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Lo sai che? Nuova famiglia: non giustifica la riduzione del mantenimento dei figli

Lo sai che? Pubblicato il 16 dicembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 dicembre 2013

La nascita di un figlio da una nuova relazione non giustifica di per sé la riduzione dell’assegno di mantenimento a favore del figlio nato dal precedente matrimonio, a maggior ragione se si gode del contributo economico del nuovo convivente.

Un genitore separato che abbia avuto un figlio da una nuova relazione non è legittimato, solo per questo, ad ottenere dal giudice una riduzione dell’assegno di mantenimento che versa al figlio del primo matrimonio. È invece necessario motivare tale richiesta di riduzione con ulteriori circostanza come la prova di aver subito una effettiva diminuzione delle proprie capacità economiche.

Il problema

Com’è noto, ciascun genitore deve contribuire al mantenimento dei figli in proporzione alle proprie sostanze e alle capacità di lavoro, sia esso professionale che casalingo [1].

Il dovere di mantenere la prole, ad esempio, è indipendente dal fatto che i genitori siano sposati e permane anche nel caso in cui essi creino una nuova famiglia. Esso, infatti, coincide con un preciso diritto di tutti i figli a essere mantenuti (siano essi nati fuori che dentro il matrimonio).

Inoltre, neppure il maggior reddito di uno dei genitori (per es.: per aver trovato lavoro o un lavoro più redditizio) autorizza l’altro a diminuire il mantenimento dato alla prole fino a quel momento.

Tuttavia è possibile fare ricorso al Tribunale [2] per chiedere l’aumento del mantenimento dovuto da un genitore (quello che ha incrementato il suo reddito) al  fine di offrire al bambino maggiori benefici in termini di opportunità e di stile di vita (attività sportive, lezioni private, ecc.).

Così è anche nel caso contrario; ossia nel caso di un decremento delle capacità economiche di un genitore. In tale ipotesi, il genitore che dimostri le proprie difficoltà economiche potrà chiedere al giudice una riduzione del mantenimento dovuto.

Tali possibilità, però, hanno dei limiti, più volte ribaditi dai giudici.  I figli, infatti, non possono subire le ripercussioni delle scelte operate dai genitori.

Per questo motivo un genitore separato che abbia avuto dei figli da una nuova relazione, non può chiedere al Tribunale una riduzione dell’assegno di mantenimento motivandola solo sulla base di tale circostanza. Per ottenere una riduzione del l’assegno, invece, dovrà sostenere e provare di aver subito una effettiva diminuzione delle proprie capacità economiche.

Le soluzioni della Cassazione

Sul punto, la Corte di Cassazione si è già espressa in passato, affermando che la costituzione di un nuovo nucleo familiare cui dover anche provvedere, manifesta una libera scelta e non legittima di per sé il genitore a chiedere al giudice una diminuzione del contributo per il mantenimento dovuto ai figli nati in precedenza [3].

In altre parole, la formazione di una nuova famiglia mantiene fermi per i genitori gli obblighi di mantenimento della prole nata da una precedente unione.

Lo ha ribadito la Corte di Cassazione in una recente pronuncia [4], in cui ha negato la domanda di riduzione dell’assegno per il figlio nato dal precedente matrimonio da parte di un padre separato e motivata dal fatto di aver creato una nuova famiglia della quale occuparsi.

Secondo i giudici, infatti, l’uomo non aveva provato la riduzione delle proprie capacità economiche. Anzi, poiché la sua compagna contribuiva in modo determinante alle spese del nuovo nucleo familiare,  anche la costituzione di una nuova famiglia lasciava inalterate  le capacità di reddito del genitore tenuto al mantenimento per i figli nati dalla prima unione.

note

[1] Art. 147 e 148  comma 1 cod. civ.

[2] Art. 710 cod. proc. civ. e art. 9 L.898/70.

[3] Cass. sent. n. 15065/00.

[4] Cass. sent. n. 23090/13 del 10.10.13.

Autore immagine: 123rf.com

La necessità di provvedere ai bisogni di un figlio nato da una nuova relazione non è sufficiente poter chiedere e ottenere dal Tribunale, in via automatica, una riduzione del mantenimento per la prole nata da una precedente unione.

Per ottenere tale modifica, invece, il genitore obbligato deve provare la concreta diminuzione delle sostanze o della propria capacità di reddito. Essa, tra l’altro, non può ritenersi concretizzata se il convivente, con i propri mezzi, contribuisca alle spese della nuova famiglia, riequilibrando così le capacità di spesa del partner.


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