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Pensione anticipata per chi ha contributi in casse diverse

28 Dicembre 2020 | Autore:
Pensione anticipata per chi ha contributi in casse diverse

Chi possiede versamenti in differenti gestioni di previdenza può anticipare l’uscita dal lavoro?

Una carriera unitaria, con contribuzione accreditata soltanto presso una gestione di previdenza, è ormai appannaggio di pochi. complice la crisi del mercato del lavoro, ormai endemica, la precarietà è la regola per la maggior parte dei lavoratori: in moltissimi, quindi, si ritrovano versamenti previdenziali in casse diverse, ad esempio presso Inps fondo pensione lavoratori dipendenti, presso la gestione separata e presso una cassa professionale di categoria.

Ma esiste la possibilità di pensione anticipata per chi ha contributi in casse diverse?

Fortunatamente, il nostro ordinamento previdenziale ha previsto numerose possibilità di unificare la contribuzione, per chi possiede versamenti in differenti gestioni pensionistiche.

Innanzitutto, è possibile, normalmente a titolo oneroso, effettuare un’operazione di ricongiunzione [1]: si tratta della facoltà di riunire i contributi presso un’unica gestione, con dei costi che sono diversi a seconda della gestione di destinazione, dei contributi versati e del periodo che si vuole riunificare.

Per chi non vuole spendere, c’è la possibilità di richiedere la pensione anticipata in regime di cumulo [2]: si tratta, in parole semplici, della possibilità di ottenere la pensione anticipata Fornero [3], con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, sommando gratuitamente i versamenti presenti in gestioni diverse. Con il cumulo si può ottenere anche la pensione anticipata precoci con 41 anni di contributi, nonché la pensione sperimentale quota 100 [4], quest’ultima però escludendo i versamenti presenti presso le casse professionali.

C’è poi la totalizzazione [5], che consente di raggiungere la pensione di anzianità con 41 anni di contributi ed una finestra pari a 21 mesi: spesso, però, quest’opzione è penalizzante perché comporta il ricalcolo contributivo dell’assegno pensionistico.

Non dimentichiamo il computo presso la gestione separata [6], che consente di far confluire gratuitamente tutti i versamenti presso questa cassa: anche quest’operazione è normalmente è penalizzante in quanto comporta il ricalcolo contributivo, ma consente di ottenere la pensione anticipata con 64 anni di età e 20 anni di contributi, riservata normalmente a coloro che non possiedono contribuzione precedente al 1996.

Infine, diverse modalità di riunione dei contributi sono previste presso alcune particolari casse previdenziali, ad esempio la totalizzazione in convenzione Inps Enpals [7] per i lavoratori dello spettacolo. Anche chi ha versato contributi all’estero può considerarli ai fini del diritto alla pensione.

Ma procediamo con ordine e diamo un’occhiata a tutte queste possibilità di riunione dei contributi.

Ricongiunzione per la pensione anticipata

La ricongiunzione [1], inizialmente prevista solo in relazione alle gestioni previdenziali amministrate dall’Inps, successivamente anche da e verso le casse professionali, consiste nella possibilità di riunire presso un’unica gestione i contributi presenti nelle altre casse di previdenza. Normalmente l’operazione è a titolo oneroso, cioè prevede il pagamento di un onere.

Presso l’Inps, se il periodo da unificare è assoggettato al calcolo retributivo (sino al 31 dicembre 1995 per chi possiede meno di 18 anni di contributi alla stessa data, diversamente sino al 31 dicembre 2011), la determinazione del costo della ricongiunzione avviene in questo modo:

  • si calcola la pensione con e senza i contributi da ricongiungere;
  • la differenza si moltiplica per un coefficiente di rendimento, detto coefficiente di riserva matematica, che cambia in base alla categoria a cui appartiene il lavoratore, al sesso ed all’età;
  • dal risultato dell’operazione si sottraggono i contributi che confluiscono nella cassa di destinazione;
  • si ottiene così il costo della ricongiunzione.

Solo se la ricongiunzione riguarda determinate casse dell’Inps (ad esempio, da Inps verso Inpdap o viceversa), si dimezza l’onere ottenuto. L’onere di ricongiunzione può essere saldato in un’unica soluzione oppure versato a rate.

Ricongiungendo i contributi è possibile ottenere, in base ai requisiti soddisfatti, qualsiasi pensione vigente presso il fondo di destinazione, quindi anche la pensione anticipata.

Cumulo per la pensione anticipata

Il cumulo [2] consente di unificare senza costi i contributi accreditati presso casse diverse, comprese quelle professionali, ai fini del diritto ad un’unica pensione, anche anticipata.

In particolare, attraverso il cumulo si può ottenere la pensione anticipata ordinaria [3], con un minimo di 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, più l’attesa di una finestra pari a tre mesi. Si può ottenere anche la pensione anticipata per i lavoratori precoci, cioè per coloro che possiedono almeno 12 mesi di contribuzione accreditata prima del compimento del 19º anno di età, con 41 anni di contributi. Non tutti i lavoratori precoci però ottengono questo beneficio, ma soltanto coloro che appartengono a specifiche categorie tutelate e soddisfano precise condizioni: addetti ai lavori gravosi, ai lavori usuranti oppure ai turni notturni, caregiver, disoccupati di lungo corso ed invalidi dal 74%. Di tanto abbiamo parlato in: Pensione anticipata precoci.

Attraverso il cumulo si può anche accedere alla pensione anticipata quota 100, con un minimo di 62 anni di età e 38 anni di contributi, che devono essere maturati entro il 31 dicembre 2021 (per approfondire: Pensione quota 100). Da questo cumulo sono però esclusi i versamenti accreditati presso le casse dei liberi professionisti.

Il cumulo non comporta costi per il richiedente, a differenza della ricongiunzione. Ogni gestione previdenziale, però, calcola il trattamento in modo autonomo, quindi non sussiste il diritto ad un’unica pensione. Alcune casse professionali prevedono il ricalcolo contributivo del trattamento, nel caso in cui non si raggiunga un minimo di versamenti.

Ricordiamo che con il cumulo non si ottiene solo la pensione anticipata, ma anche la pensione di vecchiaia ordinaria, la pensione di inabilità e la pensione ai superstiti. Il cumulo non è però utile ai fini delle pensioni anticipate speciali previste dei singoli ordinamenti relativi alle gestioni dei liberi professionisti.

Pensione anticipata con cumulo contributivo

La pensione anticipata contributiva a 64 anni, assieme agli altri trattamenti speciali spettanti ai lavoratori che non possiedono contributi prima del 1996, può essere invece raggiunta con una diversa tipologia di cumulo, il cosiddetto cumulo contributivo [8].

Questo cumulo, in realtà entrato in vigore ben prima del cumulo ordinario, consente di sommare gratuitamente anche i contributi accreditati presso le casse professionali, purché alla cassa si applichi il sistema di calcolo contributivo.

Pensione di anzianità in regime di totalizzazione

Di funzionamento molto simile al cumulo, in quanto consente di sommare, ai fini del diritto alla pensione, i contributi accreditati presso gestioni diverse, la totalizzazione [5] è normalmente è poco utilizzata in quanto solitamente risulta penalizzante, in relazione all’importo dell’assegno.

L’operazione comporta infatti, nella maggior parte dei casi (salvo raggiungimento del diritto ad autonoma pensione presso l’Inps, o ad autonoma pensione di vecchiaia presso le casse professionali), il ricalcolo interamente contributivo del trattamento.

Con la totalizzazione si può ottenere una speciale pensione di vecchiaia (con un minimo di 66 anni di età), la pensione per inabilità, ai superstiti, ed infine la pensione di anzianità. Per quest’ultimo trattamento sono richiesti 41 anni di contributi tra tutte le gestioni, ma l’attesa di una finestra pari a 21 mesi.

Computo presso la gestione separata: pensione anticipata a 64 anni

Un’altra modalità gratuita di riunione dei contributi consiste nel computo presso la gestione separata [6]: si tratta, in parole semplici, della possibilità di far confluire verso la gestione separata (la cassa a cui sono iscritti i liberi professionisti privi di fondi di categoria, i collaboratori e altre categorie particolari, come i lavoratori autonomi occasionali) tutti i contributi posseduti presso le gestioni Inps.

I contributi, però, una volta giunti alla gestione di destinazione, sono trasformati in pensione attraverso il calcolo interamente contributivo, anche se i periodi, originariamente, sarebbero stati sottoposti al più vantaggioso calcolo retributivo.

Non tutti possono ottenere il computo, ma soltanto coloro che possiedono:

  • almeno 15 anni di contributi complessivi, di cui almeno cinque successivi al 31 dicembre 1995;
  • meno di diciott’anni di contributi alla data del 31 dicembre 1995;
  • almeno un mese di contribuzione accreditato presso la gestione separata.

Attraverso il computo si possono ottenere i trattamenti agevolati spettanti a coloro che, essendo privi di contributi al 1° gennaio 1996, hanno diritto al calcolo interamente contributivo della pensione. Si tratta, in particolare, della pensione anticipata con 64 anni di età e vent’anni di contributi (con un assegno minimo almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale) e della pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi e 71 anni di età.

Altre modalità per riunire i contributi ai fini della pensione anticipata

Oltre alle misure elencate, che costituiscono le principali modalità per unificare i contributi presenti in casse diverse ai fini della pensione anticipata (o di altri trattamenti pensionistici), sussistono particolari modalità di riunione dei versamenti presso specifiche casse previdenziali. Ad esempio, per i lavoratori dello spettacolo, è possibile avvalersi della cosiddetta totalizzazione in regime di convenzione [7], una sorta di ricongiunzione gratuita tra Inps ed Enpals, sottoposta però a speciali condizioni.

Per i lavoratori con contributi presso Inps fondo pensioni lavoratori dipendenti e presso ex Inpdap, sino al 2010 risultava inoltre possibile la costituzione della posizione assicurativa, un’ulteriore operazione di riunione dei contributi gratuita. Un’operazione similare era consentita anche agli iscritti presso il fondo dei dirigenti Inpdai.

Resta infine possibile la totalizzazione estera, ossia la possibilità di considerare senza costi, ai fini del diritto alla pensione, i contributi accreditati presso paesi comunitari o convenzionati con l’Italia. In questo caso, i contributi non contano però ai fini della misura della pensione e vengono esclusi con un’operazione chiamata pro rata. I contributi accreditati all’estero presso Stati non comunitari e non convenzionati possono essere riscattati, con costi a carico del lavoratore.


note

[1] L. 29/1979; L. 45/1990.

[2] Art. 1, co. 239 e ss., L. 228/2012.

[3] Art. 24, co. 10, DL 201/2011.

[4] Art.14, DL 4/2019.

[5] D.lgs. 42/2006.

[6] Art.3 DM 282/1996.

[7] Art. 16 DPR 1420/1971.

[8] D.lgs. 184/1997.


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