Covid: come avere gli aiuti a fondo perduto

29 Ottobre 2020 | Autore:
Covid: come avere gli aiuti a fondo perduto

Il Presidente Mattarella ha firmato il decreto Ristori che prevede dei contributi ai settori penalizzati dal Dpcm. Ecco i requisiti e gli importi.

I contributi a fondo perduto erogati dal Governo tramite il decreto Ristori saranno, questa volta più selettivi rispetto alla prima ondata del Covid. Non avranno accesso agli aiuti tutte le imprese che hanno registrato un calo di fatturato o di compensi, come nel caso del decreto Rilancio, ma soltanto chi è stato interessato dalle chiusure e dalle limitazioni dettate dall’ultimo Dpcm entrato in vigore lunedì 26 ottobre.

Due i requisiti principali richiesti:

  • avere la partita Iva al 25 ottobre 2020;
  • svolgere una delle attività citate del decreto Ristori che, come si diceva, devono essere state colpite dal Dpcm attualmente in vigore, quindi bar, ristoranti, discoteche, palestre, ecc. Non è escluso che ne vengano inserite delle altre con successivi decreti dei ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Economia.

Non ha diritto al beneficio chi ha cessato la propria attività oppure ha aperto la partita Iva dopo il 24 ottobre 2020.

Ci sono, poi, altri requisiti oggettivi per avere accesso agli aiuti, ovvero:

  • il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi rispetto a quelli registrati nello stesso mese del 2019. Al fine di determinare correttamente i predetti importi – precisa il decreto – si fa riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi;
  • il requisito del calo del fatturato o dei corrispettivi non è richiesto per chi aveva iniziato l’attività dal 1° gennaio 2019;
  • è possibile accedere agli aiuti anche se nel 2019 sono stati conseguiti ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro (a maggio non era così).

I contributi a fondo perduto verranno erogati dall’Agenzia delle Entrate direttamente sul conto corrente dei beneficiari tramite bonifico entro il 15 novembre (così, almeno, hanno assicurato sia il premier, Giuseppe Conte, sia il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri). Chi ha già ottenuto gli aiuti previsti a maggio non dovrà presentare una nuova domanda: l’importo sarà riconosciuto in automatico.

Per quanto riguarda l’importo, il calcolo viene fatto applicando un coefficiente relativo al settore di attività, partendo da un minimo del 100% fino ad un massimo del 400%, alla somma determinata dai criteri stabiliti dal decreto Rilancio.

In termini più chiari, occorre:

  • stabilire la differenza tra il fatturato ed i corrispettivi registrati ad aprile 2020 rispetto allo stesso mese del 2019;
  • applicare la percentuale variabile a seconda dell’ammontare complessivo dei ricavi o dei compensi ottenuti durante il periodo d’imposta precedente a quello in corso al 19 maggio 2020 (20% fino a 400mila euro, 15% tra 400mila ed un milione di euro, 10% oltre il milione di euro);
  • rivalutare il risultato ottenuto con i nuovi coefficienti applicati a seconda del settore produttivo di appartenenza (100%, 150%, 200%, 400%). Puoi trovare la percentuale che ti interessa nell’articolo Covid, a chi spettano gli aiuti: tutti i codici Ateco.

Viene garantito un importo minimo, sempre a seconda del settore, che parte da 1.000 euro per le persone fisiche e da 2.000 euro per gli altri soggetti su cui viene applicato il coefficiente relativo all’attività.

I contributi a fondo perduto non sono tassati, in quanto non concorrono alla formazione dell’imponibile Irap né Irpef.



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1 Commento

  1. Benissimo ! E i fornitori di codesti esercizi, che incassando meno hanno fornito meno e quindi gli hanno venduto meno ?

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