Cronaca | News

Covid: dietrofront dell’Alto Adige

29 Ottobre 2020
Covid: dietrofront dell’Alto Adige

Restrizioni in arrivo agli esercizi commerciali anche nel territorio che si era distinto dall’ultimo Dpcm. 

Era rimasto l’ultimo avamposto della vita sociale che, strenuamente, resisteva: l’Alto Adige, in virtù della propria autonomia speciale, aveva deciso di andare per la sua strada rispetto all’ultimo decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Niente chiusura alle 18 per i bar e i ristoranti di Trento e Bolzano, come da Dpcm, ma qualche ora guadagnata: serrata alle 20 e alle 22, giusto in tempo per consentire ad altoatesini e turisti un aperitivo e una cena frugale. Una boccata d’aria per questi esercizi commerciali, che adesso, però, almeno in una parte del territorio, dovranno rinunciarvi. Il riferimento è soprattutto a Bolzano.

Il governatore di questa provincia autonoma, Arno Kompatscher, ha annunciato inasprimenti delle misure anti-Covid, che prevedono anche pesanti revisioni agli orari di apertura. Il nuovo provvedimento sarà firmato il 30 ottobre ed entrerà in vigore il 31; prevederà la chiusura di bar, gelaterie e pasticcerie, mentre ristoranti e negozi dovranno abbassare le saracinesche alle 18.

«Non ritiro l’ordinanza – ha tenuto a dire Kompatscher – ma alla luce dell’andamento epidemiologico la situazione è superata. Ci muoviamo in linea con la Germania e l’Austria». Il governatore ha aggiunto che bisogna «intervenire ora e sfruttare la settimana di ferie scolastiche in Alto Adige, per salvaguardare il lavoro e le attività economiche principali e la scuola».

Nella provincia autonoma di Trento, invece, risulta ancora in vigore l’ordinanza analoga del governatore Maurizio Fugatti, che consentiva ai bar di chiudere alle 20 e ai ristoranti alle 22. Il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia ha trasmesso la richiesta di impugnativa.



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