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Cosa sono i giorni di calendario nel preavviso?

31 Dicembre 2020
Cosa sono i giorni di calendario nel preavviso?

I Contratti collettivi di lavoro prevedono diverse modalità di calcolo del preavviso in caso di licenziamento o di dimissioni.

Hai deciso di rassegnare le dimissioni dal tuo posto di lavoro e di dedicarti a tempo pieno alla tua famiglia. Vuoi sapere con quanto preavviso devi comunicare all’azienda la tua decisione.

I Contratti collettivi di lavoro sono la fonte di riferimento in cui ogni lavoratore deve ricercare la durata del periodo di preavviso che deve essere rispettato dal datore di lavoro, in caso di licenziamento, e dal dipendente, in caso di dimissioni.

Leggendo le norme del Ccnl sul preavviso, però, sorgono spesso dei dubbi. Ad esempio, cosa sono i giorni di calendario nel preavviso? I Contratti collettivi di lavoro prevedono diversi metodi di calcolo del preavviso ed occorre, di volta in volta, verificare cosa prevede il contratto applicato al proprio rapporto lavorativo.

Cos’è il preavviso contrattuale?

Il preavviso contrattuale è la tutela minima offerta dalla legge [1] in caso di recesso di una parte dal rapporto di lavoro.

Nel contratto di lavoro, infatti, le parti (datore di lavoro e lavoratore) possono esercitare il recesso che viene definito licenziamento, quando ad assumere la decisione di cessare il rapporto è l’azienda, e dimissioni quando l’iniziativa è del dipendente.

La parte che subisce il recesso della controparte deve avere, tuttavia, un certo lasso di tempo per organizzarsi in vista della cessazione del rapporto di lavoro. Proprio per questo, nasce l’obbligo del preavviso in base al quale la parte che recede dal contratto non può farlo in modo immediato ma deve comunicarlo con un certo periodo di anticipo.

La durata del preavviso contrattuale è definita dai contratti collettivi di lavoro che, in alcuni casi, prevedono la medesima durata sia per il preavviso di licenziamento che per il preavviso di dimissioni mentre, in altri casi, differenziano la durata del preavviso nelle due diverse ipotesi.

Come si calcola il preavviso contrattuale?

Non è sempre semplice calcolare il preavviso contrattuale anche perché ogni Ccnl utilizza il proprio metodo di calcolo del preavviso.

Nella gran parte dei contratti collettivi, il preavviso si calcola in giorni di calendario. In questi casi, sorgono varie domande: cosa sono i giorni di calendario nel preavviso? Occorre calcolare anche i giorni festivi? Quando i termini di preavviso sono espressi in giorni di calendario occorre conteggiare i giorni lavorativi ma anche i sabati (anche se non lavorativi), le domeniche e le eventuali festività.

Il discorso cambia se, invece, il Ccnl fa espresso riferimento ai giorni lavorativi, lavorati, ecc. In questo caso, nel computo del preavviso, devono essere ricompresi solo i giorni lavorativi e non anche i festivi.

Preavviso contrattuale: quando si interrompe?

Occorre, inoltre, considerare che alcuni eventi che possono intervenire durante il periodo di preavviso ne interrompono il decorso. Vale, sicuramente, ad interrompere il preavviso la malattia del lavoratore [2], sino alla guarigione clinica ed alla ripresa del servizio. Lo stesso dicasi per l’infortunio e la maternità.

Per quanto concerne le ferie, anche tale istituto interrompe il preavviso e, generalmente, il datore di lavoro non concede la fruizione delle ferie al lavoratore durante tale periodo.

Mancato preavviso: quali conseguenze?

La durata del preavviso deve essere verificata nelle relative disposizioni del Ccnl applicato. Per i rapporti di lavoro di alto livello, soprattutto se con una lunga anzianità di servizio, il preavviso può essere anche molto lungo. Ne consegue che, spesso, il lavoratore non può attendere tutto questo tempo per svincolarsi dal rapporto di lavoro, ad esempio perché deve prendere servizio a stretto giro presso il nuovo datore di lavoro.

In questi casi, se il lavoratore non rispetta il preavviso contrattuale, il datore di lavoro può trattenere dalle sue spettanze di fine rapporto l’indennità di mancato preavviso, pari alla retribuzione spettante al dipendente nel periodo di preavviso non rispettato.

La medesima regola, ma a parti invertite, si applica anche in caso di licenziamento. Se il datore di lavoro non vuole attendere tutta la durata del preavviso per porre fine ad un rapporto di lavoro, può licenziare il dipendente con effetto immediato ma, in tal caso, dovrà corrispondere al lavoratore, unitamente alle competenze finali, l’indennità sostitutiva del preavviso.


note

[1] Art. 2118 cod. civ.

[2] Cass. n. 10852 del 25.05.2016.


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