Cronaca | News

Covid, scuole e chiusura regioni: il Governo decide

30 Ottobre 2020
Covid, scuole e chiusura regioni: il Governo decide

Oggi, alle 19, Conte incontrerà i capi delegazione dei partiti di maggioranza, per capire come gestire il boom di contagi.

I nuovi positivi che aumentano. L’indice di contagio che sale, specialmente in alcune regioni. La transizione dal cosiddetto scenario 3, non ancora di massima gravità, allo scenario 4, quello peggiore. Ce n’è abbastanza per un vertice di Governo, per decidere come regolarsi nell’immediato futuro.

La riunione è stata convocata per le 19 di oggi dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con i capi delegazione dei partiti che compongono l’Esecutivo. Discuteranno soprattutto delle scuole: questione spinosa, perché se è vero che tutti vorrebbero tenerle aperte, altrettanto vero è che il Paese sta scivolando sempre più velocemente in una situazione in cui occorre essere pronti a restrizioni severe.

Tra queste, anche la possibile stretta in particolare in alcune regioni, quelle che al momento destano più preoccupazione, cioè Lombardia e Campania. È la seconda questione che giustifica la convocazione del vertice. Se l’Italia intera si sta avvicinando allo scenario 4, in Lombardia e Campania il livello massimo di circolazione del virus è già praticamente realtà. Significa che questi territori potrebbero essere a un passo dal lockdown.

Ma il virus non corre veloce soltanto qui e anche altrove, dove al momento l’indice di trasmissione è inferiore, l’andamento dei contagi può peggiorare. L’Istituto superiore di sanità (Iss) rileva che «11 regioni e Province autonome sono da considerare a rischio elevato di una trasmissione non controllata e 8 sono classificate a rischio moderato con probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese».

In Valle D’Aosta, è occupato più del 50% dell’area medica; è stata quindi superata la soglia critica individuata dal ministero della Salute nel 40% di ricoveri causa Covid. Quindici le regioni dove, da qui al prossimo mese, si rischia di superare la soglia critica del numero di posti letto occupati in terapia intensiva.

Per questo, l’Iss invita i governatori a nuove restrizioni. «Sono necessarie misure che favoriscano una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e che possano alleggerire la pressione sui sistemi sanitari, comprese restrizioni di attività non essenziali e restrizioni della mobilità nonché l’attuazione delle altre misure previste», si legge nell’ultimo monitoraggio settimanale dell’Istituto.

Il 4 novembre alle 10, Conte riferirà alla Camera sulla situazione sanitaria ed economica del Paese. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo. C’è da aspettarsi un prossimo Dpcm il 7 novembre, allo scadere di due settimane dall’ultimo del 24 ottobre.

Repubblica ha anticipato che si tratterà di misure simili a quelle già adottate in Francia: chiusura di alcune attività commerciali o rimodulazione degli orari, ulteriore stretta sui ristoranti, mobilità regionale limitata. Scelte che sarebbero giustificate dal rapido peggioramento del quadro dei contagi a livello nazionale, documentato dal report dell’Iss.



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