Cronaca | News

Covid, aumentano i sintomatici: le valutazioni del 118

30 Ottobre 2020
Covid, aumentano i sintomatici: le valutazioni del 118

Sempre più pazienti arrivano in ospedale con problemi respiratori o bisognosi di assistenza medica.

Non è vero che al pronto soccorso c’è una folla di pazienti asintomatici che corrono in ospedale per un nonnulla. Il presidente del 118 Mario Balzanelli sfata un falso mito: «La gente ha il terrore di contrarre il virus in ospedale e non chiama il 118 se ha sintomi che non siano gravi».

Dalle pagine di Repubblica, Balzanelli lancia l’allarme sulla tenuta del sistema sanitario, descrivendo la situazione che è sotto i suoi occhi: «È cresciuto vertiginosamente il numero dei contagiati con sintomi – spiega -. In questi giorni stiamo registrando in tutte le regioni un aumento esponenziale della pressione sull’emergenza territoriale 118, così come sui reparti ospedalieri di area critica. È in crescita l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva e subintensiva».

Ospedali e 118 in affanno

Le ambulanze fanno fatica a gestire tutte le richieste di soccorso che arrivano. Questo perché, rispetto alla prima ondata di Coronavirus, secondo il presidente del 118, è aumentato il numero di positivi che hanno bisogno di cure ospedaliere. Chiamano il 118 o si recano al pronto soccorso con insufficienza respiratoria acuta di gravità intermedia, polmoniti interstiziali e saturazione ai minimi. Ecco perché i reparti di terapia subintensiva e di Medicina d’urgenza ospedaliera, a detta sua, rischiano di non reggere.

Gli scienziati, intanto, continuano a cercare di capire quali sono i fattori scatenanti le forme più gravi di Coronavirus. È di ieri la notizia di uno studio che dice che chi ha avuto un raffreddore poco prima di prendersi il Covid rischia di sviluppare un grave tipo di infezione.

Situazione grave in tutta Italia

L’appello di Balzanelli arriva lo stesso giorno in cui l’Istituto superiore di sanità (Iss) diffonde i dati del suo ultimo report settimanale, a quattro mani con il ministero della Salute (per approfondire leggi qui: Covid, Iss: si va verso il lockdown). Il documento conferma le preoccupazioni del presidente del 118.

«L’epidemia in Italia è in ulteriore peggioramento – è scritto nel rapporto – compatibile ancora complessivamente con uno scenario di tipo 3, ma in evoluzione verso uno scenario di tipo 4 (per approfondire leggi qui: Covid, cos’è lo scenario 4 che porta al lockdown). In alcune regioni, la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4, con rischio di tenuta dei servizi sanitari nel breve periodo».

Le regioni con nuove restrizioni

Il consiglio degli esperti è di restare a casa il più possibile ed evitare contatti non necessari con persone esterne al proprio nucleo familiare. Si insiste anche affinché le Regioni valutino nuove misure anticontagio: lo stanno facendo.

Oggi, il governatore della Campania Vincenzo De Luca, dopo scuole medie ed elementari, ha chiuso anche la scuola dell’infanzia, da lunedì fino al 14 novembre (per approfondire leggi qui: Covid: nuove restrizioni in Campania). Ampliata la didattica a distanza in Piemonte.

La Valle D’Aosta, invece, ha adottato il coprifuoco, dalle 21 alle 5. È uno dei territori sorvegliati speciali, in queste ore: è la regione con il maggior numero di contagiati in rapporto alla popolazione. Anche in Liguria prorogata l’ordinanza che impone limiti agli spostamenti, tra le 21 e le 6.



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