Diritto e Fisco | Articoli

Cos’è l’obbligo di fedeltà del lavoratore dipendente?

27 Dicembre 2020
Cos’è l’obbligo di fedeltà del lavoratore dipendente?

La legge impone al lavoratore di essere fedele al datore di lavoro e di non svolgere attività in concorrenza.

Hai risposto ad un annuncio relativo ad un posto di lavoro. Sei stato selezionato e la società ti ha inviato la bozza di contratto di lavoro. Nella lettera, c’è scritto che dovrai rispettare l’obbligo di fedeltà nei confronti del datore di lavoro e ti chiedi cosa significa una simile clausola.

Quando si instaura un rapporto di lavoro, le parti si assumono dei doveri reciproci. Accanto all’obbligo principale del lavoratore, ossia lo svolgimento dell’attività di lavoro, vi sono anche altri doveri da rispettare.

Cos’è l’obbligo di fedeltà del lavoratore dipendente? Come vedremo, uno dei principali doveri del lavoratore è la fedeltà al datore di lavoro che si traduce nel divieto di fare concorrenza all’azienda e di divulgare notizie riservate.

Obblighi del lavoratore: quali sono?

Con la firma del contratto di lavoro subordinato il lavoratore si mette a disposizione del datore di lavoro ed accetta di svolgere la prestazione di lavoro oggetto del contratto secondo le direttive impartite dall’azienda [1]. Il rapporto di lavoro, infatti, si fonda sulla subordinazione del lavoratore al datore di lavoro.

Il contratto di lavoro fa sorgere una serie di obblighi per il lavoratore che sono previsti in parte dalla legge ed in parte dal contratto collettivo e dalla lettera di assunzione.

Il principale obbligo del lavoratore è svolgere la prestazione di lavoro prevista nel contratto, recandosi al lavoro nella sede e nell’orario previsti dalla lettera di assunzione.

Inoltre, nell’esecuzione della prestazione, il dipendente ha anche il dovere di utilizzare la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico.

Il lavoratore, inoltre, ha anche il cosiddetto obbligo di conformazione della prestazione di lavoro: deve, cioè, svolgere l’attività di lavoro seguendo le direttive impartite dal datore di lavoro.

Obbligo di fedeltà del lavoratore: cosa significa?

Uno dei principali obblighi del lavoratore, sancito direttamente dalla legge [2], è l’obbligo di fedeltà.

La norma declina l’obbligo di fedeltà in tre divieti:

  1. divieto di trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l’imprenditore;
  2. divieto di divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa;
  3. divieto di fare uso delle predette informazioni in modo da poter recare pregiudizio all’impresa.

Il primo divieto riguarda lo svolgimento di attività in concorrenza con l’imprenditore.

Il divieto deve essere interpretato in senso ampio. Ne deriva che il lavoratore non potrà trattare affari in concorrenza con il suo datore di lavoro né come dipendente, né come lavoratore autonomo né come socio o amministratore di società.

Secondo la Cassazione [3] il divieto non riguarda la sola ipotesi della concorrenza sleale ma qualsiasi attività che possa porsi in concorrenza con quella del datore di lavoro, anche se esercitata in modo “leale”.

Gli altri due divieti attengono alla possibilità di far uscire dal contesto aziendale informazioni riservate che riguardano l’organizzazione dell’impresa. Basti pensare alla ricetta di un alimento commercializzato da un’industria dolciaria. Ad essere vietata è sia la mera divulgazione che l’utilizzo che possa creare un danno al datore di lavoro.

Violazione dell’obbligo di fedeltà: quali conseguenze?

La violazione dell’obbligo di fedeltà del lavoratore costituisce un grave inadempimento che può essere sanzionato dal datore di lavoro, dopo aver esperito il procedimento disciplinare previsto dalla legge [4]. Nei casi più gravi, il datore di lavoro potrà sanzionare il dipendente che ha violato il dovere di fedeltà con il licenziamento.

Secondo una parte della giurisprudenza [5], la violazione dell’obbligo di fedeltà sussiste anche se l’attività concorrenziale alla quale si è dedicato il lavoratore è solo potenzialmente lesiva.

Secondo un’altra parte della giurisprudenza [6], invece, per potersi dire sussistente una lesione del dovere di fedeltà non è sufficiente la mera potenzialità lesiva dell’attività concorrenziale cui si è dedicato il lavoratore, ma è necessario che quantomeno una parte dell’attività concorrenziale sia stata già realizzata, rendendo il pericolo per il datore di lavoro concreto durante la vigenza del rapporto di lavoro.

Oltre al rischio di subire una sanzione disciplinare, se il lavoratore pone in essere delle attività, lesive dell’obbligo di fedeltà, che producono un danno risarcibile al datore di lavoro, l’azienda può anche agire per il risarcimento del pregiudizio economico subito.


note

[1] Art. 2094 cod. civ.

[2] Art. 2105 cod. civ.

[3] Cass. n. 2239 del 30.01.2017.

[4] Art, 7 L. 300/1970.

[5] Cass. n. 2239 del 30.01.2017.

[6] Corte d’Appello Brescia 31.01.2019.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube