione tra gli organismi nazionali di risoluzione stragiudiziale della controversie in materia di servizi bancari, assicurativi e finanziari.


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