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Come togliere il fermo amministrativo senza pagare

1 Novembre 2020
Come togliere il fermo amministrativo senza pagare

Fermo auto: tutti i mezzi per togliere le ganasce fiscali. L’acquisto di una nuova automobile e la cointestazione con un familiare. 

Un nostro lettore ci chiede come togliere il fermo amministrativo senza pagare. Esistono dei trucchi per cancellare il fermo auto e tornare a circolare liberamente? In realtà, una volta iscritta la misura cautelare al Pra, c’è ben poco da fare. Gran parte delle soluzioni percorribili richiedono un intervento preventivo. 

Ciò nonostante qualche scappatoia è possibile. Cercheremo qui di seguito di comprendere quando e come togliere il fermo amministrativo.

Fare ricorso

Il primo modo per cancellare il fermo amministrativo è verificare se lo stesso è stato iscritto correttamente, nel rispetto cioè delle regole previste dalla legge. In caso contrario, è possibile fare ricorso al giudice in qualsiasi momento e ottenerne la cancellazione.

Uno dei tipici motivi di ricorso contro il fermo amministrativo è la mancata notifica del preavviso di fermo, che deve intervenire, con raccomandata a.r. o con pec, almeno 30 giorni prima dell’iscrizione della misura. 

Se il contribuente non ha ricevuto il preavviso di fermo, il fermo stesso è illegittimo.

Un altro motivo di contestazione è la prescrizione delle cartelle portate a giustificazione del fermo. Per accertare l’eventuale prescrizione è necessario verificare la data di notifica delle cartelle o degli avvisi di accertamento precedenti. I termini di prescrizione variano a seconda del tributo e sono di 10 anni per i tributi dovuti allo Stato e di 5 anni per i tributi dovuti agli enti locali.

Un’altra contestazione del fermo è il difetto di notifica della cartella esattoriale che è a monte del fermo stesso. Per sapere su quali cartelle è stato iscritto il fermo bisogna prendere in mano il preavviso di fermo. In alternativa, è possibile ottenere tali informazioni o con un accesso agli atti amministrativi fatto all’ufficio dell’agente per la riscossione o richiedendo un estratto di ruolo online sul sito dell’esattore.

Il ricorso si propone:

  • al giudice di pace: se il fermo è stato iscritto per il mancato pagamento di multe stradali e altre sanzioni;
  • alla Commissione tributaria: se il fermo è stato iscritto per il mancato pagamento di imposte come il bollo auto;
  • al tribunale ordinario sezione Lavoro: se il fermo è stato iscritto per il mancato pagamento di contributi previdenziali Inps o assistenziali Inail.

Dimostrare che l’auto è strumentale

Un secondo modo per cancellare il fermo amministrativo è dimostrare che l’auto è strumentale all’esercizio di un’attività imprenditoriale o professionale. Questa possibilità è quindi negata ai lavoratori dipendenti, ai pensionati, ai disoccupati. 

È necessario che l’auto risulti inserita nel libro dei beni ammortizzabili e risulti asservita all’organizzazione lavorativa. Sarebbe tale l’auto di un rappresentante di commercio, ma non il mezzo che serve all’avvocato per recarsi in udienza. 

Anche se la legge prevede che la domanda di esenzione dal fermo venga fatta nei 30 giorni di preavviso, non sembrano esserci preclusioni a un’iniziativa anche successiva all’iscrizione del fermo stesso.

Chiedere una rateazione

Un metodo certo per evitare il fermo amministrativo è chiedere una dilazione di pagamento, la cosiddetta rateazione delle cartelle esattoriali. La domanda va presentata agli sportelli dell’agente della riscossione. 

Se la richiesta di rateazione viene presentata prima dell’iscrizione del fermo, la misura cautelare non viene più iscritta. Se invece la domanda viene inoltrata dopo l’iscrizione del fermo, lo stesso viene solo sospeso per essere definitivamente cancellato con il versamento dell’ultima rata. In buona sostanza, l’automobilista, dopo aver ottenuto l’autorizzazione alla rateazione, deve presentare la ricevuta del primo pagamento all’esattore. Quest’ultimo rilascerà una quietanza che andrà consegnata al Pra per la sospensione del fermo. Durante la sospensione, sarà possibile tornare a guidare. Al versamento dell’ultima rata, il fermo viene definitivamente cancellato.

A questo punto, l’automobilista deve però pagare la rateazione, ma con la consapevolezza che la decadenza dalla stessa – e quindi la riattivazione del fermo amministrativo – scatta solo all’omesso versamento di almeno cinque rate, anche non consecutive. 

La vendita, la rottamazione e l’acquisto di un’auto nuova

Contrariamente a quanto si crede, non è possibile rottamare un’auto che ha il fermo amministrativo. È invece possibile venderla, chiaramente rendendo edotto di ciò l’acquirente il quale “eredita” il divieto di circolare con il mezzo oggetto di fermo (il che rende più improbabile trovare un interessato all’acquisto).

È anche possibile acquistare un’auto nuova sulla quale non si estende il precedente fermo e che quindi è possibile mettere in circolazione. In teoria, però, nulla esclude che l’esattore, perdurando l’inadempimento, provveda ad emettere un fermo anche sul secondo veicolo. Non esiste infatti un limite massimo di fermo auto che possono essere iscritti.

Chi vuole evitare il fermo sull’auto nuova dovrà eventualmente intestarla a un’altra persona. Secondo alcune sentenze, anche l’auto cointestata con un’altra persona diversa dal debitore non può essere oggetto di fermo amministrativo. 



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