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Omotransfobia: la legge in Aula con qualche novità

27 Ottobre 2020
Omotransfobia: la legge in Aula con qualche novità

Il testo torna alla Camera, esteso anche alle discriminazioni sui disabili. 

La legge sull’omotransfobia di nuovo in Aula: riprende oggi la discussione sul ddl contro i reati d’odio presentato dal deputato Pd Alessandro Zan. Il provvedimento era stato approvato a luglio in commissione Giustizia. L’iter si era poi interrotto per la pausa estiva, subendo poi un ulteriore stop a causa delle assenze di molti deputati dal Parlamento causa Coronavirus.

Il ddl estende la legge Mancino, che punisce l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali, ai crimini d’odio contro la comunità Lgbt e le donne. La proposta di legge prevede il carcere per chi aggredisce o incita ad aggredire persone in base al loro genere, sesso, identità di genere e orientamento sessuale.

Alla Camera il testo arriva con una novità: si sono voluti inserire, tra i soggetti meritevoli della tutela prevista dalla legge, anche i disabili.

«Come maggioranza – spiega il primo firmatario Zan – abbiamo formulato e presentato sette emendamenti, per mantenere pienamente efficace tutto l’impianto del provvedimento approvato in commissione Giustizia. Anche in questo passaggio abbiamo lavorato tenendo presente l’obiettivo della proposta di legge: il contrasto alle discriminazioni, all’odio e alle violenze; per questo abbiamo deciso di accogliere la richiesta proveniente da molte associazioni di persone con disabilità di estendere le previsioni degli articoli 604 bis e ter del codice penale anche ai delitti commessi per ragioni legate alla disabilità della vittima».

Una legge attesa da trent’anni: lo scopo è mettere un freno alle violenze nei confronti degli appartenenti alla comunità Lgbt e delle donne, allineando l’Italia alla maggior parte dei Paesi europei, già dotati di provvedimenti legislativi analoghi. La proposta, però, non incontra il favore delle opposizioni e di molti ambienti cattolici e movimenti pro-vita, che la ritengono liberticida in quanto soffocherebbe la libertà di pensiero.

In risposta a queste preoccupazioni, Zan ha precisato che «le opinioni non istigatorie “restano salve”, in quanto già discendenti direttamente dall’articolo 21 della Costituzione. Con questo emendamento smascheriamo anche tutte le fake news costruite ad arte nel corso di questi mesi su presunti intenti “liberticidi” di questa legge».



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