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Lo sai che? Affidamento dei figli: come cambia con il decreto sulla filiazione

Lo sai che? Pubblicato il 14 dicembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 dicembre 2013

Le nuove norme in materia di ascolto del minore, affidamento condiviso e assegnazione della casa familiare.

Venerdì scorso, il Consiglio dei ministri ha approvato definitivamente il decreto legislativo in materia di filiazione che modifica le norme contenenti ancora discriminazioni tra i figli nati “nel” e “fuori” dal matrimonio. Oggi, invece, si assicura a tutti i figli (naturali, legittimi, adottivi) una completa eguaglianza giuridica.

Il decreto contiene una serie di norme rilevanti in materia di affidamento dei figli in caso di separazione dei genitori.

Ascolto del minore

Il decreto [1] stabilisce che tutte le volte in cui il tribunale dovrà adottare provvedimenti che riguardino un minore, quest’ultimo, se ha compiuto 12 anni (o anche di età inferiore se capace di discernimento) sarà ascoltato dal presidente del tribunale o dal giudice delegato.

Se l’ascolto è in contrasto con l’interesse del minore, o evidentemente superfluo, il giudice non vi procede, dandone atto con provvedimento motivato. In altre parole, ogni volta che l’audizione del minore potrebbe arrecare a quest’ultimo un danno, non vi si darà luogo.

L’ascolto è condotto dal giudice, anche con l’intervento di esperti o di altri ausiliari.

I genitori, anche quando parti processuali del procedimento, i difensori delle parti, il curatore speciale del minore, se già nominato, e il pubblico ministero, sono ammessi a partecipare all’ascolto se autorizzati dal giudice.

Affidamento condiviso

Quanto all’affidamento, si ricorda che esso – di regola – deve essere “condiviso”.

La riforma [2], a riguardo, stabilisce che il genitore cui sono affidati i figli in via esclusiva ha anche l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale; egli deve attenersi, in ogni caso, alle condizioni determinate dal giudice.

Però, a meno che non sia diversamente stabilito, le decisioni di maggiore interesse per i figli sono adottate da entrambi i genitori.

Il genitore cui i figli non sono affidati ha il diritto ed il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione e potrà ricorrere al giudice quando ritenga che siano state assunte decisioni che pregiudichino il loro interesse.

In pratica, la legge prevede una più intensa responsabilità del genitore, tenuto – anche nel caso in cui non eserciti la responsabilità genitoriale – a vigilare su istruzione, educazione e condizioni di vita del figlio, fino alla sua raggiunta indipendenza economica. I fabbisogni della prole, in questo modo, divengono ad ogni effetto delle priorità.

Assegnazione della casa familiare

Nell’ambito della disciplina sull’assegnazione della casa familiare, il genitore che intenderà cambiare residenza o domicilio dovrà comunicarlo all’altro entro 30 giorni.

note

[1] Art. 336 bis cod. civ.

[2] Art. 337 quater cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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2 Commenti

  1. scusate l’ignoranza…ma in materia di filiazione non era già stata approvata la legge numero 219 del 10 dicembre 2012?

  2. Si, ma in quella legge l’Art. 2 conteneva una Delega affinché il governo tramite decreto legislativo, avrebbe potuto poter fare tutti quegli interventi volti alla riscrittura di tutte quelle norme terze interessate dalla normativa, questo perché con tale legge sono stati modificati soltanto soltanto le norme direttamente interessate, e pertanto resta una montagna di norme da modificare.

    Io invece stavo cercando questo caspita di decreto legislativo, ma non riesco a trovarlo, e pertanto non so se e stato pubblicato o ancora no, anche perché a febbraio devo darmi diritto di famiglia.

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