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Come si accede alla magistratura ordinaria?

2 Gennaio 2021
Come si accede alla magistratura ordinaria?

Il concorso per diventare magistrati: requisiti e svolgimento delle prove.

Hai sempre sognato di diventare giudice. Per tale ragione, dopo il diploma ti sei iscritto alla facoltà di giurisprudenza e hai sostenuto tutti gli esami di diritto senza problemi. Ora, la data della laurea si avvicina e stai valutando se iscriverti a qualche scuola di specializzazione per le professioni legali oppure se fare domanda per svolgere un tirocinio formativo in tribunale.

Ma come si accede alla magistratura ordinaria? Devi sapere che il percorso è molto lungo e difficile. È necessario, infatti, superare un concorso pubblico che prevede tre prove scritte su diritto civile, penale ed amministrativo ed una prova orale. Le materie da studiare sono talmente vaste e numerose che in molti non ci provano nemmeno, visto che i posti messi a disposizione sono sempre troppo pochi. Se l’argomento è di tuo interesse, allora ti consiglio di prenderti cinque minuti di tempo per proseguire nella lettura di questo articolo.

Cos’è la magistratura?

La parola magistratura indica un complesso di organi dello Stato (i giudici per intenderci) a cui è affidato il potere giurisdizionale, ossia il potere di applicare il diritto, attraverso il processo, al fine di risolvere una controversia insorta tra le parti.

Il nostro ordinamento distingue:

  • la giurisdizione ordinaria esercitata dai magistrati istituiti e regolati dalle norme sull’ordinamento giudiziario e soggetti al Consiglio Superiore della Magistratura (Csm);
  • la giurisdizione speciale competente solo su determinate materie, come ad esempio quella amministrativa, contabile o militare. Pensa, ad esempio, alla Corte dei conti oppure al Consiglio di Stato.

Come si accede alla magistratura ordinaria?

Per diventare un magistrato ordinario devi superare un concorso pubblico per esami. Ti dico subito che non è una passeggiata in quanto prevede:

  • una prova scritta: si tratta di redigere tre elaborati vertenti sul diritto civile, sul diritto penale e sul diritto amministrativo. Non si tratta, quindi, di un quiz a risposta multipla, ma ai candidati viene chiesto di scrivere un tema di diritto sostanziale sulla traccia estratta;
  • una prova orale: a cui si accede una volta superati gli scritti. Le materie su cui si viene interrogati sono moltissime: diritto civile, procedura civile, diritto penale, procedura penale, diritto amministrativo, costituzionale e tributario, diritto commerciale e fallimentare diritto del lavoro e della previdenza sociale, diritto comunitario, diritto internazionale pubblico e privato, elementi di informatica giuridica e di ordinamento giudiziario. Inoltre, è previsto un colloquio su una lingua straniera scelta dal candidato tra inglese, spagnolo, francese e tedesco.

Come puoi notare, così come strutturato, il concorso in magistratura è molto difficile. In ogni caso, è concesso ai candidati la possibilità di utilizzare, per la stesura del tema, i codici (non commentati dalla giurisprudenza) e le normative speciali. Ogni prova scritta dura 8 ore dal momento della dettatura della traccia e il punteggio complessivo minimo per arrivare all’orale è di 36 punti (ossia 12 punti per ciascuno dei 3 elaborati).

Per superare le prove, quindi, è necessario uno studio approfondito ed una capacità di sintesi e di ragionamento tali da cogliere subito gli aspetti principali degli istituti giuridici richiesti dalla traccia.

In Italia, ci sono diverse scuole di preparazione al concorso in questione che aiutano l’aspirante magistrato ad acquisire le abilità indispensabili per superare le prove.

Una volta superato il concorso, è previsto un periodo di tirocinio della durata di 18 mesi così suddivisi: 12 mesi da svolgersi presso gli uffici giudiziari, affiancando un magistrato già di ruolo, e 6 mesi presso la scuola superiore della magistratura.

Quali sono i requisiti per accedere al concorso in magistratura?

A questo punto, vediamo quali sono i requisiti per partecipare al concorso in magistratura. Innanzitutto, è necessario essere cittadini italiani e godere dell’esercizio dei diritti civili. Inoltre, occorre avere una condotta incensurabile e non essere stati dichiarati per tre volte non idonei nel concorso alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda (il concorso in magistratura, infatti, può essere provato solo per tre volte). Ovviamente, è necessaria la laurea in giurisprudenza conseguita al termine di un percorso di studi della durata non inferiore a quattro anni.

Possono essere ammessi al concorso le seguenti categorie:

  • i magistrati amministrativi e contabili e i procuratori dello Stato che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • i dipendenti dello Stato o della Pubblica Amministrazione, con qualifica dirigenziale o appartenenti ad una delle posizioni dell’area C prevista dal vigente contratto collettivo nazionale di lavoro, comparto Ministeri, con almeno cinque anni di anzianità, in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • i docenti universitari di materie giuridiche in possesso della laurea in giurisprudenza che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • gli abilitati all’esercizio della professione forense e, se iscritti all’albo degli avvocati, non incorsi in sanzioni disciplinari;
  • coloro che hanno svolto le funzioni di magistrato onorario (come ad esempio, il giudice di pace, il giudice onorario di tribunale, il vice procuratore onorario) per almeno sei anni senza demerito, senza essere stati revocati e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • i laureati in giurisprudenza in possesso del diploma conseguito presso le scuole di specializzazione per le professioni legali;
  • i laureati in giurisprudenza che hanno conseguito il dottorato di ricerca in materie giuridiche;
  • i laureati in giurisprudenza che hanno conseguito il diploma di specializzazione in una disciplina giuridica, al termine di un corso di studi della durata non inferiore a due anni presso le scuole di specializzazione;
  • i laureati in giurisprudenza che hanno concluso positivamente lo stage presso gli uffici giudiziari o hanno svolto il tirocinio professionale per diciotto mesi presso l’Avvocatura dello Stato.


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