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Computo del periodo di preavviso: come funziona

1 Gennaio 2021
Computo del periodo di preavviso: come funziona

Nel rapporto di lavoro, le parti possono recedere nel rispetto dei termini di preavviso previsti dal contratto collettivo.

Hai ricevuto un’offerta di lavoro che intendi accettare. Stai valutando, quindi, di dimetterti dal tuo attuale posto di lavoro. Vuoi sapere con quale preavviso devi comunicare le dimissioni al datore di lavoro.

La legge prevede che, in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, le parti possano decidere di cessare la relazione contrattuale comunicandolo alla controparte con un periodo di preavviso che deve essere verificato caso per caso.

La disciplina del preavviso prevista dai Ccnl, tuttavia, non è sempre di agevole comprensione. Per questo, nel presente articolo, parleremo del computo del del periodo di preavviso e vedremo come funziona. In alcuni casi, infatti, i contratti collettivi prevedono che il preavviso debba essere calcolato in giorni di calendario mentre in altri si prevede l’indicazione del preavviso in mesi.

Che cos’è il il periodo di preavviso?

Nel nostro ordinamento, non sono ammessi i cosiddetti vincoli perpetui. Con questa espressione si indicano quei rapporti contrattuali nei quali non è previsto un termine finale. In linea generale, le parti possono sempre decidere di recedere da un rapporto a tempo indeterminato, dando all’altra parte un congruo periodo di preavviso.

Tale regola trova applicazione anche nell’ambito del contratto di lavoro dove la legge [1] prevede che il datore di lavoro ed il lavoratore possano recedere dal rapporto di lavoro comunicando la propria volontà di cessare la relazione contrattuale nel rispetto del periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo applicato.

Quanto detto vale solo nel caso del contratto a tempo indeterminato. Nel contratto a termine, infatti, le parti hanno stabilito sin dall’inizio la durata del rapporto e non possono, quindi, decidere di recedere prima del tempo, salvo il caso della sussistenza di una giusta causa di recesso.

Qual è la funzione del preavviso?

La funzione del preavviso è di tutelare la parte che riceve la comunicazione di recesso dal rapporto di lavoro.

Se a decidere di chiudere il rapporto è il datore di lavoro, il preavviso serve a consentire al lavoratore licenziato di trovare una nuova occupazione e di riorganizzare la propria esistenza in vista della imminente cessazione del rapporto.

Quando, invece, ad assumere la decisione di recedere dal rapporto è il lavoratore, la funzione del preavviso è consentire al datore di lavoro di riorganizzare l’attività di impresa alla luce della futura fuoriuscita di un lavoratore.

Il preavviso è sempre dovuto?

In realtà, esiste un’ipotesi nella quale il datore di lavoro ed il lavoratore possono recedere dal contratto in tronco, senza rispettare il relativo periodo di preavviso. Ciò accade quando il recesso è determinato da un gravissimo inadempimento della controparte che non consente la prosecuzione, nemmeno temporanea del rapporto di lavoro [2].

L’obbligo di rispettare il periodo di preavviso è, dunque, escluso in caso di:

  1. licenziamento per giusta causa;
  2. dimissioni per giusta causa.

In tutti gli altri casi, il preavviso è dovuto e se la parte recede senza rispettare tale obbligo, la controparte ha diritto a ricevere l’equivalente in denaro del preavviso non osservato (indennità sostitutiva del preavviso).

Computo del periodo di preavviso: come funziona?

La durata del preavviso non è fissa ma varia a seconda di una serie di fattori. In ogni caso, per conoscere qual è la durata del preavviso nella propria specifica situazione, occorre consultare la relativa sezione del Ccnl applicato al rapporto di lavoro.

In alcuni contratti, si prevede una durata del preavviso diversa in caso di licenziamento e di dimissioni. In altri contratti, invece, la durata di preavviso è la stessa, indipendentemente dal soggetto che decide di esercitare il recesso.

La gran parte dei Ccnl prevede una diversa durata del preavviso a seconda di una serie di elementi, come:

  • la categoria legale del lavoratore;
  • il livello di inquadramento del lavoratore;
  • l’anzianità di servizio del lavoratore.

Per quanto concerne il computo del periodo di preavviso, la gran parte dei Ccnl indica il preavviso in giorni di calendario. In questo caso, devono essere computati nel preavviso tutti i giorni del calendario, ivi inclusi sabato festivi e domeniche. Se, invece, il Ccnl indica il preavviso in giorni lavorativi o lavorati, nel computo del preavviso rientrano solo le giornate lavorative e non anche quelle festive.

Quando, infine, il preavviso viene indicato in mesi, occorre considerare il preavviso in mesi interi.

Si deve, inoltre, considerare che una serie di eventi che possono accadere durante la fruizione del periodo di preavviso ne interrompono il decorso. Ciò accade, tra le altre ipotesi, in caso di malattia, infortunio sul lavoro, ferie maternità, richiamo alle armi.


note

[1] Art. 2118 cod. civ.

[2] Art. 2119 cod. civ.


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2 Commenti

  1. Buongiorno una domanda quando si è in malattia con stato ansioso si può inviare il preavviso (il CCNNLL prevede 30 gg di preavviso) , esempio la malattia scade il 3/2/2021 alla data del 2/1/2021(30 gg prima) posso inviare il preavviso on line e fare contemporaneamente la domanda di pensione con decorrenza 4/2/2021.
    Vi ringrazio del vs aiuto

    1. Quando si sta per chiedere la pensione bisogna valutare quando è il momento in cui bisogna dimettersi. Questo è un fattore che gioca un ruolo fondamentale, poiché se ti dimetti prima potresti anche rischiare di rimanere senza un lavoro in attesa che l’Inps ti eroghi la pensione. I contratti collettivi nazionali del lavoro di categoria applicati al lavoratore stabiliscono con precisione qual è il termine di preavviso che bisogna dare al datore di lavoro affinché venga rispettata la legge. Qualora il lavoratore non rispetti il periodo di preavviso, il datore di lavoro, nell’ultima busta paga, può trattenere al lavoratore i giorni per cui non c’è stato il preavviso attraverso la voce retributiva dell’indennità di mancato preavviso. Per ulteriori informazioni, leggi i seguenti articoli: Si possono dare le dimissioni durante la malattia?, Cosa sono i giorni di calendario nel preavviso?, Dimissioni per malattia senza preavviso, Malattia senza preavviso, Quando dare dimissioni per pensione, Preavviso per pensionamento, Come e quando dimettersi per andare in pensione?.

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