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5 cose da fare prima di dimettersi

2 Gennaio 2021
5 cose da fare prima di dimettersi

Prima di lasciare il posto di lavoro in cerca di nuove opportunità, il lavoratore deve tenere a mente quali sono i passaggi immancabili da seguire.

Hai intenzione di cambiare lavoro? Hai trovato una nuova occupazione e vuoi sapere come gestire l’uscita dal tuo attuale posto di lavoro? Sono molte le domande che si pone il lavoratore quando decide di chiudere il proprio rapporto di lavoro in cerca di nuove opportunità.

Le dimissioni sono un atto volontario e libero che deve essere gestito con cautela. Sono, infatti, molte le regole da seguire quando si decide di dimettersi dal posto di lavoro. In questo articolo, indicheremo 5 cose da fare prima di dimettersi al fine di rispettare le regole previste dalla legge e dai contratti collettivi e di mantenere dei buoni rapporti con il proprio ex datore di lavoro. Nel mercato del lavoro, infatti, spesso si rincontrano, anche a distanza di anni, persone con cui abbiamo avuto rapporti di lavoro in passato.

Verifica la durata del preavviso di dimissioni

Nel nostro ordinamento le dimissioni del lavoratore sono un atto libero e volontario e, a differenza del licenziamento, non devono necessariamente fondarsi su una giusta causa o su un giustificato motivo. Ciò significa che, in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, puoi dimetterti in ogni momento, senza dover spiegare a nessuno le ragioni della tua scelta.

La legge [1], tuttavia, prevede che il lavoratore che decide di dimettersi debba rispettare il periodo di preavviso di dimissioni previsto dal contratto di lavoro.

Prima di rassegnare le dimissioni, quindi, devi verificare qual è la durata del preavviso di dimissioni prevista dal Contratto collettivo di lavoro sulla base delle specifiche caratteristiche del tuo rapporto di lavoro.

Molto probabilmente, per scoprire la durata del preavviso, dovrai tenere a mente i seguenti elementi:

  • anzianità di servizio, vale a dire da quanto tempo sei stato assunto presso il tuo attuale datore di lavoro;
  • categoria legale, cioè se sei stato assunto come dirigente, quadro, impiegato oppure operaio;
  • livello di inquadramento, vale a dire in quale livello sei stato inquadrato nella scala di classificazione del personale prevista dal Ccnl di settore.

Se, ad esempio, il preavviso di dimissioni è di 2 mesi e vuoi cessare il rapporto di lavoro il 2 giugno, dovrai comunicare le dimissioni entro il 2 aprile. Se non rispetterai il preavviso di dimissioni, il datore di lavoro potrà trattenere dalle tue spettanze di fine rapporto l’indennità di mancato preavviso, pari alla retribuzione che avresti percepito durante il preavviso (ossia, nell’esempio fatto, un importo pari a due mesi di stipendio).

Controlla se il tuo contratto di lavoro è a tempo indeterminato

La libertà di dimettersi dal rapporto di lavoro è prevista solo se il contratto di lavoro è a tempo indeterminato. Diversamente, se il tuo contratto di lavoro è a termine, ti sei impegnato a dare esecuzione al contratto fino allo spirare del termine stesso. Se deciderai comunque di dimetterti, anche se il rapporto di lavoro è a termine, devi sapere che rischi di ricevere una richiesta di risarcimento del danno da parte del datore di lavoro il quale potrebbe affermare che le tue dimissioni illegittime, in quanto rassegnate ante tempus, gli hanno procurato dei danni.

Controlla se hai dei vincoli di non concorrenza

Prima di dimetterti ed accettare un’offerta di lavoro da parte di un’azienda concorrente con il tuo attuale datore di lavoro verifica che, nella lettera di assunzione, non vi fosse un patto di non concorrenza post contrattuale.

In questo caso, infatti, potresti esserti impegnato, dopo la cessazione del rapporto di lavoro, a non svolgere attività in concorrenza con il tuo attuale datore di lavoro. L’eventuale violazione di questo patto potrebbe comportarti l’obbligo di risarcimento del danno.

Segui la procedura telematica di dimissioni

A partire dal 2016 [2], non puoi dimetterti inviando una semplice lettera scritta al datore di lavoro ma devi seguire un’apposita procedura telematica di dimissioni attraverso il sito cliclavoro.gov.it.

Se non sei in possesso del Pin dispositivo Inps oppure dello Spid, puoi seguire tale procedura rivolgendoti ad un intermediario autorizzato come:

  • sindacati;
  • patronati;
  • commissioni di certificazione del contratto di lavoro;
  • enti bilaterali;
  • sedi territoriali dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Mantieni buoni rapporti con il tuo ex datore di lavoro

Prima di far pervenire le dimissioni telematiche al tuo attuale datore di lavoro cerca di avere un dialogo con lui e di anticipargli la tua decisione di lasciare il posto di lavoro.

È sempre preferibile, infatti, chiudere il rapporto di lavoro mantenendo dei buoni rapporti in azienda. Nel corso della propria vita professionale, infatti, le persone con cui abbiamo collaborato in passato potrebbero ripresentarsi in futuro.


note

[1] Art. 2118 cod. civ.

[2] D. Lgs. 151/2015.


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