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Assegno circolare falso: è reato?

31 Dicembre 2020 | Autore:
Assegno circolare falso: è reato?

Falsificazione e utilizzo di assegno circolare: è un crimine? Cos’è la clausola di non trasferibilità? Assegno circolare: quando non è trasferibile?

Fino a qualche tempo fa non ci sarebbe stata ombra di dubbio: falsificare un assegno circolare era un reato a tutti gli effetti, punibile con diversi anni di reclusione. Da qualche anno, però, le cose sono cambiate: la legge ha depenalizzato alcuni crimini e, tra questi, anche quelli che puniscono la falsità in scrittura privata e la falsità di cambiali e titoli di credito. Cosa vuol dire tutto questo? È reato falsificare un assegno circolare?

Contraffare un assegno è sicuramente uno dei metodi più praticati per truffare una persona; proprio per questa ragione, tale condotta farebbe pensare a un reato in piena regola, senza se e senza ma. A seguito di alcune riforme normative, però, bisogna distinguere a seconda del tipo di assegno: secondo la legge, falsificare un assegno non trasferibile non costituisce alcun tipo di delitto. Al massimo, si potrà rispondere civilmente della propria condotta, con obbligo di pagare il risarcimento alla vittima e di versare una somma di danaro allo Stato a titolo di sanzione. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme se falsificare un assegno circolare è reato.

Assegno circolare: cos’è?

Che cos’è l’assegno circolare? Si tratta di uno dei titoli di credito per eccellenza, nonché uno dei più diffusi e sicuri.

L’assegno circolare è un titolo di credito all’ordine emesso da un istituto di credito, autorizzato dall’autorità competente (ovvero la Banca d’Italia), per somme che siano disponibili al momento dell’emissione, pagabile a vista presso tutti i recapiti indicati dal mittente [1].

L’assegno circolare, dunque, si caratterizza per la sua sicurezza di copertura che offre al creditore: non è infatti possibile emettere un assegno circolare scoperto. Insomma: il beneficiario dell’assegno è sicuro che potrà riscuotere le somme indicate nel titolo.

L’assegno circolare è un titolo all’ordine e nominativo. Non può essere al portatore, a differenza dell’assegno bancario, cioè emesso senza l’indicazione di uno specifico beneficiario.

Assegno circolare non trasferibile: cos’è?

Il beneficiario dell’assegno circolare (cioè, il creditore) ha diritto a presentarsi all’emittente (la banca o altro istituto di credito autorizzato) per la riscossione della somma oppure, in alternativa, può trasferirlo ad un terzo soggetto attraverso un’operazione che prende il nome di girata.

Secondo la legge [2], tutti gli assegni circolari possono essere girati (cioè, sono trasferibili a terzi) solamente se di importo inferiore a mille euro; in tutti gli altri casi, la banca dovrà emettere l’assegno circolare con la clausola di non trasferibilità.

In sintesi: se l’assegno circolare è di importo inferiore a mille euro, può essere girato a terzi; altrimenti, l’assegno sarà non trasferibile.

È reato falsificare un assegno circolare?

Secondo la Corte di Cassazione [3], la falsificazione di un assegno circolare non trasferibile e il suo successivo utilizzo non costituiscono reato.

A seguito della riforma del 2016 [4] che, tra le altre cose, ha depenalizzato il falso in scrittura privata, la condotta di falsificazione di un assegno circolare non rientra più tra quelle soggette a sanzione penale, integrando un mero illecito civile, in quanto detto assegno è per sua natura non trasferibile.

Secondo la legge [5], nella categoria delle falsità in scritture private penalmente rilevanti rientrano solo la contraffazione del testamento olografo, della cambiale o di altro titolo di credito trasmissibile per girata o al portatore. Al contrario, poiché l’assegno circolare è (di norma) non trasferibile, falsificare un titolo di credito del genere non costituisce più reato.

Il fine della tutela penale è strettamente connessa al maggior pericolo di falsificazione insito nel regime di circolazione dei titoli trasmissibili in proprietà mediante girata, trattandosi di un meccanismo circolatorio particolarmente esposto per le sue caratteristiche a condotte insidiose ed idonee a pregiudicare l’affidamento di una pluralità di soggetti sulla correttezza degli elementi indicati nel titolo.

Assegno circolare falso: quando è reato?

In sintesi, per comprendere se falsificare un assegno circolare è reato o meno bisogna distinguere:

  • se l’assegno circolare non è trasferibile, il falso costituisce soltanto un illecito civile;
  • se l’assegno circolare è trasferibile mediante girata perché di importo inferiore a mille euro, allora il falso è reato.

Come detto, poiché l’assegno circolare è quasi sempre non trasferibile, falsificare un titolo di credito del genere non costituisce più reato. L’autore dell’illecito potrà però essere citato in giudizio dalla vittima della sua condotta, con conseguente obbligo di:

  • risarcire il danno alla persona raggirata;
  • pagare una sanzione pecuniaria allo Stato.

La falsificazione di un assegno circolare non trasferibile e il suo successivo utilizzo non costituiscono reato.

note

[1] Art. 82, Regio Decreto n. 1736 del 1933.

[2] Art. 49, d. lgs. n. 231/2007, modificato dal d. lgs. n. 90/2017.

[3] Cass., sent. n. 29789 del 27 ottobre 2020.

[4] D. lgs. n. 7/2016.

[5] Art. 491 cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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