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Separazione: chi lascia la casa senza motivo subisce l’addebito

16 Dicembre 2013
Separazione: chi lascia la casa senza motivo subisce l’addebito

Chi abbandona il tetto coniugale senza spiegarne il motivo compie una condotta contraria ai doveri matrimoniali: tale condotta è possibile solo in due casi.

Scatta l’addebito della separazione al coniuge che se ne va via di casa senza spiegarne la ragione. Anche se la giustificazione è valida, bisogna sempre dare la dimostrazione, eventualmente davanti al giudice, delle motivazioni che hanno portato a tale gesto drastico.

È questo il succo di una sentenza della Cassazione dell’altro ieri [1].

Al riguardo, la Suprema Corte ha ricordato che il volontario abbandono del domicilio coniugale comporta normalmente l’addebito della separazione poiché costituisce violazione di uno degli obblighi matrimoniali [2]. Tuttavia tale comportamento diventa lecito in due occasioni:

se si provi che esso è stato posto in essere a causa del comportamento dell’altro coniuge,

– oppure se il suddetto abbandono del tetto sia intervenuto quando già la prosecuzione della convivenza sia divenuta – per altre cause – intollerabile; insomma, quando il legame affettivo si era ormai definitivamente sciolto.

Ovviamente la prova del verificarsi di una delle due predette condizioni grava sempre su chi ha abbandono il tetto. Se manca tale prova, per quest’ultimo scatta l’addebito della separazione.


In astratto, è possibile abbandonare il tetto se ormai il legame tra i coniugi è venuto del tutto meno o la convivenza risulta intollerabile per via del comportamento dell’altro coniuge. Ma è necessario che di ciò si dia la prova.

note

[1] Cass. sent. n. 27923 del 13.12.13.

[2] Art.143, secondo comma cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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