Diritto e Fisco | Articoli

Pensione: bonus per i lavoratori con meno anzianità

1 Novembre 2020 | Autore:
Pensione: bonus per i lavoratori con meno anzianità

Lavoratrici madri e lavoratori precoci: maggiorazioni contributive, accrediti figurativi e anticipo del requisito anagrafico per il pensionamento.

I lavoratori assoggettati al calcolo interamente contributivo della pensione sono generalmente penalizzati rispetto a coloro che hanno diritto, almeno per una quota del trattamento pensionistico, al calcolo retributivo. Quest’ultimo sistema di calcolo, difatti, è basato sugli ultimi redditi, o sui redditi più favorevoli, nonché sull’anzianità contributiva collocata entro determinati periodi, mentre il sistema contributivo è basato esclusivamente sui versamenti accreditati a favore dell’iscritto, trasformati in pensione da un coefficiente che cresce con l’età. Questo coefficiente, il coefficiente di trasformazione, agganciato agli incrementi periodici della speranza di vita, non assicura un buon rendimento della contribuzione accreditata; per di più, anche il tasso di capitalizzazione, mediante il quale si rivalutano i contributi anno per anno, risulta da tempo veramente esiguo, in quanto collegato alla variazione quinquennale del Pil nominale (per approfondire: Calcolo contributivo della pensione).

Pur subendo notevoli svantaggi, i lavoratori ai quali si applica il calcolo contributivo della pensione fruiscono però di agevolazioni alle quali non possono accedere gli iscritti all’Inps ai quali si applica il calcolo retributivo o misto del trattamento, come l’accredito di contributi figurativi extra e l’anticipo del requisito anagrafico per il pensionamento per le lavoratrici madri, nonché l’applicazione di maggiorazioni contributive ai lavoratori precoci.

Facciamo allora il punto sulla pensione: bonus per i lavoratori con meno anzianità, chi può fruire dei benefici previdenziali, come funzionano le misure agevolative e quali sono le condizioni per applicarle.

Come mai, quando si parla di lavoratori assoggettati al calcolo interamente contributivo, si indicano gli iscritti all’Inps con meno anzianità? Normalmente i lavoratori assoggettati al calcolo contributivo non hanno alcuna anzianità contributiva, cioè alcun versamento all’Inps, alla data del 31 dicembre 1995.

Vero è che anche un lavoratore con anzianità al 31 dicembre 1995 può chiedere il ricalcolo contributivo della prestazione, come opzione autonoma [1], oppure come conseguenza dell’applicazione della facoltà di computo [2], dell’opzione donna [3] o del pensionamento in regime di totalizzazione [4] (in relazione a quest’ultimo caso, è bene sottolineare che non sempre totalizzare i contributi comporta il ricalcolo contributivo della prestazione pensionistica).

Tuttavia, non in tutti i casi in cui il trattamento di pensione subisca il ricalcolo contributivo per via dell’esercizio di una determinata opzione, spettano le agevolazioni fruibili dai lavoratori privi di contribuzione antecedente al 1996.

I benefici per le lavoratrici madri assoggettate al calcolo interamente contributivo della pensione, ad esempio, non sono fruibili dalle lavoratrici che escono con l’opzione donna, nonostante anche a queste si applichi il sistema contributivo per la determinazione del trattamento.

Osserviamo ora quali sono i benefici pensionistici spettanti ai lavoratori privi di anzianità assicurativa al 31 dicembre 1995.

Bonus lavoratori precoci con meno anzianità

In più occasioni abbiamo parlato dei lavoratori precoci e della loro possibilità di accedere alla pensione anticipata con soli 41 anni di contributi [5] (vedi: Pensione per i lavoratori precoci). Si tratta, in buona sostanza, dei lavoratori con almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del compimento del 19° anno di età, appartenenti a specifiche categorie tutelate (disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi civili dal 74%, addetti ai lavori usuranti e gravosi).

Non beneficiano, però, della pensione anticipata precoci i lavoratori che, per quanto abbiano iniziato a svolgere un’attività in giovanissima età, siano privi di contributi alla data del 31 dicembre 1995, ossia iscritti alla previdenza obbligatoria antecedentemente al 1996.

Questi lavoratori possono tuttavia godere di una diversa agevolazione: la maggiorazione dei periodi contribuiti ai fini della pensione.

In particolare, i lavoratori precoci beneficiari della maggiorazione contributiva sono coloro che non possiedono versamenti prima del 1996, quindi coloro il cui trattamento pensionistico è calcolato col sistema integralmente contributivo.

Per questi iscritti, la contribuzione accreditata per i periodi di attività precedenti al raggiungimento del 18° anno di età viene maggiorata del 50%, cioè moltiplicata per 1,5 [6].

Efisio ha svolto dei lavori, prima del compimento dei 18 anni di età, per un periodo complessivo pari a 6 mesi. Ai fini della pensione, considerando che si tratta di periodi di lavoro svolto durante la minore età, spetta la maggiorazione del 50%: Efisio potrà dunque contare 12 mesi e non 6 per il diritto a pensione.

Contributi figurativi per le lavoratrici madri con meno anzianità

Un importante beneficio, a favore di chi possiede meno anzianità ed è assoggettato al calcolo integralmente contributivo della pensione, riguarda le lavoratrici madri.

Nel dettaglio, le madri lavoratrici, il cui primo contributo risulta accreditato dal 1° gennaio 1996 in avanti, hanno diritto a vedersi riconoscere i contributi figurativi nella misura seguente [7]:

  • 170 giorni per ciascun figlio, per ogni assenza dal lavoro per la sua educazione ed assistenza, fino al 6° anno di età;
  • 25 giorni all’anno, sino a un massimo di 24 mesi nell’arco dell’intera carriera, in relazione alle assenze per l’assistenza del figlio minore di sei anni, se portatore di handicap ai sensi della Legge 104.

Alle lavoratrici madri alle quali si applica il calcolo contributivo del trattamento spettano inoltre i benefici riconosciuti alla generalità delle lavoratrici con figli, comprese le aventi diritto al sistema retributivo o misto di calcolo della pensione:

  • accredito dei contributi figurativi durante l’astensione obbligatoria per maternità, comprese le ipotesi di interdizione dal lavoro anticipata e posticipata;
  • accredito dei contributi figurativi durante l’astensione obbligatoria per maternità avvenuta al di fuori del rapporto di lavoro, nel limite di 22 settimane di contributi; quest’agevolazione spetta però solo se l’interessata risulta in attività alla data del 27 aprile 2001 e se può far valere, all’atto della domanda, almeno 5 anni di contributi;
  • accredito della contribuzione figurativa durante il periodo di congedo parentale (o astensione facoltativa per maternità), durante i permessi per l’allattamento e durante i congedi per malattia del bambino.

Anticipo della pensione per le lavoratrici madri con meno anzianità

A favore delle iscritte all’Inps con meno anzianità, la cui pensione si calcola col sistema interamente contributivo, è previsto il diritto al riconoscimento di un anticipo della pensione.

Si tratta, più precisamente, di un anticipo del requisito di età per il trattamento pensionistico, rispetto al requisito anagrafico di accesso alla pensione di vecchiaia; lo sconto è pari a 4 mesi per ogni figlio, fino ad un massimo di 12 mesi. Dal 4° figlio in poi, non è previsto alcun beneficio aggiuntivo.

Maggiorazione della pensione per le lavoratrici madri con meno anzianità

In alternativa all’anticipo del requisito di età per la pensione, la madre lavoratrice può ottenere una pensione più alta, maggiorando il coefficiente di trasformazione corrispondente all’età in cui avviene l’accesso alla pensione, in misura pari a:

  • 1 anno, in caso di uno o due figli;
  • 2 anni, in caso di tre o più figli.

Ricordiamo che il coefficiente di trasformazione, o coefficiente moltiplicatore, è il valore che trasforma i contributi accumulati e rivalutati in assegno di pensione. Questo valore cresce con l’età pensionabile: in pratica, più il pensionato è in avanti con gli anni, più il coefficiente è alto e più risulta elevato il trattamento previdenziale.

Rita ha un montante contributivo rivalutato pari a 350.000 euro. Si pensiona a 64 anni, col coefficiente moltiplicatore del 5,083%. Le spetterebbe dunque una pensione annua pari a 17.790,50 euro (350.000 x 5,083%). Poiché Rita non ha contribuzione antecedente al 1996 ed ha 2 figli, le spetta però l’applicazione del coefficiente più favorevole per chi si pensiona a 65 anni, pari al 5,245%. Rita ha dunque diritto a una pensione più alta, che ammonta a 18.357,50 euro.


note

[1] L. 335/1995.

[2] Art. 3 DM 282/1996.

[3] Art. 16 DL 4/2019.

[4] Art.1 D.lgs. 42/2006.

[5] Art. 1 Co. 199 e ss. L. 232/2016.

[6] Art. 1 co. 7 L. 335/1995.

[7] Art.1 co.40 L. 335/1995.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube