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Legge Omotransfobia: arriva l’ok ai primi articoli

28 Ottobre 2020
Legge Omotransfobia: arriva l’ok ai primi articoli

Il ddl Zan in discussione alla Camera è il provvedimento voluto dalla sinistra per dotare il Paese di un deterrente alle discriminazioni sessuali e di genere.

Via libera ai primi due articoli della proposta di legge contro omotransfobia e misoginia. Montecitorio ha approvato la parte della norma che modifica alcuni articoli del Codice penale per punire anche le discriminazioni fondate su sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità.

In particolare, l’articolo 1 sostanzialmente assimila questo tipo di discriminazioni a quelle basate su motivi razziali, etnici e religiosi, punite dal reato 604 bis del Codice penale con la reclusione da 6 mesi a 4 anni. L’articolo 2, invece, estende a omotransfobia, disabilità e misoginia l’aggravante speciale prevista dall’articolo 604 ter del Codice penale per i reati commessi per motivi di odio razziale, etnico e religioso.

Con un emendamento approvato ieri, viene inoltre fatta chiarezza sulla terminologia, spiegando cosa si intende per:

  •  sesso: il sesso biologico;
  • genere: qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso;
  • orientamento sessuale: attrazione sessuale o affettiva per persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi;
  • identità di genere: l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione.

Soddisfazione, espressa via Twitter, dal primo firmatario della legge, il deputato Pd Alessandro Zan: «Abbiamo appena approvato l’emendamento che estende la legge contro omotransfobia e misoginia anche ai reati commessi per la disabilità della vittima. Stiamo approvando un ampio strumento contro le discriminazioni e le violenze. Orgoglioso di questi passi avanti». La proposta di legge, infatti, nasceva principalmente a contrasto dell’intolleranza sessuale e di genere. Ieri, la notizia dell’estensione anche alle discriminazioni sui disabili.

Il ddl ha ripreso ieri il suo iter in Parlamento. Passato anche l’emendamento della maggioranza sulla cosiddetta «clausola salva idee»: «Sono fatte salve la libera espressione di convincimenti o opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti».

Una formula che dovrebbe allontanare le preoccupazioni delle opposizioni e degli ambienti cattolici su presunti tratti «liberticidi» della legge. Pericolo che, comunque, per i partiti di destra rimane.

Ieri, sono state respinte le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Lega e Fratelli d’Italia, con 254 contrari e 201 favorevoli. La votazione è avvenuta a scrutinio segreto.



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