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Valide bollette e fatture di Equitalia senza notifica di accertamento

16 dicembre 2013


Valide bollette e fatture di Equitalia senza notifica di accertamento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 dicembre 2013



Se il tributo è liquidato sulla base di dati comunicati dal contribuente non c’è bisogno di notificare un avviso di accertamento.

Non sempre, prima della notifica dell’atto di Equitalia, è necessario ricevere un preventivo accertamento da parte del fisco. Tutte le volte in cui l’imposta viene liquidata sulla base di dati comunicati dallo stesso contribuente, l’Agente per la riscossione può effettuare la semplice liquidazione del tributo mediante l’emissione della fattura, della bolletta o dell’invito o del sollecito al pagamento del tributo (atti tutti definibili di liquidazione o pretesa bonaria o coattiva di pagamento).

A ricordarlo è stata una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Firenze [1]. Nel caso di specie, i giudici si riferivano alla richiesta di pagamento (pervenuta ad un contribuente attraverso Equitalia) della Tia, l’imposta sui rifiuti oggi sostituita dalla Tares.

In questi casi, solo quando è necessario portare a conoscenza del contribuente nuovi elementi impositivi della pretesa tributaria, che il contribuente non conosce, l’amministrazione è obbligata a notificare un formale previo avviso di accertamento. Al di fuori di queste ipotesi tale avviso non è necessario, e dunque sono validi tutti gli atti con i quali Equitalia liquida l’imposta sulla base di dati denunciati dallo stesso contribuente. Non ci si deve meravigliare se prima della cartella dell’Agente non si è ricevuto ancora nulla [2].

note

 

[1] C.T.R. Firenze, sent. n. 52/2013.

[2] I giudici hanno infatti ricordato che in tema di cartelle esattoriali sono equiparabili agli avvisi di accertamento o di liquidazione, come tali impugnabili ai sensi dell’articolo 19 del decreto legislativo 31 dicembre 1992 n. 546, tutti quegli atti con cui l’amministrazione comunica al contribuente una pretesa tributaria ormai definita, ancorché tale comunicazione non si concluda con una formale intimazione di pagamento. Equiparazione che non viene meno neppure se nella fattura o comunicazione il fisco abbia omesso di prospettare il ricorso alla procedura coattiva nel caso di mancato adempimento, oppure di indicare il termine o la forma da osservare per impugnare l’atto davanti alla Commissione tributaria competente.

Autore immagine: 123rf.com

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