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Quando viene pagata la seconda rata del Tfr?

1 Novembre 2020
Quando viene pagata la seconda rata del Tfr?

Il lavoratore matura, nel corso del rapporto di lavoro, una retribuzione differita che viene erogata alla fine del contratto.

Sei un lavoratore subordinato. Hai ricevuto la lettera di licenziamento. Il tuo rapporto di lavoro è cessato e vuoi sapere quali sono i termini di pagamento del trattamento di fine rapporto.

In base alla legislazione lavoristica italiana, il lavoratore non riceve, durante il corso del rapporto di lavoro, tutte le somme che gli spettano in base alla legge ed al contratto collettivo. Esiste, infatti, una parte della retribuzione che viene accantonata anno per anno ed erogata al lavoratore solo in caso di cessazione del rapporto di lavoro. Tale emolumento è il trattamento di fine rapporto.

Può accadere che il datore di lavoro non eroghi il Tfr tutto in un’unica soluzione ma in più tranche. In questo caso il lavoratore si chiede: quando viene pagata la seconda rata del Tfr? In realtà, la possibilità di un pagamento rateale del Tfr è realizzabile solo su accordo delle parti posto che, in assenza di una esplicita intesa, il Tfr deve essere pagato tutto alla fine del rapporto di lavoro.

Che cos’è il Tfr?

Quando inizia un nuovo rapporto di lavoro [1], il datore di lavoro ed il lavoratore si assumono degli obblighi reciproci. Il lavoratore si impegna a recarsi al lavoro nella sede prevista dal contratto e nel rispetto dell’orario di lavoro previsto dalla lettera di assunzione. Il datore di lavoro, dal canto suo, si impegna ad erogare al lavoratore la retribuzione ed a garantirgli tutti i diritti previsti dalla legge e dal contratto collettivo.

Il lavoratore, tuttavia, non riceve l’intera retribuzione mensilmente in busta paga. Vi sono, infatti, degli elementi retributivi che vengono erogati al lavoratore in un momento successivo, differito nel tempo. È il caso delle mensilità aggiuntive (tredicesima e quattordicesima) che vengono pagate, solitamente, a luglio e in prossimità delle festività natalizie.

Inoltre, esiste anche un altro emolumento, denominato trattamento di fine rapporto (o semplicemente Tfr), che viene accantonato anno per anno, durante lo svolgimento del rapporto di lavoro, ed erogato in ogni ipotesi di cessazione del rapporto stesso. Si tratta, dunque, di una retribuzione differita che persegue una finalità di carattere sociale: consentire al lavoratore, in caso di perdita del lavoro, di avere a disposizione una somma di denaro accantonata negli anni.

Come si calcola il Tfr?

Per espressa disposizione di legge [2], il trattamento di fine rapporto si calcola dividendo la retribuzione annuale percepita dal lavoratore per 13,5. Tale importo costituisce l’accantonamento annuo del Tfr. Fanno parte della base di calcolo del Tfr non solo la retribuzione mensile ma tutti gli emolumenti corrisposti al lavoratore con carattere di continuità, fatta eccezione per i rimborsi spese.

In ogni caso, i contratti collettivi di lavoro possono prevedere delle deroghe relative alla base di calcolo del Tfr, ad esempio, escludendo che determinati emolumenti debbano essere computati nel calcolo di tale istituto.

Il trattamento di fine rapporto che il lavoratore riceverà alla fine del rapporto di lavoro sarà, quindi, la risultante della somma degli accantonamenti annui effettuati per tutta la durata del rapporto di lavoro. Inoltre, le somme accantonate sono soggette ad un meccanismo di rivalutazione al fine di preservarne il potere di acquisto.

Quando viene pagato il Tfr?

La legge prevede che il trattamento di fine rapporto debba essere erogato al lavoratore in ogni ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro. Il Tfr, quindi, viene pagato indipendentemente dal motivo che determina la fine del rapporto. Tale emolumento spetta dunque in caso di:

  • licenziamento;
  • dimissioni;
  • risoluzione consensuale del rapporto di lavoro;
  • morte del dipendente.

Per quanto concerne le tempistiche di pagamento del Tfr, il credito del lavoratore diventa liquido ed esigibile alla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Tuttavia, nella gran parte dei casi, il datore di lavoro non è materialmente in condizione di erogare il Tfr il giorno stesso in cui il rapporto di lavoro cessa perché è necessario effettuare una serie di conteggi legati sia al calcolo dell’emolumento spettante al dipendente sia della tassazione da applicare.

Per questo, alcuni Ccnl prevedono determinate tempistiche di erogazione del Tfr che, spesso, vanno dai 30 ai 60 giorni successivi alla data di cessazione del rapporto di lavoro.

In alcuni casi, il datore di lavoro chiede al lavoratore la disponibilità ad un pagamento rateale del Tfr. In questo caso il lavoratore deve sapere che la rateizzazione del pagamento può avvenire solo con il suo consenso posto che, come regola generale, il Tfr andrebbe pagato in un’unica soluzione all’atto della cessazione del rapporto di lavoro.


note

[1] Art. 2094 cod. civ.

[2] Art. 2120 cod. civ.


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