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Minore può sporgere denuncia?

1 Novembre 2020 | Autore:
Minore può sporgere denuncia?

Un minorenne può sporgere querela? Cosa succede se il minore deve denunciare i genitori? Denuncia sporta da minore: quali effetti?

La maggior parte dei crimini che sono commessi sul territorio italiano sono perseguiti dalla legge perché c’è qualcuno che ha provveduto a sporgere denuncia; in genere, la vittima. Le autorità intervengono senza bisogno di segnalazione solamente nei casi di reati particolarmente gravi: si pensi alle associazioni di narcotrafficanti scoperte grazie agli agenti infiltrati, oppure agli atti di terrorismo sventati per via del lavoro dell’intelligence. La denuncia diventa dunque uno strumento fondamentale per aiutare la giustizia a fare il suo corso. Con questo articolo ci soffermeremo su un particolare aspetto: vedremo se un minore può sporgere denuncia.

Per la legge, sono considerati minorenni tutti coloro che ancora non hanno compiuto i diciotto anni. Il codice penale, però, garantisce anche a una determinata categoria di minori la possibilità di sporgere denuncia/querela, nonostante non abbiano raggiunto i diciotto anni di età. In tutti gli altri casi, la segnalazione alle autorità dovrà essere fatta dai genitori o da coloro che hanno la rappresentanza legale del minore. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo quando il minore può sporgere denuncia.

Denuncia: cos’è?

La denuncia è la segnalazione fatta alle autorità competenti di un fatto che costituisce reato.

La denuncia può essere scritta oppure orale. Nel primo caso, si deposita presso le autorità un documento in carta semplice in cui è riportato il fatto criminoso che si intende denunciare.

Per scrivere una denuncia non occorre alcuna formalità; la cosa essenziale, però, è che essa sia sottoscritta: una denuncia anonima non può essere presa in considerazione dalle autorità.

La denuncia orale, invece, è sporta presentandosi di persona alle autorità competenti: sarà l’ufficiale di turno a raccogliere per iscritto le dichiarazioni e, al termine, a far apporre la firma in calce.

Al termine, l’autorità che ha ricevuto la denuncia rilascia un’attestazione di ricevuta per avvenuta presentazione di denuncia.

Querela: cos’è?

La querela è la segnalazione, fatta alle autorità competenti, di un fatto che costituisce reato e che è procedibile solo a querela di parte.

La querela può essere sporta solamente dalla vittima del reato, ovvero da persona che la rappresenti (tutore, genitore, rappresentante legale, avvocato munito di procura speciale), entro il termine di tre mesi dal momento in cui si è avuta conoscenza del crimine (termine prolungato a sei mesi per alcuni reati, come lo stalking e la violenza sessuale)

La querela può essere scritta oppure orale, esattamente come la denuncia.

Minorenne: può sporgere denuncia?

Secondo il codice penale, i minori che non hanno compiuto quattordici anni non possono sporgere querela; al loro posto, possono procedere i genitori o, in assenza, altra persona che ne abbia la rappresentanza (tutore, curatore speciale, ecc.) [1].

La legge parla di querela, ma la norma può essere estesa anche alla classica denuncia di un reato procedibile d’ufficio.

In pratica, il minorenne che abbia compiuto i quattordici anni può decidere autonomamente di sporgere denuncia/querela, magari recandosi di persona presso le autorità (polizia, carabinieri, ecc.).

Il minore di quattordici anni, invece, non può sporgere querela. Affinché l’atto sia giuridicamente valido, occorre che al suo posto proceda uno dei genitori o altra persona che ne abbia la rappresentanza legale.

Minore: chi decide se sporgere denuncia?

Come appena ricordato, il minorenne che abbia compiuto i quattordici anni può sporgere querela autonomamente.

La legge precisa però che la querela del quattordicenne può essere sporta anche dal genitore, nonostante ogni contraria dichiarazione di volontà, espressa o tacita, del minore.

In altre parole, la legge prevede queste distinzioni:

  • se il minore non ha compiuto ancora quattordici anni, la querela può esser sporta solo dal genitore o da chi ne abbia la rappresentanza legale;
  • se il minore ha compiuto quattordici anni, allora la querela può essere sporta personalmente dal minorenne stesso o, in alternativa, dal genitore. La volontà di quest’ultimo di sporgere querela prevale sulla volontà contraria del minore.

Mettiamo il caso che il quattordicenne non voglia sporgere querela per uno schiaffo ricevuto a scuola dall’insegnante, mentre il genitore non è d’accordo e intende procedere.

Secondo la legge, in caso di contrasto tra genitore e minore (almeno quattordicenne) prevale la volontà del genitore che intende presentare la querela, nonostante l’intenzione contraria del minore stesso.

Minore: che succede se deve sporgere querela contro il genitore?

Può succedere che il minore di quattordici anni voglia querelare il proprio genitore, ad esempio per i maltrattamenti subiti. È evidente che in un caso del genere ci si trova in conflitto di interessi: il genitore che dovrebbe sporgere querela per il proprio figlio è egli stesso la persona da denunciare. Come procedere in questa ipotesi?

Se il genitore è solo uno ed è proprio la persona che il minore intende querelare, la denuncia può essere sporta da un curatore speciale nominato dal tribunale [2].

Per tutelare le ragioni del minore, dunque, la legge prevede che il giudice, su eventuale richiesta del minore stesso o del pubblico ministero, nomini una persona terza e imparziale affinché valuti la possibilità di sporgere querela nell’interesse del minore.

Minore: che succede se sporge denuncia?

Mettiamo il caso che un minore di quattordici anni assista a un reato (un furto, una violenza, ecc.) e decida di sporgere denuncia. Cosa succede in questa ipotesi?

Da un punto di vista legale, la denuncia non può essere validamente raccolta dalle autorità in quanto, come più volte ricordato, solo una persona che abbia almeno quattordici anni può presentare denuncia o querela.

Sotto altro punto di vista, però, la denuncia del minorenne, sebbene non possa essere trasmessa alla Procura della Repubblica, costituisce comunque una segnalazione di cui le autorità potrebbero tenere conto per svolgere un’attività investigativa.

Ad esempio, se un bambino denuncia a un carabiniere i maltrattamenti di cui la madre è vittima, le forze dell’ordine potrebbero compiere indagini su quanto narrato dal minorenne.

In pratica: la denuncia sporta dal minore di quattordici anni non può essere trasmessa in Procura, non essendo atto che giustifica l’iscrizione di un indagato all’interno del registro delle notizie di reato. La segnalazione del minorenne, tuttavia, può fungere da spunto per l’attività investigativa autonoma delle forze dell’ordine.

Cyberbullismo: cosa può fare un minorenne?

La legge pone il limite dei quattordici anni anche in tema di cyberbullismo [3].

Contro il bullismo in rete il minore che abbia compiuto i quattordici anni può attivare autonomamente uno degli strumenti di tutela previsti dalla legge: la segnalazione diretta al social network, il reclamo al Garante per la protezione dei dati personali e l’ammonimento al questore.

Nel caso di atti di bullismo attraverso internet, dunque, il minore che abbia compiuto i quattordici anni non solo può sporgere denuncia/querela ma può anche attivare uno dei rimedi previsti dalla legge per la lotta al cyberbullismo, potendo giungere perfino a interpellare di persona il social network sul quale si sono realizzate le condotte lesive (commenti oltraggiosi su Facbook, ecc.).


note

[1] Art. 120 cod. pen.

[2] Art. 121 cod. pen.

[3] Legge n. 71/2017.

Autore immagine: Canva.com


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