Cronaca | News

Covid, l’Iss: si va verso il lockdown

30 Ottobre 2020
Covid, l’Iss: si va verso il lockdown

La pandemia accelera in tutto il Paese, rendendo possibili restrizioni ancora più dure nel breve periodo.

L’Italia si sta rapidamente muovendo dallo scenario 3 allo scenario 4. Vuol dire che da una situazione in cui il Coronavirus si diffonde rapidamente, con rischi per la tenuta della sanità, il Paese sta scivolando verso la massima velocità di circolazione. Il contesto più grave. Quello in cui solo con il lockdown si può sperare di porre un freno ai contagi (leggi anche Covid: cos’è lo scenario 4 che porta verso il lockdown).

È quanto affermato dal presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss) Silvio Brusaferro, oggi, durante la conferenza stampa per fare il punto sull’andamento della pandemia. «Siamo in una situazione compatibile con lo scenario 3, verso lo scenario 4», in particolare in alcune regioni. «Accanto ai provvedimenti presi, dobbiamo lavorare tutti noi per ridurre le aggregazioni».

L’Italia si avvia dunque a un possibile lockdown. Il Governo ha detto fin da subito di volersi dare due settimane per monitorare l’evoluzione della pandemia alla luce delle ultime restrizioni del Dpcm del 24 ottobre. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte firmerà un altro provvedimento probabilmente il 7 novembre. Ma l’Iss oggi incalza e chiede ai governatori di prendere dei provvedimenti più restrittivi in tempi immediati.

«L’indice Rt in Italia è a 1.7, ancora in crescita, ed è riferito alla scorsa settimana – ha spiegato Brusaferro -. Tutte le regioni sono sopra il valore Rt 1 e molte anche significativamente sopra, e questo è un elemento importante». Cinque quelle che destano più preoccupazione: Lombardia, Campania, Valle D’Aosta, Liguria, Lazio.

Ma l’epidemia corre in tutta Italia e in tutta Europa. «Ci troviamo in una situazione diversa rispetto a marzo, quando eravamo i primi a sperimentare la pandemia. Oggi – afferma il presidente dell’Iss – altri Paesi vicini a noi fanno da battistrada, noi li osserviamo con attenzione per capire dove potrebbe andare l’epidemia».

L’età media delle persone che contraggono l’infezione è in lieve crescita, il contagio, ormai, riguarda tutti. «Certamente le fasce d’età più colpite sono quelle giovanili – ha detto Brusaferro – ma progressivamente anche gli anziani iniziano a essere colpiti. Cominciamo lentamente a crescere, dunque, e questo ha un significato importante rispetto al potenziale di trasmissione alle persone anziane, che hanno un maggior rischio di mortalità».

Non c’è la bacchetta magica, ha ricordato il numero uno dell’Iss: l’unica strategia possibile è quella del monitoraggio settimanale e della responsabilità individuale. Violare le regole vuol dire aumentare i contagi.



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