Diritto e Fisco | Articoli

Liberazione anticipata: indulto per evitare il sovraffollamento nelle carceri

13 dicembre 2013


Liberazione anticipata: indulto per evitare il sovraffollamento nelle carceri

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 dicembre 2013



Sarà disposta una liberazione anticipata che darà diritto a uno sconto di pena pari a 2 mesi e mezzo ogni sei mesi già scontati.

Il Consiglio dei Ministri, nei prossimi giorni, dovrebbe approvare il nuovissimo ddl sulle carceri che introduce una delega al Governo da esercitare entro nove mesi per introdurre novità non solo nel processo civile (leggi “Nuova riforma giustizia: rito sommario per cause semplici, più poteri all’ufficiale”), ma anche penale.

Tra le numerose misure del decreto spiccano quelle per evitare il sovraffollamento nelle carceri che già numerose condanne ci è costato da parte della CEDU.

Viene così prevista l’estensione da 45 a 75 giorni della liberazione anticipata. In sostanza, per il periodo che va dal 1° gennaio 2010 ai due anni successivi all’entrata in vigore del decreto, ogni detenuto potrà beneficiare di uno sconto di due mesi e mezzo di pena per ogni semestre già scontato o, se si preferisce, di cinque mesi per ogni anno di pena.

Il beneficio non è automatico, ma scatterà previa valutazione del magistrato di sorveglianza sulla “meritevolezza” dello “sconto” speciale.

Si tratta di una sorta di indulto simile a quello del 2003, poi corretto dalla Corte Costituzionale. Rispetto però al classico indulto, che è automatico, la “liberazione anticipata speciale” presuppone la valutazione di “meritevolezza” da parte del magistrato. Inoltre, si applicherà a tutti i reati anche se, per quelli più gravi, sarà necessaria una motivazione rafforzata.

A differenza della liberazione anticipata ordinaria che si applica anche a chi sconta la pena in misura alternativa (per esempio in affidamento in prova ai servizi sociali), quella “speciale” non dovrebbe valere per chi è in misura alternativa (come Silvio Berlusconi). Ma si tratta di un punto ancora aperto.

Il decreto prevede ancora di aumentare a 4 anni il limite di pena, anche residua, per l’affidamento in prova, sempre che il giudice abbia valutato positivamente la condotta del condannato (anche se libero) nell’anno precedente alla decisione sulla concessione dei servizi sociali.

note

Autore immagine: 123rf.com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

2 Commenti

  1. Vi segnalo in tema questa simbolica petizione online: http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2013N45369
    In realtà, se non usata come provvedimento temporaneo tanto per svuotare un po’, incentivare la buona condotta dei detenuti è fondamentale ai fini della rieducazione ed è uno strumento di governo importante anche per il personale. Come persona che ha lavorato in carcere (da civile) e come persona che ha a cuore questi temi, AUSPICO che davvero verranno premiati dai magistrati di sorveglianza coloro che si impegnano CONCRETAMENTE con studio e lavoro (quando qualcuno glielo offre ed è un bene raro il lavoro in carcere), anche i reati ostativi come per es. il 74 l. 309/90. Occorre guardare a quello che il detenuto diventa e non a quello che è stato, invece troppo spesso anche l’esecuzione penale è POCO premiante.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI