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Covid: cosa decide il Governo nel week end

31 Ottobre 2020 | Autore:
Covid: cosa decide il Governo nel week end

Acceso dibattito nella maggioranza: verso ulteriori restrizioni alle attività commerciali e alla mobilità. Possibili lockdown territoriali dove l’Rt è più alto.

C’è una sola certezza in questo weekend di Halloween in cui l’Italia affronta il fantasma del coronavirus: il Governo, da qui a lunedì, non deciderà il lockdown generale. Nel lungo – e per niente sereno – vertice di maggioranza di ieri sera, questa ipotesi è stata accantonata. Almeno per una settimana, poi i numeri della pandemia diranno se sarà il caso di staccare la spina al Paese per un po’ di tempo in modo da abbassare la curva dei contagi o se fare dei blackout mirati.

Quest’ultima, però, è un’ipotesi sulla quale si discute in queste ore e che potrebbe rendersi concreta nel fine settimana. I dati di ieri hanno spaventato alcuni ministri (quello della Salute, Roberto Speranza, e quello dei Beni Culturali, Dario Franceschini, in testa). E, secondo quello che era già stato stabilito nei giorni scorsi, in teoria i lockdown locali sono, ormai, inevitabili: l’indice Rt, quello che misura la capacità di trasmissibilità del virus, è sopra il 2 in un paio di regioni, ovvero Lombardia e Piemonte. Ma anche città come Milano, Napoli, Como, Varese, Caserta o Genova sono attorno a quella cifra. I patti erano patti: dove si supera quel dato, si chiude.

Non ci sarebbe da stupirsi, dunque, durante l’incontro di lunedì in Regione Lombardia tra il governatore Attilio Fontana ed il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, si decidesse di isolare Milano e di prendere nuovi provvedimenti restrittivi, sempre che non vengano anticipati nelle prossime ore dal Governo. Il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, ha già annunciato ieri i suoi. Il più clamoroso, la chiusura degli asili e delle scuole che rimanevano ancora aperte, in linea con quello che ha deciso Michele Emiliano per la Puglia.

Il Governo decide nel weekend se prendere provvedimenti di questo tipo in altre zone del Paese o se lasciare che siano i governatori a farsi avanti. E valuta anche ulteriori restrizioni alle attività commerciali e alla mobilità dei cittadini: probabile che il coprifuoco venga anticipato per costringere un numero ancor più ampio di cittadini a restare a casa da una certa ora in poi.

Speranza e Franceschini seguono la linea dura: di fronte a un’Italia alle porte dello scenario 4, quello più grave, quello che impone il lockdown totale, bisogna intervenire nel modo più drastico possibile, dicono. Il che comporta, però, prendere una decisione sulla quale all’interno del Governo non tutti sono d’accordo: il lockdown totale comporta una nuova chiusura delle scuole. Un’ipotesi che al vertice di maggioranza di ieri sera ha fatto «gonfiare la giugulare» a qualche ministro, fermamente contrario alla possibilità di ricorrere esclusivamente alla didattica a distanza. Tra questi, ovviamente, la responsabile dell’Istruzione, Lucia Azzolina, secondo cui «La scuola è un luogo sicuro».

La discussione non è finita, Italia Viva ha chiesto di riprenderla oggi. Conte aveva chiesto tempo, ma i numeri incalzano e rendono la situazione più grave del previsto. Il Pd chiede di intervenire già da lunedì con un’ulteriore stretta. Ecco, dunque, che il Governo si trova a decidere se aspettare ancora un po’ o se attuare fin da subito nuove restrizioni. In questo strano weekend di Halloween in cui le tradizionali maschere lasciano spazio alle mascherine e dolcetti o scherzetti sembrano fuori luogo come non mai.



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