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Autovelox del rumore: cos’è e cosa si rischia

27 Dicembre 2020 | Autore:
Autovelox del rumore: cos’è e cosa si rischia

Testato all’estero, si attende anche da noi il radar che rileva i decibel in eccesso dei veicoli e che fa le multe in automatico. L’attuale normativa in Italia.

Se ne parla da più di un anno, ma di lui ancora nessuna traccia. Nel frattempo, auto e, soprattutto, moto continuano a far tremare i bicchieri sul tavolo quando passano davanti a casa con la marmitta truccata facendo fracasso. In qualche Paese europeo è in fase sperimentale da molti mesi. In Italia, però, nonostante sia in ballo una riforma del Codice della strada, nemmeno se ne parla. Si tratta di un dispositivo che misura i decibel sprigionati da un veicolo, cioè quello che viene chiamato radar o autovelox del rumore: che cos’è e cosa si rischia?

L’idea è stata messa a punto in Francia, ma anche nel Regno Unito sono state fatte delle prove su un «sound-velox» in grado di porre un rimedio al fastidioso rumore provocato da motori e marmitte senza limiti. In Italia, per ora, ci si deve accontentare di quel che dice il Codice della strada riguardo ai rumori molesti provocati dai veicoli. Ma non è detto che, nell’ottica di fare ulteriori giri di vite contro automobilisti e centauri indisciplinati (e di aumentare le entrate delle multe), l’autovelox del rumore non arrivi anche da noi. Vediamo cos’è e cosa si rischia quando si viene rilevati da questo dispositivo.

Autovelox del rumore: cos’è?

Quello che abbiamo chiamato, forse in modo improprio dovendo dargli un nome, radar o autovelox del rumore è un dispositivo in grado di misurare i decibel sprigionati da un veicolo. In pratica, un sistema del tutto simile a quello che rileva la velocità delle auto o delle moto, solo che progettato per il rumore.

L’apparecchio è dotato di quattro microfoni che misurano i decibel dei veicoli ogni decimo di secondo ed è in grado di individuare il punto da cui proviene il suono che eccede i livelli consentiti. Quel punto, insomma, in cui si trova il veicolo con la marmitta truccata o il motore troppo rumoroso. Il dispositivo registra in un computer una scia acustica fatta da puntini dietro la sorgente del rumore. Individuato il «fracassone», la multa scatta in automatico, come fa l’autovelox con l’auto che sfreccia sulla strada.

In Francia, questo sistema è stato testato con il nome di Méduse, sia in alcune città di provincia sia nel centro di Parigi, collegandolo alle telecamere a circuito chiuso delle centrali di polizia, in modo da inviare automaticamente le multe ai trasgressori. L’obiettivo: quello di eliminare un elemento ritenuto dannoso per la salute dei cittadini: l’inquinamento acustico, appunto, provocato da chi vuole fare troppo il «gasato» al volante o in sella ad una moto. Alcuni test sono stati effettuati anche nel Regno Unito, dove la Segreteria ai Trasporti di Londra vuole dare una mano «ad una Polizia sovraccarica di compiti a spegnere i bollenti spiriti di aspiranti piloti su automobili truccate».

Autovelox del rumore: cosa si rischia?

Al momento, dunque, l’autovelox del rumore è un dispositivo in fase di test in alcuni Paesi europei ma non in Italia. Da noi, comunque, non è possibile fare il rumore che si vuole con il proprio veicolo, che si viaggi su quattro o su due ruote.

Il Codice della strada, infatti, contiene diversi divieti in merito. Uno è quello disposto dall’articolo 155 che recita: «Durante la circolazione si devono evitare rumori molesti causati sia dal modo di guidare i veicoli, specialmente se a motore, sia dal modo in cui è sistemato il carico e sia da altri atti connessi con la circolazione stessa». Inoltre, il dispositivo silenziatore, se prescritto, «deve essere tenuto in buone condizioni di efficienza e non deve essere alterato».

Questo significa che non è consentito né guidare in modo troppo rumoroso (le solite gratuite sgommate, le accelerate senza motivo, ecc.) né truccare il sistema silenziatore per far «rombare» il motore o la marmitta oltremisura. La multa prevista per chi trasgredisce va da 42 a 173 euro.

Ma attenzione: il rumore molesto non proviene solo da marmitte o motori truccati. Lo stesso articolo del Codice della strada vieta anche di transitare in città con la musica o la radio «a manetta», magari grazie all’inserimento di dispositivi audio particolarmente prestanti. Ti sarà capitato di sentire qualcuno che passa vicino a casa tua con la radio accesa ad alto volume e di sentire quello che il conducente sta ascoltando anche con i finestrini chiusi. Bene, chi tiene il livello dell’audio troppo alto e crea fastidio agli altri rischia la stessa sanzione: da 42 a 173 euro.

Ci sono poi altri passaggi del Codice della strada che vietano di truccare le marmitte in modo troppo libertino. La marmitta può essere ritoccata purché con l’omologazione, come per tutti gli altri componenti utili a ridurre il particolato, e la modifica deve essere riportata sul libretto. Mentre, per quanto riguarda la sua rumorosità, deve rispettare i limiti indicati dal costruttore nel libretto di circolazione.

Autovelox del rumore: cosa può cambiare?

Piazzare degli autovelox del rumore sulle strade andrebbe a vantaggio sia di chi non sopporta il rombo troppo violento dei veicoli sia di chi deve effettuare i controlli. Oggi, come abbiamo visto, il Codice della strada punisce chi fa troppo fracasso in auto o in moto, ma per elevare le contravvenzioni occorrerebbe fermare i trasgressori uno per volta.

Il radar acustico, invece, consentirebbe di pizzicarli tutti e di inviare le multe in automatico, come succede con i rilevatori della velocità. In questo modo, sarebbero alleggeriti il lavoro degli agenti di polizia e le orecchie dei cittadini che vogliono leggere, passeggiare o guardare un film a casa loro in santa pace.



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