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Cosa indicare in data decorrenza dimissioni?

30 Dicembre 2020
Cosa indicare in data decorrenza dimissioni?

A partire dal 2016, le dimissioni dal rapporto di lavoro devono essere rassegnate seguendo un’apposita procedura telematica.

Hai deciso di lasciare il tuo attuale posto di lavoro. Il datore di lavoro ti ha comunicato che devi seguire un’apposita procedura telematica di dimissioni. Hai dei dubbi relativi ai dati da inserire nel form online.

Al fine di contrastare il fenomeno delle cosiddette dimissioni in bianco, a partire dal 2016, la legge ha reso obbligatorio, per tutti i lavoratori che intendono dimettersi dal rapporto di lavoro, seguire un’apposita procedura online. Molto spesso il lavoratore, quando si trova ad inserire i dati all’interno delle apposite caselle previste dalla procedura, si pone una serie di domande: cosa indicare su tipologia di cessazione? Cosa indicare in data decorrenza dimissioni?

Queste sono solo alcune delle principali domande che si pongono i lavoratori che accedono alla procedura telematica. Come vedremo, la necessità di indicare la data di decorrenza delle dimissioni discende dal fatto che il lavoratore dimissionario deve rispettare il periodo di preavviso di dimissioni.

Cosa sono le dimissioni dal rapporto di lavoro?

Possono essere molti i motivi che spingono un lavoratore a decidere di lasciare il proprio posto di lavoro. La legge consente al dipendente di dimettersi dal rapporto di lavoro senza la necessità di indicare alcuna motivazione. Il recesso dal rapporto di lavoro da parte del dipendente è, infatti, libero è volontario.

Le dimissioni sono l’atto con il quale il lavoratore comunica al datore di lavoro la sua volontà di porre fine al rapporto di lavoro stesso. Le dimissioni, fino a un po’ di tempo fa, venivano solitamente rassegnate inviando una lettera scritta al datore di lavoro. Oggi, invece, come vedremo, è necessario seguire un’apposita procedura telematica.

Cos’è il preavviso di dimissioni?

Il lavoratore non può dimettersi dal rapporto di lavoro in tronco, dall’oggi al domani. La legge [1], infatti, prevede che, in caso di rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, il lavoratore dimissionario debba rispettare il periodo di preavviso di dimissioni. Ciò significa che il lavoratore dovrà comunicare la data finale del rapporto di lavoro al datore di lavoro con un certo anticipo.

La durata del preavviso di dimissioni non è fissa ma dipende dalle previsioni del contratto collettivo di riferimento in materia. La gran parte dei Ccnl prevede una durata variabile del preavviso di dimissioni sulla base di una serie di fattori.

In particolare, la durata del preavviso di dimissioni dipende da:

  • categoria legale del lavoratore (dirigente, quadro, impiegato, operaio);
  • livello di inquadramento del lavoratore;
  • anzianità di servizio del lavoratore.

Dimissioni: la procedura telematica

Come abbiamo detto, in passato, il lavoratore comunicava le dimissioni al datore di lavoro inviandogli una lettera scritta. Tale modalità di comunicazione del recesso, tuttavia, si prestava ad abusi da parte del datore di lavoro e, in particolare, facilitava il fenomeno delle cosiddette dimissioni in bianco. Per porre fine a tale abuso, a partire dal 2016, la legge [2] ha previsto che le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro debbono essere comunicate esclusivamente in modalità telematica, seguendo un’apposita procedura online messa a disposizione dei lavoratori sul sito cliclavoro.gov.it.

Il lavoratore può accedere al form online se è in possesso del Pin dispositivo Inps oppure dello Spid.

Una volta entrato nella piattaforma, il lavoratore dovrà compilare una serie di dati relativi al rapporto di lavoro e alla tipologia di comunicazione. In particolare dovrà indicare se si tratta di:

  • dimissioni volontarie;
  • dimissioni per giusta causa;
  • risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

Per quanto concerne la data di decorrenza delle dimissioni, sono molti i lavoratori che si chiedono che cosa occorre indicare in corrispondenza di questa casella. Come abbiamo detto, prima di dimettersi, il lavoratore deve rispettare il periodo di preavviso di dimissioni. Se, ad esempio, il lavoratore vuole cessare il rapporto di lavoro il primo dicembre e il suo contratto collettivo di lavoro prevede un periodo di preavviso di un mese, egli dovrà comunicare le dimissioni il primo novembre con decorrenza primo dicembre.

Nella data di decorrenza delle dimissioni, quindi, occorre indicare la data finale in cui il rapporto di lavoro cesserà per effetto delle dimissioni. Questa data deve essere indicata avendo riguardo alla durata del preavviso di dimissioni previsto dal contratto collettivo.

Ricordiamo, infatti, che se il lavoratore non rispetta il periodo di preavviso di dimissioni previsto dal Ccnl, il datore di lavoro potrà operare una trattenuta in busta paga pari alla cosiddetta indennità sostitutiva del preavviso, ossia, una somma di denaro equivalente alla retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito durante il periodo di preavviso non osservato.


note

[1] Art. 2118 cod. civ.

[2] D. Lgs. 151/2015.


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