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Dimissioni telematiche

30 Dicembre 2020
Dimissioni telematiche

Le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro devono essere comunicate dal lavoratore con una specifica procedura telematica.

Hai deciso di cambiare lavoro e di dimetterti dal tuo attuale posto di lavoro. Il datore di lavoro non ha accettato la tua lettera di dimissioni e ti ha detto che devi seguire una apposita procedura online. Vuoi sapere come devi procedere.

Fino a pochi anni fa, il lavoratore si dimetteva dal posto di lavoro inviando una semplice lettera al datore di lavoro. Si trattava, tuttavia, di un sistema rischioso, che prestava il fianco alla pratica delle dimissioni in bianco.

Proprio per questo, la legge ha introdotto le dimissioni telematiche che possono essere rassegnate dal dipendente seguendo una apposita procedura online nel sito del ministero del Lavoro. A partire dalla data di entrata in vigore dell’obbligo di seguire la predetta procedura, le dimissioni cartacee sono inefficaci.

Cosa sono le dimissioni telematiche?

Il Jobs Act è intervenuto in modo profondo nel diritto del lavoro e ne ha modificato numerosi istituti. Uno dei decreti attuativi della riforma [1] ha introdotto una apposita procedura di dimissioni online che deve essere seguita da tutti i lavoratori che intendano comunicare:

  • le dimissioni volontarie;
  • le dimissioni per giusta causa;
  • la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

Lo scopo della procedura telematica di dimissioni è duplice. Da un lato, inserendo delle credenziali univoche, viene garantita la certezza circa l’identità del soggetto che sta comunicando le dimissioni. Tale certezza non era presente con le dimissioni cartacee posto che lo stesso datore di lavoro poteva farsi firmare una lettera di dimissioni in bianco all’atto dell’assunzione e protocollarla successivamente.

In secondo luogo, essendo consentita anche la revoca delle dimissioni, viene assicurata anche la reale volontà del lavoratore di recedere dal rapporto di lavoro.

Dimissioni telematiche: chi è obbligato

L’obbligo di seguire la procedura di dimissioni telematiche si applica a tutti i lavoratori del settore privato che intendano recedere dal rapporto di lavoro per effetto delle dimissioni o della risoluzione consensuale.

La procedura consiste, nella sostanza, nell’obbligo di compilare e trasmettere per via telematica al Ministero del Lavoro un modulo di dimissioni o di risoluzione consensuale che arriverà, in modo automatico, all’indirizzo pec del datore di lavoro.

La legge prevede che le dimissioni o la risoluzione consensuale del rapporto comunicate con modalità diverse dalla procedura online sono inefficaci ed improduttive di effetti.

Come abbiamo già detto, anche le dimissioni per giusta causa devono essere comunicate con la specifica procedura telematica.

Vi sono, tuttavia, delle fattispecie che restano escluse dall’obbligo di seguire la procedura online di dimissioni:

  • dimissioni da parte di lavoratori domestici;
  • dimissioni durante il periodo di prova;
  • rapporti di lavoro marittimo;
  • dimissioni da parte di lavoratori dipendenti di società private a partecipazione pubblica totalitaria;
  • dimissioni e risoluzioni consensuali sottoscritte presso le commissioni di certificazione o in altre sedi protette [2];
  • dimissioni volontarie o risoluzioni consensuali rese dalla lavoratrice madre o dal lavoratore padre nei primi 3 anni di vita del bambino (a tali soggetti si applica la convalida delle dimissioni/risoluzione consensuale presso l’Ispettorato territoriale del lavoro);
  • dimissioni da parte dei dipendenti pubblici.

Dimissioni telematiche: come fare

Per rassegnare le dimissioni seguendo la procedura telematica prevista dalla legge il lavoratore può decidere se:

  • usufruire dell’assistenza di un soggetto abilitato;
  • procedere autonomamente online, accedendo all’apposito form online disponibile nel sito cliclavoro.gov.it.

Nel primo caso, il lavoratore può rivolgersi ad uno dei seguenti soggetti:

  • patronati;
  • organizzazioni sindacali;
  • enti bilaterali;
  • commissioni di certificazione dei contratti di lavoro;
  • consulenti del lavoro;
  • sedi territoriali dell’Ispettorato Nazionale del lavoro.

Nel secondo caso, invece, il lavoratore può procedere in autonomia, dal proprio Pc di casa, ma deve essere in possesso del Pin dispositivo Inps oppure dello Spid.

In entrambi i casi, il lavoratore sarà chiamato a compilare l’apposito modulo, tramite il portale cliclavoro, nel quale dovrà inserire dei dati relativi al rapporto di lavoro e delle informazioni relative alla tipologia di comunicazione, compresa la data di decorrenza delle dimissioni/risoluzione consensuale.

Una volta compilato il modulo, lo stesso verrà trasmesso al datore di lavoro a mezzo Pec e alla sede competente territorialmente dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

Seguendo la stessa procedura, il lavoratore potrà, entro 7 giorni dalla loro trasmissione, procedere alla revoca delle dimissioni.


note

[1] D. Lgs. 151/2015.

[2] Art. 2113 co. 4 cod. civ.


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