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Dimissioni per paternità: spetta l’indennità?

2 Dicembre 2020 | Autore:
Dimissioni per paternità: spetta l’indennità?

Lavoratore padre che si licenzia durante il periodo tutelato: ha diritto all’indennità di preavviso?

Il testo unico sulla tutela della maternità e della paternità [1] stabilisce, in caso di dimissioni volontarie presentate dalla lavoratrice madre o dal lavoratore padre, durante il periodo tutelato di maternità- paternità, in cui è previsto il divieto di licenziamento, il mancato obbligo di preavviso.

Per la lavoratrice dimissionaria è previsto anche il diritto alle indennità disposte da disposizioni di legge e contrattuali per il caso di licenziamento, come l’indennità di preavviso. Ma questi benefici spettano anche al lavoratore padre? In altri termini, in caso di dimissioni per paternità spetta l’indennità?

Sulla questione è intervenuto l’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl), con una nuova nota [2], nella quale chiarisce quali siano le conseguenze della rassegnazione delle dimissioni da parte del lavoratore padre ed a quali agevolazioni abbia diritto.

Per comprendere appieno quanto spiegato dall’Inl, in merito alla spettanza dell’indennità di preavviso per il lavoratore padre dimissionario, è importante fare il punto sui congedi e sulle relative indennità a cui il dipendente ha diritto per la paternità.

Per “congedo di paternità” si intendono difatti delle misure differenti tra loro: il congedo di paternità sostitutivo, quello obbligatorio e quello facoltativo. In pratica, il padre lavoratore dipendente può aver diritto a diverse tipologie di congedo in occasione della nascita o dell’arrivo in famiglia di un figlio (adozione o affidamento), anche in base alla situazione della madre del bambino.

Congedo di paternità

Nel dettaglio, con il termine congedo di paternità sono indicate tre diverse tipologie di aspettativa: una in sostituzione del congedo obbligatorio per maternità, un’altra, il congedo obbligatorio, che costituisce un diritto autonomo a fruire di assenze retribuite in occasione della nascita del figlio ed infine una terza tipologia di congedo di paternità che il lavoratore può decidere di non utilizzare, detto facoltativo. Il congedo di paternità facoltativo non deve essere confuso col congedo parentale, o di maternità facoltativa (qui trovi tutte le informazioni sul Congedo parentale: domande e risposte).

Congedo di paternità obbligatorio

Il padre lavoratore ha sempre diritto, a prescindere dalla fruizione da parte della madre dell’astensione obbligatoria per maternità, al cosiddetto congedo di paternità obbligatorio:

  • entro e non oltre il 5° mese di vita del figlio;
  • entro 5 mesi dall’ingresso del minore in famiglia (in caso di adozione o affido nazionale o internazionale).

La durata del congedo obbligatorio del padre, per l’anno 2020, è pari a 7 giorni [3], anche non continuativi. Questa tipologia di assenza è fruibile dal padre anche durante il congedo di maternità̀ della madre lavoratrice, quindi in aggiunta all’astensione obbligatoria; per di più, è riconosciuto anche al padre che fruisce del congedo di paternità̀ sostitutivo.

Per i giorni di assenza in congedo obbligatorio spetta un’indennità giornaliera a carico dell’Inps pari al 100% della retribuzione spettante in caso di normale attività lavorativa.

Congedo di paternità facoltativo

In aggiunta al congedo obbligatorio, il lavoratore padre può fruire di un ulteriore congedo facoltativo.

Da non confondere con la maternità facoltativa, o congedo parentale, questo congedo deve essere utilizzato entro e non oltre il 5° mese di vita del figlio: il congedo spetta per un solo giorno, in alternativa a una giornata del congedo di maternità.

Congedo di paternità sostitutivo

Il congedo di paternità sostitutivo [4] è concesso al lavoratore padre al posto dell’astensione obbligatoria per maternità spettante alla madre.

In particolare, il padre lavoratore ha diritto di astenersi dal lavoro per tutta la durata del congedo di maternità o per la parte residua che sarebbe spettata alla lavoratrice, in caso di:

  • morte o grave infermità della madre, comprovate da idonea certificazione;
  • abbandono o affidamento esclusivo del bambino al padre; in quest’ultimo caso, il padre deve esibire copia della sentenza dalla quale risulti una di tali situazioni.

Queste disposizioni si applicano anche se la madre è una lavoratrice autonoma avente diritto all’indennità di maternità (qui la Guida all’indennità di maternità).

Il trattamento economico spettante per il congedo di paternità sostitutivo è lo stesso spettante per il congedo per maternità obbligatoria ed è pari all’80% della retribuzione media globale giornaliera.

Lavoratore padre dimissionario

Il lavoratore padre che rassegna le dimissioni durante il periodo tutelato, in cui vige il divieto di licenziamento, in base alle previsioni del testo unico Maternità- Paternità [5] non è tenuto al preavviso indipendentemente dall’aver fruito o meno del congedo di paternità. Il Testo unico si riferisce al congedo di paternità sostitutivo, non alle più recenti misure del congedo di paternità obbligatorio o facoltativo.

Come chiarito dall’Ispettorato nazionale del lavoro, il padre lavoratore dimissionario non ha però diritto in ogni caso all’indennità sostitutiva del preavviso, ma unicamente nel caso in cui abbia utilizzato il congedo sostitutivo per paternità [2].

L’Inl, per fornire questi chiarimenti, ha richiamato una recente sentenza del tribunale di Monza [6], con la quale si affronta il caso delle dimissioni di un padre lavoratore rassegnate pochi giorni dopo la nascita del figlio, senza rispettare il termine di preavviso previsto dal contratto collettivo e senza aver fruito del congedo di paternità sostitutivo.

Il tribunale ha riconosciuto al genitore il diritto a dimettersi senza preavviso, interpretando il Testo unico maternità e paternità; la disposizione [1] che prevede la fruizione del congedo di paternità quale condizione per poter estendere al lavoratore padre le tutele riservate alla madre, difatti:

  • non si riferisce all’esonero dal preavviso per dimissioni nel corso del primo anno di vita del bambino;
  • si riferisce invece all’indennità sostitutiva del preavviso.

In altri termini, se il lavoratore padre che non ha fruito del congedo di paternità si dimette nel periodo protetto e non fornisce alcun preavviso al datore di lavoro, l’indennità sostitutiva del preavviso non spetta, ma spetta l’esonero dal preavviso per dimissioni.

In ogni caso, il datore di lavoro deve essere informato della situazione familiare del lavoratore: il dipendente ne deve quantomeno dare notizia per motivare il mancato rispetto del periodo di preavviso.


note

[1] Art. 55, Co. 1 e 2, D.lgs. 151/2001.

[2] Inl nota prot. 896 26/10/2020.

[3] Art.1 co.178 L. 145/2018.

[4] Art.1 co.28 D.lgs. 151/2001.

[5] Art. 54, D.lgs. 151/2001.

[6] Tribunale di Monza, sent. 107/2020.


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