Il Covid blocca anche il fermo amministrativo

27 Ottobre 2020 | Autore:
Il Covid blocca anche il fermo amministrativo

Annullato lo stop alla circolazione di un camion per il trasporto bestiame durante il lockdown: il giudice ha ritenuto la sanzione eccessiva e sproporzionata.

L’emergenza Covid blocca anche il fermo amministrativo apposto dalle autorità su un veicolo: succede a Ferentino, in provincia di Frosinone, dove il giudice di pace ha annullato con sentenza [1] il blocco alla circolazione che era stato imposto per 3 mesi ad un camion utilizzato per il trasporto di bestiame.

Ad avviso del giudice sussiste lo stato di necessità: l’autocarro trasportava bestiame da macello, cioè prodotti necessari alla popolazione soprattutto durante il lockdown, e l’imprenditore disponeva di due soli automezzi del tipo di quello sequestrato dalla Polizia municipale; quindi, privarlo di quel veicolo significava mettere a rischio la sua attività economica, oltre che arrecargli un consistente danno patrimoniale, in termini di mancato guadagno e di perdita di clientela.

Gli altri veicoli dell’impresa erano di portata più piccola e questo avrebbe costretto l’allevatore a compiere più viaggi per effettuare le consegne. Inoltre, la misura del fermo amministrativo risulta – si legge in sentenza – «sproporzionata» rispetto al fatto contestato.

La pronuncia è innovativa anche perché riconduce la violazione non a quella inerente l’autotrasporto abusivo in quanto avvenuto senza autorizzazione oppure oltre i limiti consentiti dalla licenza [2], che era stata contestata e verbalizzata dai vigili (punita con la sanzione amministrativa da 2065 a 12.394 euro e, appunto, con il fermo amministrativo del veicolo per 3 mesi) ma alla fattispecie, molto più blanda, prevista dal Codice della strada [3], relativa al mancato possesso dei documenti per il trasporto di cose per conto terzi.

Perciò il giudice, compiuta questa riqualificazione del fatto, ha ravvisato «l’esiguità del danno o del pericolo che ne è derivato», ha ritenuto che l’illecito era «di non particolare gravità» ed ha applicato l’istituto della non punibilità per tenuità del fatto [4] estendendolo dal suo ambito proprio (quello della legge sulla depenalizzazione di alcuni illeciti) anche alle controversie amministrative riguardanti le infrazioni al Codice della strada.

Il provvedimento, nel riconoscere l’esimente dello stato di necessità, ha sottolineato che «tutto si svolge nel periodo di fermo per la pandemia da Covid 19 e il trasporto per carne da andare al macello è tra i beni primari e importante», evidenziando che tale attività rientrava nei Dpcm tra le «cose urgenti indifferibili per la popolazione e la nazione»

In occasione del controllo, il camionista aveva riferito di essere alla guida «a titolo di cortesia» per sostituire l’autista che si era sentito male e la sua dichiarazione era stata suffragata da un testimone.

Così il giudice ferentino ha accolto il ricorso ed ha sospeso l’esecutività del verbale applicativo della sanzione e del fermo amministrativo, in attesa della definizione della causa nel merito. Le spese di giudizio sono state compensate.


note

[1] Giudice di pace di Ferentino, sentenza 118/20 del 22 ottobre 2020.

[2] Art. 46, comma 2, Legge n. 298/74.

[3] Art. 180, comma 7, Codice della strada.

[4] D.Lgs. 16 marzo 2015, n.28, attuativo dell’art. 1, comma 1, lett. m) della Legge n. 67 del 28 aprile 2014.


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1 Commento

  1. Portare al massacro dei poveri animali per soddisfare il capriccio di gola di una massa di subumani sarebbe un “bene primario”? Giudice, sei una merda.

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