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Come funziona il TFR?

29 Dicembre 2020
Come funziona il TFR?

Il calcolo del trattamento di fine rapporto tenendo conto della ritenuta Inps e dell’indice dei prezzi al consumo. 

Tra le voci della busta paga, quella relativa alla “retribuzione utile e TFR” è quella che solletica di più la curiosità del contribuente, che spesso non sa a cosa si riferisca. Se anche tu sei finito su questa pagina, probabilmente ti stai chiedendo cosa sono i soldi riportati in quella casella e come si correlano al tuo stipendio. Molti lavoratori, infatti, finiscono per contattare direttamente il commercialista per avere dritte sulla voce in questione: sono soldi che il titolare mi deve? Se sì, quando? E da dove vengono fuori?

In questo articolo troverai gran parte delle risposte alle domande che ti stai ponendo, visto che parliamo proprio di come funziona il TFR. Il suo funzionamento ti sarà sembrato abbastanza complicato, ma ti annunciamo fin da subito che abbiamo esposto la materia nel modo più semplice e chiaro possibile. In questo modo, anche se stai cercando di calcolare da solo a quanto ammonta il TFR che hai maturato in questi anni, avrai tutti gli strumenti necessari per raggiungere l’obiettivo senza fare contorsioni matematiche.

Cos’è il TFR?

Il Trattamento di fine rapporto (TFR) altro non è che una prestazione economica che spetta al lavoratore dipendente in caso di cessazione del rapporto di lavoro (licenziamento, dimissioni, raggiungimento dell’età pensionistica, decesso).

Il suo funzionamento è abbastanza semplice e, per capirlo al meglio, il lettore dovrà immaginare un grande salvadanaio, all’interno del quale porrà un soldo per ogni anno di servizio prestato. Nel caso in cui un lavoratore subordinato venga licenziato, oppure decida di rassegnare le dimissioni, ovvero raggiunga la pensione, può avere accesso all’intera quota accantonata nel salvadanaio.

La metafora, ovviamente, è valida al netto della ritenuta Inps e dell’indice di inflazione che pure agisce sui nostri risparmi. E allora, come si calcola il TFR? Te lo spieghiamo nel prossimo paragrafo.

Come si calcola il TFR

Calcolare la quota annuale di TFR da accantonare non è difficile, ma serve un minimo di esperienza. Di seguito, troverai una piccola guida che ti servirà da esempio per stabilire in totale autonomia quanto TFR hai maturato durante i tuoi anni di servizio.

Prima di ogni altra cosa, ti serve sapere che, grossomodo, il TFR corrisponde a una mensilità circa per ogni anno di lavoro.

Entriamo nel vivo del computo del TFR, partendo dal montante, cioè quella quota fissa che di anno in anno andrà a rimpinguare il nostro salvadanaio. Per stabilire questo valore, non devi far altro che dividere il primo reddito annuale lordo (RAL) che hai percepito per 13,5.

Ne consegue che:

Montante lordo = RAL/13,5.

Perché proprio 13,5? Il divisore non è casuale, ma permette di equiparare la posizione del dipendente che percepisce 14 mensilità a quella del dipendente che ne percepisce 13.

Il montante lordo, però, non è ancora l’imponibile contributivo, che invece si ottiene sottraendo lo 0,5% ai fini di ritenuta Inps.

Montante netto = Montante lordo – 25%

È importante ricordare che la quota fissa da aggiungere per ogni anno di lavoro è il Montante netto e non quello lordo.

Ora, lasciamo un attimo da parte il montante e preoccupiamoci di calcolare l’Indice di rivalutazione, che è la somma di due parti:

  • la prima, fissa, di 1,5;
  • la seconda è pari al 75% dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale (NIC), così come comunicato dall’Istat.

Indice di rivalutazione (espresso in %) = 1,5 + (75% del NIC)

Qual è lo scopo dell’indice di rivalutazione? Questo valore permette l’adeguamento della base imponibile netta all’aumento dei prezzi generati dall’inflazione. È un modo, quindi, per tutelare la potenza d’acquisto del denaro dinanzi all’aumento del costo della vita. Per calcolarlo, occorre procedere come segue:

Rivalutazione annuale = Montante netto x Indice di rivalutazione%

Per concludere la fase di adeguamento e avere il Montante netto aggiornato, sommeremo la Rivalutazione annuale al montante netto:

Montante netto aggiornato = Montante netto + Rivalutazione annuale

Il montante netto aggiornato si riferisce a un solo anno di retribuzione. Per stabilire l’indennità proporzionata agli anni di servizio, bisogna ripetere questi stessi calcoli anno per anno, nel modo che segue:

Base imponibile anno (n) = Montante netto aggiornato + Montante netto

Indice di rivalutazione anno (n) = 1,5 + (75% del NIC annuale)

Rivalutazione annuale anno (n) = Base imponibile anno (n) x Indice di rivalutazione anno (n)%

Base imponibile anno (n) rivalutata = Base imponibile anno (n) + Rivalutazione annuale anno (n)

Un esempio pratico per capire come funziona il TFR

A questo punto, non resta altro da fare che procedere con i calcoli. Per fornire al lettore uno strumento più agile di consultazione, procediamo con un esempio pratico.

Matteo Rossi dal 2017 al 2019 ha svolto lavoro subordinato presso un’azienda. Nel primo anno di impiego, il dipendente ha percepito una RAL di 16.800 euro. Calcoliamo il suo TFR a dicembre del 2019.

16.800/13,5 = 1.400 euro (Montante lordo).

1.400 – (1.400 x 25%) = 1.050 (Montante netto)

Passiamo a calcolare l’Indice di rivalutazione. Per farlo, occorre consultare la tabella dei prezzi al consumo dal sito dell’Istat, prendendo in considerazione solo quello dell’anno di riferimento. Nel 2017, il NIC è stato di 1,2%.

1,5 + (75% di 1,2) = 2,4% (Indice di rivalutazione)

Una volta ottenuto l’Indice di rivalutazione, possiamo rivalutare il Montante netto:

1.050 x 2,4% = 25,20 euro (Rivalutazione annuale)

Sommiamo la rivalutazione annuale al montante netto:

1.050 + 25,20 = 1.075,20 euro (Montante netto aggiornato)

Questo significa che Marco Rossi, al 31 dicembre 2017, avrà maturato un TFR di 1075,20 euro. Passiamo al 2018 e, per farlo, aggiungiamo anzitutto una nuova quota di montante al TFR già maturato:

1.075,20 + 1.050 = 2.125,20 euro (Base imponibile anno 2018)

Anche nel 2018, l’inflazione si è assestata all’1,2%. Pertanto, dobbiamo fare i calcoli necessari per adeguare il nuovo Montante.

1,5 + (75% di 1,2) = 2,4% (Indice di rivalutazione anno 2018)

2.125,20 x 2,4% = 51 euro (Rivalutazione annuale anno 2018)

2.125,20 + 51 = 2.176,20 (Montante rivalutato al 2018)

Facciamo esattamente la stessa cosa per il 2019, considerando che il NIC di quell’anno è stato dello 0,6%.

2.176,20 + 1050 = 3.226,20

1,5 + (75% di 0,6%) = 1,95%

3.226,20 x 1,95% = 62,91 euro

3.226,20 + 62,91 = 3.289,11 euro

Ed ecco che quei 3.289,11 euro rappresentano proprio la quota di TFR maturata da Marco dal 2017 al 2019.



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2 Commenti

  1. Buongiorno. Io vorrei capire se posso ottenere l’anticipo del Tfr visto che io e mia moglie dovremmo acquistare una nuova casa dal momento che il vecchio appartamento presenta vari danni (si tratta di un immobile ristrutturato). Attendo vostre delucidazioni, grazie mille

    1. Il lavoratore può chiedere un’anticipazione del Trattamento di fine rapporto per l’acquisto di un appartamento. Tuttavia, l’anticipo è consentito soltanto per l’acquisto di una prima casa per se stessi o per i figli. Ricorda che l’acquisto deve essere comprovato dal rogito notarile o da ogni altro mezzo idoneo a dimostrare la compravendita.

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