Salute e benessere | Articoli

Distorsione della caviglia: sintomi e rimedi

19 Novembre 2020 | Autore:
Distorsione della caviglia: sintomi e rimedi

Trauma alla caviglia: disturbi, diagnosi, cause e trattamento. Le ultime pronunce giurisprudenziali.

Ami praticare sport all’aria aperta. Hai sempre amato correre immersa nella natura. Ogni mattina, all’alba, indossi scarpe da ginnastica e tuta e vai a correre. Puoi spingerti fin dove vuoi, puoi scegliere tu la direzione e l’andamento da seguire (lento o veloce che sia). Tutto dipende da te e dalla tua forza di volontà. Un vecchio adagio di Confucio recita così: «Quando corro tutti i pensieri volano via. Superare gli altri è avere la forza, superare se stessi è essere forti». Ormai, riesci a percorrere diversi chilometri con una certa facilità. Per te, correre è un modo per scaricare la tensione quotidiana, partorire nuove idee e dedicare del tempo al tuo benessere psicofisico.

Un bel giorno, decidi di percorrere un nuovo sentiero. La superficie è irregolare. Mentre sei distratta dai mille pensieri che ti frullano per la testa, non fai caso ad una buca. Ci inciampi in pieno. Il piede ruota verso l’interno (la pianta è rivolta verso l’altro piede) provocando uno stiramento dei legamenti della caviglia oltre i loro limiti normali. Si tratta di una distorsione della caviglia: quali sono i sintomi e i rimedi? Avverti un dolore atroce e riesci a camminare a fatica. La caviglia si gonfia. Potresti avere degli spasmi muscolari, ovvero delle contrazioni involontarie dei muscoli intorno alla caviglia. In caso di un danno ai nervi, potresti riscontrare dei problemi nel percepire la posizione del piede e della caviglia senza guardarli.

Come intervenire in questi casi? È consigliabile rivolgersi subito al medico che, a seguito di un esame obiettivo e della radiografia, potrà diagnosticare la distorsione della caviglia.

Quali sono i rimedi? In genere, per le distorsioni lievi si ricorre alla terapia Price (protezione, riposo, ghiaccio, compressione con bendaggio ed elevazione della gamba), per le distorsioni di grado moderato si procede con l’immobilizzazione e la fisioterapia e, nei casi più gravi, è necessario sottoporsi ad un intervento chirurgico.

Per saperne di più sulla distorsione della caviglia, abbiamo intervistato il dr. Luca Bertelli, fisioterapista specializzato in manipolazione fasciale, viscerale, vertebrale e in rieducazione vestibolare. Dopo l’intervista, ti spiegherò se la visita di fisioterapia può essere considerata o meno un’assenza per malattia e, a seguire, ti parlerò di due interessanti pronunce della Corte di Cassazione e del Tar di Bologna.

Quali sono le diverse tipologie di distorsione?

Fondamentalmente, i gradi di una distorsione di caviglia vanno in base alla severità del trauma ed alle conseguenze che ha portato a livello muscolo-ligamentoso dell’articolazione:

  • grado 0: tilt astragalico inferiore a 8°, non rotture legamentose;
  • grado 1: tilt astragalico (10°-20°), rottura legamento peroneo- astragalico anteriore;
  • grado 2: tilt astragalico (20°-30°), rottura legamento peroneo- astragalico anteriore e peroneo calcaneare;
  • grado 3: tilt astragalico superiore a 30°, rottura di tre legamenti.

Vediamo quindi che si passa da un grado zero, con remissione spontanea dei sintomi e dolore protratto per pochi giorni, fino ad un grado 3 che si sostanzia nella rottura completa dei 3 legamenti cardine e richiede un intervento di chirurgia.

Quali sono i sintomi della distorsione della caviglia?

Indipendentemente dalla severità del trauma, possiamo inquadrare qualche sintomo canonico:

  • il dolore localizzato a livello della zona anteriore del malleolo peroneale, che si presenta durante la palpazione;
  • la tumefazione (modesta o cospicua) a livello periarticolare ed articolare, segno della rottura della piccola arteriola passante al di sopra del legamento peroneo-astragalico anteriore (segno di Robert-Jaspert);
  • la limitazione funzionale causata dal dolore che il paziente avverte durante i movimenti dell’articolazione;
  • l’instabilità dell’articolazione tibio-tarsica.

Cosa comporta la distorsione della caviglia?

Nella distorsione alla caviglia, quasi sempre rimane un dolore residuo abbastanza significativo che comporta una limitazione funzionale e del ROM di movimento. Anche e soprattutto dopo la remissione spontanea (se possibile) dei sintomi o, in misura minore, dopo aver curato in prima battuta il trauma, si ha una percentuale variabile di pazienti, che va dal 10% al 30%, che lamenta una sintomatologia cronica caratterizzata da sinoviti, tendinopatie, rigidità, aumento di volume, dolore ed insufficienza muscolare, associati o meno ad instabilità del collo del piede con difficoltà a deambulare su terreni irregolari o episodi distorsivi recidivanti.

Questo avviene perché il danno del trauma distorsivo non avviene solo a carico del tessuto legamentoso, ma anche del tessuto nervoso e muscolo-tendineo e soprattutto a livello della fascia, ovvero del tessuto connettivo che riveste e stabilizza, tramite i retinacoli, l’articolazione in questione.

Cosa si deve fare subito dopo aver preso una distorsione?

Il protocollo più accreditato per le lesioni acute è il Price (Protection Rest Ice Compression Elevation), che è andato a sostituire il vecchio Rice, aggiungendo il tema della protezione della zona.

Dopo la Protezione abbiamo:

  • rest, ovvero il riposo iniziale per evitare ulteriori sollecitazioni meccaniche;
  • ice: l’utilizzo di ghiaccio;
  • compression: bendaggi compressivi per aiutare il drenaggio dell’edema e la stabilizzazione dell’articolazione;
  • elevation: elevazione dell’arto per scongiurare ristagni venosi.

Cosa non si deve fare in caso di distorsione della caviglia?

Nelle prime ore, bisogna evitare sollecitazioni e limitarsi a seguire il protocollo Price, dopodiché, bisogna evitare stress meccanici eccessivi ed attività particolarmente invasive, ma si deve altresì evitare la completa immobilità, rintroducendo gradualmente “l’optimal landing’’ (carico ottimale).

Per un pronto intervento, sono utili ghiaccio e fasciatura? Quanto tempo è consigliabile tenere il ghiaccio sulla caviglia?

Certamente. Per quanto riguarda la fasciatura, deve essere realizzato un bendaggio compressivo per drenare l’edema. Il ghiaccio invece, in prima battuta, può essere utilizzato per ridurre il dolore con impacchi brevi (magari alternati ad una fonte di calore) 2’x 3 volte per 2/3 volte al giorno.

Come avviene la diagnosi di distorsione della caviglia? 

La diagnosi può essere clinica o tramite l’imaging (RX, RMN, …). Per determinare la gravità della distorsione, è necessario mobilizzare l’articolazione della caviglia in vari modi. Tuttavia, in presenza di dolore e gonfiore notevoli o di spasmi muscolari, l’esame viene solitamente rinviato fino a quando non vengano eseguite radiografie per accertare eventuali fratture.

Solitamente, il medico è in grado di diagnosticare una distorsione sulla base dei riscontri all’esame obiettivo. Tuttavia, talvolta si può eseguire una radiografia per verificare la presenza di una frattura, se:

  • il dolore è particolarmente intenso in determinate zone della caviglia a causa del dolore, il soggetto non è assolutamente in grado di caricare la caviglia;
  • il soggetto ha un’età superiore ai 55 anni.

Qual è il professionista a cui rivolgersi per il trattamento della distorsione della caviglia?

Sicuramente, il professionista più adatto per seguire l’iter riabilitativo è un fisioterapista a cui è fondamentale affidarsi per evitare che si instaurino meccanismi compensatori che possono sfociare in un’instabilità di caviglia piuttosto che in deficit muscolari od in posture antalgiche che prima o poi porteranno ad ulteriori problemi, non solo a livello locale.

Il fisioterapista manipolerà il tessuto connettivo per eliminare le densificazioni fasciali che causano dolori anche in altri distretti (ginocchio, anca, ecc.), oppure stilerà un iter rieducativo con esercizi attivi, pliometrici, isometrici, ecc. per il reinserimento del paziente in un contesto per esempio sportivo.

Fare un percorso di rieducazione sportiva con importanti densificazioni fasciali ed alterazioni delle afferenze nervose non è saggio, come non lo è fare l’opposto, in un’ottica lungimirante.

Quali sono i trattamenti consigliati in caso di distorsione della caviglia?

La base del trattamento consiste in riposo, ghiaccio, elevazione dell’arto interessato, farmaci antiinfiammatori per i primissimi giorni, a meno che non si riveli fondamentale un intervento chirurgico per la ricostruzione delle strutture danneggiate, dopodiché è necessario considerare delle vere e proprie metodiche utilizzate da un professionista sanitario.

Personalmente, mi occupo soprattutto dell’ambito del dolore, della limitazione funzionale e del ROM e di un recupero motorio compromesso da cause strutturali. Una terapia elettiva per questa fattispecie, anche dopo un intervento chirurgico, è la manipolazione fasciale, metodica che si occupa di valutare e trattare le cause che impediscono un ritorno fisiologico, sotto tutti gli aspetti, dell’articolazione.

In prima istanza può essere molto utile per il drenaggio dell’edema, permettendo di lavorare anche in zone decentrate rispetto alla sede del dolore.

Dopodiché, si continua a rivelare fondamentale nel trattamento delle densificazioni della fascia che, se non trattate, favoriscono l’insorgenza di recidive e non permettono alle terminazioni nervose libere di inviare e ricevere impulsi propriocettivi corretti, ostacolando il recupero.

A coadiuvare la terapia manuale, possono essere d’aiuto alcuni elettromedicali come il laser per la riduzione dell’infiammazione, gli ultrasuoni, ecc.. e di fondamentale importanza sono degli esercizi di rinforzo muscolare e di propriocezione.

E se, nonostante le terapie, il dolore alla caviglia non passa?

A questo punto, l’incarico è dimesso alla professionalità e competenza del fisioterapista, il quale dovrà rivalutare il caso e capire cosa non è andato nel verso giusto.

Quali sono i tempi di guarigione in caso di distorsione della caviglia?

Il tempo necessario al recupero del movimento, a seguito di una distorsione della caviglia, dipende dalla serietà del trauma subito. In genere, i tempi di ripresa vanno dalle 3 alle 6 settimane, che ovviamente possono variare a seconda di diversi fattori come intervento chirurgico, lesione parziale o totale di uno o più legamenti piuttosto che assenza di lesione strutturale, ecc.

Altre informazioni utili?

Un consiglio cardine è non aspettare troppo tempo per affidarsi ad un professionista. Se occuparsi da subito del problema è un’ottima strategia, favorire la cronicizzazione di un problema ignorandolo è una strategia deleteria che porterà il paziente, prima o poi, a rivolgersi ugualmente al fisioterapista ma con un quadro ben peggiore e con ulteriori compromissioni.

Fisioterapia: giurisprudenza

Dopo averti illustrato come comportarsi in caso di distorsione alla caviglia nell’intervista al dr. Luca Bertelli, a seguire ti spiegherò se la visita dal fisioterapista si considera malattia e, poi, ti parlerò di due interessanti pronunce giurisprudenziali.

In una circolare [1], l’Inps ha chiarito che il dipendente che deve assentarsi dal lavoro per fare una visita medica o per sottoporsi ad una terapia ambulatoriale anche in regime di day hospital (ad esempio, in caso di una seduta di fisioterapia) ha lo stesso trattamento dell’assenza per malattia. Questo vale anche per i cicli di cura ricorrenti.

Tuttavia, se devi fare una seduta di fisioterapia, non è detto che debba assentarti dal lavoro per l’intera giornata; potresti, infatti, riuscire a rientrare in ufficio in tempo utile e recuperare.

Al contrario, se la seduta di fisioterapia ha una breve durata, non ti verrà riconosciuta la malattia a meno che:

  • non si tratti di un controllo urgente a cui non puoi sottoporti dopo l’orario di lavoro (ad esempio, a causa della disponibilità del fisioterapista);
  • l’intervento del professionista richiede la necessità di un ricovero, in quanto il percorso di riabilitazione dura un tot di giorni.

Ora, scopriamo insieme quando è legittimo il licenziamento del lavoratore che si è assentato dal lavoro per guarire dalla distorsione alla caviglia e quando è illegittimo il disconoscimento della dipendenza dell’infermità da causa di servizio.

Licenziamento del lavoratore in malattia: quando è legittimo?

Nel caso sottoposto all’attenzione della Corte di Cassazione [2], un lavoratore si trovava ufficialmente in malattia a causa di una distorsione alla caviglia, riportata a seguito di un infortunio sul lavoro. Il lavoratore era stato sorpreso a svolgere un’attività agonistica in netto contrasto con le proprie precarie condizioni fisiche e con aggravamento dei postumi. Pertanto, è stato licenziato. Nel caso di specie, la Suprema Corte ha confermato il licenziamento del lavoratore.

Infermità per causa di servizio ed equo indennizzo

Nel caso analizzato dal Tar di Bologna [3], un lavoratore aveva documentato di aver subìto due infortuni. Il primo consisteva in un tamponamento mentre si trovava alla guida dell’auto per recarsi dall’abitazione al lavoro, con conseguente “rettilineizzazione del rachide cervicale” per complessivi settantanove giorni di allontanamento dal servizio. Questo era stato qualificato dal Comando di appartenenza «incidente di tipo B in itinere per raggiungere il posto di lavoro».

Nel secondo infortunio, il lavoratore aveva subito una distorsione alla caviglia, durante una prova di efficienza sportiva, consistente in una marcia di 15 km, con conseguente collocamento in aspettativa per complessivi ventitre giorni. Questo infortunio era stato definito dallo stesso Comando «incidente di tipo A mentre partecipava alle prove di efficienza operativa: marcia di 15 km».

Pertanto, il Tar di Bologna ha stabilito che è illegittimo il disconoscimento della dipendenza da causa di servizio di determinate infermità, ove l’interessato abbia documentato di aver subito gli infortuni sopra descritti.


note

[1] Circ. Inps n. 192/1996.

[2] Cass. civ. sez. lav. n.10647 del 02.05.2017.

[3] Tar Bologna (Emilia-Romagna) sez. II n.2039 del 13.09.2006.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

4 Commenti

  1. Purtroppo, so cosa significa prendersi una distorsione della caviglia. Sono stati mesi pesanti, per me che sono sempre stata abituata a praticare attività fisica quotidianamente e stare ferma per tutto quel tempo è stato uno strazio… Non volevo usare le stampelle, quindi per spostarmi da una stanza all’altra saltellavo sull’altra gamba. Immaginate quanto era tonica la gamba su cui mi spostavo ogni giorno, rispetto all’altra. Per fortuna, piano piano sono riuscita a riprendere il ritmo negli allenamenti, ma è stata dura sia fisicamente che psicologicamente

  2. Trovo molto interessante questo articolo. Domande che mi sarei posto anche io sull’aspetto che attiene alla salute e spiegazioni chiare sui miei diritti. Mi serve saperlo perché così riesco a gestire la situazione sul piano lavorativo. Ora, ho tutte le informazioni a riguardo.

  3. Vi racconto la mia terribile esperienza a seguito della distorsione della caviglia, Nella mia città, ortopedia, per nominata, non funziona bene. Pensate che quando ho mostrato le lastre al medico, questi mi ha pure chiesto quale fosse il piede infortunato… E c’era scritto. Ora, anche un profano sa leggere una lastra. Ditemi voi come stiamo messi in fatto di sanità! Dovrebbero investire di più sulle strutture sanitarie e non intascarsi i soldi!!!

  4. Mia madre è scivolata nei luoghi di lavoro e si è presa una bella distorsione. In casa, abbiamo le scale, quindi, per facilitarle gli spostamenti, abbiamo improvvisato una zona notte nel salone e abbiamo trovato dei piccoli metodi per aiutarla a spostarsi. Lei ha indossato per un po’ il tutore ed è riuscita a riprendersi presto per fortuna. Ma è tornato utile seguire le indicazioni di alcuni professionisti preparati, mentre in giro ci sono tanti “esperti” che sono tali soltanto perché hanno il titolo e poi magari ti consigliano di intervenire chirurgicamente anche quando non è necessario, anziché considerare l’opzione come ultima spiaggia.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube