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Covid: anche il Comitato tecnico teme il lockdown

29 Ottobre 2020 | Autore:
Covid: anche il Comitato tecnico teme il lockdown

Il coordinatore Miozzo: il rispetto rigoroso delle regole è l’unico modo di evitare la chiusura totale. Quando potrebbe scattare.

Due settimane, le stesse chieste dal premier Giuseppe Conte ieri alla Camera. Quindici giorni di tempo per filare liscio, per non commettere errori, per rispettare le regole. Se in questo periodo qualcosa va storto, se il Paese non sarà in grado di seguire le indicazioni dettate dal Governo e suggerite dal buon senso, non ci sarà altra soluzione: il lockdown totale sarà inevitabile.

Lo avverte il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo. L’uomo, quindi, che ha la responsabilità operativa della struttura a cui il Governo interpella prima di prendere qualsiasi decisione sull’emergenza Covid.

In un’intervista al Corriere della Sera, Miozzo difende l’ultimo Dpcm firmato da Conte: «Risponde alla situazione attuale del Paese che è in rapidissimo peggioramento», commenta. «Sono le stesse misure adottate oggi dalla Germania».

Secondo il coordinatore del Cts, «dobbiamo orientare i comportamenti dei nostri concittadini al rispetto rigoroso del distanziamento, alla riduzione di tutti i contatti a rischio, alla limitazione di tutte le possibili occasioni di contagio. È la gradualità di comportamenti da mettere in atto come ultimo tentativo per evitare la ben più dolorosa decisione del lockdown generale», sostiene Miozzo a proposito della chiusura di luoghi di aggregazione come cinema, teatro o palestre e delle limitazioni ai locali pubblici alla sera. «Dobbiamo convincerci – aggiunge Miozzo – che il bene dell’intera comunità passa anche dalla riduzione, tutto sommato marginale, di alcuni aspetti delle nostre libertà».

Occorre attendere ancora, avverte il coordinatore del Comitato tecnico scientifico: «Almeno due settimane, poi saremo pronti per decidere se abbiamo raggiunto il limite non compatibile e si deve passare ad un intervento più radicale come quello che abbiamo già dolorosamente sperimentato a marzo e aprile». Cioè la chiusura totale. Si può ancora evitare? «Solo con il rispetto rigoroso delle regole, il lockdown potrà essere ricordato come una brutta esperienza del passato».



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3 Commenti

  1. Io ho tutta l’intenzione di uscire solo il minimo indispensabile ed evitare incontri come ho fatto questa estate. La paura del lockdown nazionale aleggia su tutti noi, ma se questo può essere utile per sconfiggere questo virus, allora chiudiamo e cerchiamo di uscirne come ha fatto la Cina

  2. La Francia e la Germania sono diretti al lockdown totale. Sarà difficile, perché loro hanno molti più casi rispetto a noi e quindi molto si chiedono a cosa serva. Ma per me si può anche chiudere tutto tanto chi vuoi che esca in pieno inverno con il virus in giro? Cerchiamo di sacrificarci ora così dopo in primavera magari tutto si sarà risolto

  3. Chi dice che si può chiudere tutto evidentemente non ha un’attività individuale che ha aperto con i propri sudori e sacrifici. Io e la mia famiglia abbiamo un ristorantino che sta facendo grandi sforzi per poter sopravvivere in questo periodo e chiudere ora sarebbe per noi la mazzata finale. Per fortuna che i nostri clienti più affezionati ci seguono e continuano ad ordinare anche di sera grazie al servizio di consegna a domicilio che abbiamo messo a disposizione in questo periodo di pandemia

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