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Bonus prima casa: si può avere con utenze non utilizzate?

1 Gennaio 2021 | Autore:
Bonus prima casa: si può avere con utenze non utilizzate?

Per provare di vivere abitualmente in un immobile basta avere i contatori allacciati o ci vogliono dei consumi credibili?

Si dice di solito che avere i contatori di luce e gas attivi in un’abitazione dimostri il fatto che dentro qualcuno ci vive. Altrimenti, perché pagare le bollette con i costi fissi per un immobile in cui non si mette mai piede? Non a caso, qualche tempo fa, la Cassazione aveva stabilito che le utenze domestiche sono in grado di provare che un determinato immobile è effettivamente l’abitazione principale [1]. Ora, è la Commissione tributaria regionale del Lazio a guardare la vicenda da un altro punto di vista per rispondere a questa domanda: il bonus prima casa si può avere con utenze non utilizzate?

Non è una domanda da poco. Perché quello che hanno concluso i giudici supremi, per quando possa sembrare una banalità, è determinante per sapere se si ha o no diritto alle agevolazioni sulla casa: un conto è avere il contatore allacciato e un altro ben diverso è far girare i numeri. E se i numeri non sono girati tra una lettura e l’altra significa che nessuno ha mai acceso la luce o i fornelli, che nessuno ha mai fatto andare il riscaldamento o l’aria condizionata. Facile dedurre, a questo punto, che nessuno ci ha mai abitato con continuità.

Ma vediamo di capire di più sulla possibilità di avere il bonus prima casa con le utenze non utilizzate.

Bonus prima casa: che cos’è?

Ricordiamo, innanzitutto, che cos’è il bonus prima casa. Si tratta di una serie di sconti e di agevolazioni fiscali per l’acquisto dell’abitazione principale. Nel dettaglio, vengono riconosciuti:

  • l’Iva agevolata al 4% a chi acquista l’abitazione direttamente dal costruttore e paga un forfait di 200 euro di imposta ipotecaria e catastale;
  • la cifra forfettaria appena citata anche in caso di acquisto di una casa destinata alla donazione o alla successione;
  • l’imposta di registro al 2% per gli acquisti da privati ed imposta catastale e ipotecaria di 50 euro;
  • la possibilità di utilizzare il credito d’imposta per chi vende e riacquista la casa entro 12 mesi.;
  • la detrazione Irpef del 19% e fino a 1.000 euro per le spese di intermediazione immobiliare;
  • la detrazione degli interessi passivi sul mutuo.

Per poter beneficiare del bonus prima casa occorre:

  • non avere un’altra abitazione agevolata in tutto il territorio nazionale oppure venderla entro un anno;
  • non possedere un’altra abitazione nello stesso Comune in cui si trova quella per cui si ha accesso al bonus o non avere un diritto d’uso, usufrutto o abitazione in un altro immobile dello stesso Comune;
  • risiedere nel Comune in cui si acquista la casa oggetto dell’agevolazione oppure fissarvi la residenza entro 18 mesi dall’acquisto o, ancora, dimostrare che la sede di lavoro è stabilita in quel Comune.

Bonus prima casa: servono le utenze?

La logica vorrebbe che, se per avere diritto al bonus sulla prima casa bisogna essere residenti in quell’abitazione, si dovrà avere un’utenza di luce, gas e acqua, altrimenti risulta davvero difficile vivere in quell’immobile.

Nel 2019, la Cassazione stabilì un principio importante: le utenze domestiche possono provare che l’immobile oggetto di un accertamento del Fisco è adibito effettivamente ad abitazione principale. In pratica, secondo la Sezione Tributaria Civile della Suprema Corte, «le risultanze anagrafiche rivestono un valore meramente presuntivo circa il luogo di residenza effettiva, e possono essere superate da una prova contraria, desumibile da qualsiasi fonte di convincimento».

Significa, sostengono i giudici, che per avere accesso al bonus prima casa il contribuente deve dimostrare che utilizza quel determinato immobile come dimora abituale sua e della sua famiglia. E per farlo, può fornire come prova le utenze di luce, gas e acqua, con le relative bollette, visto che la prova in questione – si legge nella sentenza – può essere prodotta «con qualsiasi mezzo all’uopo idoneo, secondo le regole generali».

Bonus prima casa: se i contatori restano fermi?

Quindi, nulla vieta al contribuente che vuole usufruire del bonus sulla prima casa di dimostrare che dimora effettivamente nell’abitazione oggetto dell’agevolazione attraverso le bollette. Ma che succede se da quelle fatture risulta che i contatori rimangono sempre fermi, cioè che non si accende mai una lampadina, che il riscaldamento non viene mai fatto partire, che nessuno si fa una doccia o lava i piatti per settimane?

La Commissione tributaria regionale del Lazio è tornata recentemente proprio su questo e ha stabilito che il fatto in sé di avere le utenze non prova l’effettivo utilizzo dell’immobile quando le bollette riportano soltanto i costi fissi del servizio di rete e non i consumi.

Insomma, se si vuole provare che si vive abitualmente in un immobile su cui si vogliono avere dei benefici fiscali, occorre che i consumi siano credibili e non avere semplicemente i contatori allacciati.


note

[1] Cass. sent n. 8627/2020 del 28.03.2019.

[2] Ctr Lazio sent. n. 3206/2020.


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3 Commenti

  1. Ciao Carlos, purtroppo l’Italia è divenuta il Paese del malaffare istituzionale e della Chiesa Cattolica deviata. Con l’avere bollette trafugate i malfattori, protetti e spalleggiati istituzionalmente, si appropriano quotidianamente e facilmente delle cose altrui e, in ultimo, delle identità di altri. Le Istituzioni sanno benissimo ogni cosa e ogni appartenenza, altrimenti dovremmo dare ragione a Macron che ci attribuisce, per gli attentati in Francia, l’epiteto, diretto o meno, di inaffidabili. La prima casa o altra, non è detto che debba avere le utenze fisse ed “istituzionali” per farsi fottere, ma le mura e le relative strutture fatte ad arte, con acqua (irrinunciabile e dovuta per essere cittadini) e con le altre utenze i cui impianti, svincolati dai meandri senza fondo paraistituzionali (per richiamare l’assonanza con i paraculi), siano gestibili direttamente dagli interessati, scevri anche dai “paraculi” orientamenti giurisprudenziali di una ormai Giustizia anarchica, fatta in casa dalla “migliore” criminalità. Ne fanno vanto di ciò, attese le cronache pur miopi, i Casamonica, La Banda della Magliana, la Banda Spada, …. Saluti. Cesidio.

  2. Si potrebbe fare invece il contrario?
    Comprare una seconda casa piccolina e poco costosa, e non accedere volutamente al bonus prima casa. Poi un domani comprare la prima casa in un comune adiacente al lavoro molto più cara accedere al bonus prima casa e risiedervi (in questa casa comprata in secondo momento come prima casa).
    Perchè leggendo i vostri articoli parrebbe di no, parrebbe che se uno compra una casa anche se non la designa come prima casa, per poi aver il bonus prima casa dovrebbe venderla.

    1. Per poter usufruire dei benefici fiscali “prima casa”, in sede di acquisto, l’acquirente deve dichiarare nell’atto definitivo di compravendita: di non essere titolare, esclusivo o in comunione con il coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione, di altra casa di abitazione nel territorio del Comune dove si trova l’immobile che si intende acquistare; di non essere titolare, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su altra casa di abitazione acquistata da lui o dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni per l’acquisto della “prima casa”; di impegnarsi a stabilire la residenza entro 18 mesi nel Comune in cui si trova l’immobile oggetto dell’acquisto, qualora già non vi risieda. Per ulteriori informazioni, ti suggeriamo la lettura dei seguenti articoli: Il bonus prima casa si può riutilizzare; Acquisto nuova casa: come si ottiene il bonus prima casa; Bonus prima casa; Bonus prima casa: basta la residenza nello stesso Comune; Bonus prima casa per chi ha già un immobile; Bonus prima casa: come funziona se si è già proprietari?; Il bonus prima casa può passare alla seconda. Se desideri sottoporre il tuo caso specifico all’attenzione degli esperti del nostro portale di informazione giuridica e richiedere una consulenza legale, clicca qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza

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