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Che cos’è lo Statuto dei diritti del contribuente?

27 Dicembre 2020 | Autore: Vincenzo Delli Priscoli
Che cos’è lo Statuto dei diritti del contribuente?

Nell’ordinamento italiano esiste uno strumento che tutela i diritti e le garanzie del contribuente nei confronti dell’amministrazione finanziaria.

Le leggi tributarie non disciplinano soltanto l’accertamento delle imposte, la riscossione, il sistema sanzionatorio, oltre ai singoli tributi, ma c’è anche una legge, lo Statuto dei diritti del contribuente [1] che dà attuazione ai principi di democraticità e trasparenza del sistema impositivo, contribuendo a migliorare il rapporto tra Fisco e cittadini.

Dunque, capiamo meglio che cos’è lo Statuto dei diritti del contribuente e quali strumenti di tutela e di garanzia fornisce ai contribuenti nei confronti dell’amministrazione finanziaria, sia in materia di conoscibilità del sistema normativo tributario, sia nell’ambito delle attività di accertamento e riscossione esercitate dagli uffici fiscali.

Le leggi tributarie

L’ordinamento tributario è tutt’altro che semplice e lineare, essendo composto da diverse decine di leggi, decreti legislativi, decreti legge e decreti del presidente della repubblica. Dunque, mancando un vero e proprio codice tributario alla stregua del Codice civile o del Codice penale, è inevitabile che regni il caos normativo, considerata anche l’elevata produzione legislativa in materia spesso caratterizzata da rimandi ad altri disposizioni normative.

Eppure, lo Statuto del contribuente prevede che le leggi e gli altri atti aventi forza di legge che contengono disposizioni tributarie devono menzionarne l’oggetto nel titolo, in modo da agevolarne l’identificazione, e che i richiami di altre disposizioni nei provvedimenti normativi in materia tributaria si fanno indicando anche il contenuto sintetico della disposizione alla quale si intende fare rinvio.

Efficacia temporale delle norme tributarie

La retroattività è la capacità di un atto normativo di estendere la sua efficacia anche al tempo precedente a quello della sua emanazione o della sua entrata in vigore.

Lo Statuto del contribuente stabilisce che le disposizioni tributare non hanno effetto retroattivo. Le leggi tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore.

Informazione del contribuente

L’amministrazione finanziaria deve assumere idonee iniziative volte a consentire la completa e agevole conoscenza delle disposizioni legislative e amministrative vigenti in materia tributaria. Inoltre, lo Statuto del contribuente stabilisce che l’amministrazione finanziaria debba assicurare l’effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati provvedendo a notificarli nel luogo di effettivo domicilio del contribuente desumibile dalle informazioni in possesso della stessa amministrazione o di altre amministrazioni pubbliche.

Chiarezza e motivazione degli atti

Richiamando un principio del procedimento amministrativo [2], lo Statuto dei diritti del contribuente [3] stabilisce che gli atti dell’amministrazione finanziaria devono essere motivati indicando i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione.

Inoltre, se nella motivazione si fa riferimento ad un altro atto, questo deve essere allegato all’atto che lo richiama.

Tutela dell’affidamento

Un altro principio fondamentale enunciato dallo Statuto è quello che prevede che i rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria siano improntati al principio della collaborazione e della buona fede.

Non è sanzionabile il contribuente che si sia conformato a indicazioni contenute in atti dell’amministrazione finanziaria che successivamente siano state modificate dall’amministrazione medesima oppure quando la violazione del contribuente dipenda da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione di una norma tributaria.

La tutela del legittimo affidamento è un principio generale dell’ordinamento, riconosciuto sia dalla giurisprudenza comunitaria sia dalla giurisprudenza nazionale. Il legislatore intende tutelare il contribuente che si comporta in buona fede, facendo affidamento sulle indicazioni fornite dall’amministrazione o che viola una norma per ragioni imputabili all’amministrazione.

Ad esempio, le circolari ministeriali generano un legittimo affidamento in ordine al comportamento da tenere nei confronti dell’amministrazione finanziaria che non può discostarsi nei rapporti con i contribuenti dalle indicazioni fornite nelle circolari medesime.

L’amministrazione può modificare l’interpretazione di una disposizione di legge, tuttavia se il mutamento d’opinione è peggiorativo per il contribuente (ad esempio viene ritenuta tassabile una fattispecie in precedenza ritenuta non tassabile), ciò può ledere l’affidamento che il contribuente aveva riposto nella presa di posizione dell’amministrazione.

Se il contribuente si è comportato in un certo modo (ad esempio, ha compiuto un investimento) facendo affidamento su una interpretazione ministeriale e, in seguito, tale interpretazione muta in maniera peggiorativa per il contribuente, il nuovo orientamento non può valere per il passato. Quindi, le circolari ministeriali peggiorative non possono essere retroattive, proprio perché va tutelato l’affidamento del contribuente.

Diritto d’interpello

Lo Statuto prevede anche che il contribuente possa interpellare l’amministrazione finanziaria per ottenere una risposta riguardante fattispecie concrete e personali relativamente:

  • all’applicazione delle disposizioni tributarie, quando vi siano condizioni di obiettiva incertezza;
  • alla sussistenza delle condizioni e alla valutazione di idoneità degli elementi probatori richiesti dalla legge per l’adozione di specifici regimi fiscali nei casi espressamente previsti;
  • all’applicazione della disciplina sull’abuso del diritto con riferimento ad una singola fattispecie.

Diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali

Lo Statuto del contribuente [4] prevede che gli accessi, le ispezioni e le verifiche fiscali nei locali destinati all’esercizio di attività commerciali, industriali, agricole, artistiche o professionali sono effettuati sulla base di esigenze effettive di indagine e controllo sul luogo e si svolgono durante l’orario ordinario di esercizio delle attività, con modalità tali da arrecare la minore turbativa possibile allo svolgimento delle attività stesse.

Peraltro, la permanenza degli operatori civili o militari dell’amministrazione finanziaria presso la sede del contribuente non può superare i trenta giorni lavorativi, prorogabili per ulteriori trenta giorni nei casi di particolare complessità dell’indagine individuati e motivati dal dirigente dell’ufficio.

Affinché si rispetti il principio di cooperazione tra amministrazione finanziaria e contribuente, al termine della verifica fiscale viene rilasciato al contribuente una copia del processo verbale di chiusura (PVC) delle operazioni da parte degli organi di controllo, cosicché il contribuente avrà sessanta giorni per comunicare osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori.

Garante del contribuente

Lo Statuto ha istituito il Garante del contribuente [5] , quale organo operante in piena autonomia ed indipendenza funzionale cui è affidato, principalmente, il compito di vigilare ed assicurare l’attuazione sostanziale delle regole e dei principi peculiari dello Statuto dei diritti del contribuente.

È istituito presso ogni direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate, ed è un organo monocratico scelto e nominato dal presidente della Commissione tributaria regionale tra gli appartenenti alle seguenti categorie:

  • magistrati, professori universitari di materie giuridiche ed economiche, notai, sia a riposo sia in attività di servizio;
  • avvocati, dottori commercialisti e ragionieri a riposo e indicati dai rispettivi ordini professionali.

L’incarico dura quattro anni ed è rinnovabile tenendo presenti professionalità, produttività e attività già svolta. Il garante del contribuente, anche sulla base di segnalazioni inoltrate per iscritto dal contribuente che lamenti disfunzioni, irregolarità, scorrettezze, prassi amministrative anomale o irragionevoli, rivolge richieste di documenti o chiarimenti agli uffici competenti, i quali rispondono entro trenta giorni. Rivolge, inoltre, raccomandazioni ai dirigenti degli uffici fiscali per tutelare i contribuenti e per migliorare l’erogazione dei servizi.

Lo Statuto dei diritti del contribuente: un’occasione persa?

A vent’anni dalla sua entrate in vigore lo Statuto dei diritti del contribuente rappresenta un manifesto di straordinaria attualità. Tuttavia, oltre ad aver segnato una grande innovazione, rappresenta anche un’occasione che non è stata colta del tutto per riportare il rapporto tra Fisco e contribuenti a condizioni di effettiva parità. Quella fiscale, infatti, è una legislazione quasi sempre pensata per recuperare gettito e risorse, non di rado a discapito dei diritti sanciti nello Statuto del contribuente. Un ginepraio di leggi fiscali, modificate tantissime volte, che genera confusione e incertezza.

Basti pensare che il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, con un passato da avvocato tributarista, in un’intervista rilasciata di recente ha candidamente ammesso di non aver mai conosciuto nessuno che possa dire di conoscere alla perfezione, per quanto sia complesso, il nostro sistema tributario che ha paragonato ad una giungla impossibile da comprendere per chiunque, anche perché nel corso degli anni le leggi finanziarie l’hanno letteralmente terremotato. Ha proposto, quindi, di realizzare cinque testi unici (per le imposte dirette, le imposte indirette, l’accertamento, la riscossione e il contenzioso) per riunire organicamente una materia immensa, per poi iniziare a sfoltire le leggi inutili.

Insomma, si ripete da anni, ma forse è davvero giunto il momento di mettere ogni cittadino nelle condizioni di conoscere, almeno superficialmente, il nostro sistema fiscale.



Di Vincenzo Delli Priscoli

note

[1] L. n. 212/2000.

[2] Art. 3 L. n. 241/1990.

[3] Art. 7  L. n. 212/2000.

[4] Art. 12 L. n. 212/2000.

[5] Art. 13 L. n. 212/2000.


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