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Covid, test e vaccini: il nuovo impegno dell’Europa

28 Ottobre 2020
Covid, test e vaccini: il nuovo impegno dell’Europa

L’Unione appronta nuove linee guida per gestire la seconda ondata di Coronavirus.

Test rapidi, tracciamento e preparazione alla distribuzione del vaccino. Sono le tre grandi direttrici dell’Europa, nell’elaborare una strategia per fronteggiare la seconda ondata di Covid.

C’è preoccupazione nelle parole della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. «La situazione è molto grave – ha detto, presentando le nuove linee guida anti-Covid dell’Ue – dobbiamo intensificare la nostra risposta. Nessun Paese è risparmiato dalla seconda ondata e i casi di Covid confermati la scorsa settimana in Europa sono 1,1 milioni: possiamo aspettarci che i numeri aumenteranno ulteriormente nelle prossime due o tre settimane».

Il tentativo messo in atto dall’Unione europea è quello di uniformare le procedure, per esempio per i tempi della quarantena, che dovrebbero essere tutti uguali in ogni Stato. Anche le app di tracciamento devono essere rese compatibili le une con le altre, in modo da segnalare se si è entrati in contatto con positivi anche all’estero.

A proposito di viaggi, l’Ue sta pensando di lanciare una mappa delle restrizioni, a mano a mano che i singoli Paesi saranno costretti a blindarsi per proteggersi. Si chiamerà «Re-open Eu». Tutti accorgimenti che dovrebbero consentire di adattarsi via via allo stato di avanzamento della pandemia, senza provocare un congelamento della frontiera liquida di Schengen, con interruzione totale dei viaggi, com’è successo durante la prima ondata.

Sul fronte test rapidi, l’Ue lavora ad acquisti di massa dei tamponi salivari antigenici che, in pochi minuti, permettono di avere un risultato. La mission è sempre la stessa: tracciare il più possibile. La Commissione ha stanziato 100 milioni di euro per garantire scorte ai Governi degli Stati membri.

Infine, il vaccino. «L’Ue potrà contare dalle 20 alle 50 milioni di dosi al mese a partire da aprile – ha assicurato Von der Leyen – nella migliore delle ipotesi l’Ue potrà vaccinare fino a 700 milioni di persone».

In tal modo, i Paesi bisognosi, che non riusciranno a garantire il numero necessario di dosi alla propria popolazione, potranno contare sulle riserve europee. Bruxelles avverte gli Stati membri: serve una strategia nazionale per i vaccini, non solo per la distribuzione, ma anche per comunicarne l’importanza e contrastare la disinformazione al riguardo.



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