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Si può vendere un’auto col fermo per i pezzi di ricambio?

1 Novembre 2020
Si può vendere un’auto col fermo per i pezzi di ricambio?

Scopo del fermo auto è quello di impedire il deprezzamento del valore del veicolo sottoposto alla misura cautelare. Sussiste anche il divieto di rottamazione. 

Un nostro lettore ci chiede se si può vendere un’auto col fermo per i pezzi di ricambio. In buona sostanza, l’intenzione del lettore sarebbe quella di cedere il mezzo sottoposto al cosiddetto «fermo amministrativo» a un’officina che utilizzerebbe il veicolo non già per metterlo in circolazione, ma per recuperare svariate parti meccaniche ed elettriche da montare poi su altre automobili.

La legge non dice nulla a riguardo della possibilità di vendere un’auto col fermo per i pezzi di ricambio ma, a nostro avviso, se si tiene conto della finalità del fermo amministrativo, la risposta non può che essere negativa. Cercheremo di spiegarci meglio nel corso del presente articolo. Comprenderemo cioè perché, se anche si può vendere un’auto col fermo amministrativo, l’acquirente non può smontarla.  

Si può vendere un’auto col fermo amministrativo?

Il primo passaggio della nostra analisi è abbastanza scontato. Se anche l’auto con un fermo non può essere utilizzata, essa può invece essere venduta. Il fermo non impedisce la vendita o la donazione dell’auto. Tuttavia, il nuovo titolare acquista il bene insieme alla misura cautelare, non potendolo quindi usare. 

Ai fini del fermo, infatti, non c’è alcuna differenza se il mezzo ha un nuovo proprietario. Scopo infatti della misura cautelare è garantire la custodia del bene per evitarne il deprezzamento. Ragion per cui, a prescindere dal suo titolare, il veicolo resta sempre asservito alle garanzie del creditore. Il fermo è una misura che «segue il bene», in tutti i suoi passaggi di proprietà. 

Sotto un aspetto civilistico, l’acquirente deve essere informato dal venditore dell’esistenza del fermo; diversamente, potrebbe impugnare il contratto e chiederne la risoluzione per inadempimento, con restituzione delle somme corrisposte. Dunque, sarà bene che il contratto di compravendita indichi espressamente la presenza del fermo, fermo che resterà “attivo” finché il debitore originario – ossia il venditore – non avrà pagato il proprio debito con l’agente per la riscossione esattoriale o non avrà chiesto una rateazione (in questo caso, al pagamento della prima rata il fermo viene sospeso per essere definitivamente cancellato solo con il versamento dell’ultima mensilità).

In buona sostanza, l’acquirente dell’auto sottoposta a fermo resta vincolato all’esistenza del debito in capo al venditore. Egli potrebbe tuttavia accollarsi il pagamento estinguendolo volontariamente e, così facendo, cancellare il fermo. 

Si può vendere un’auto con il fermo amministrativo per i pezzi di ricambio?

Il fermo amministrativo non è un atto di pignoramento, tuttavia è strumentale ad esso. Scopo del fermo è infatti evitare che il veicolo possa perdere il proprio valore a seguito dell’utilizzo, della circolazione e di eventuali danni che da tale circolazione potrebbe subire. In buona sostanza, il fermo è rivolto a conservare il valore del mezzo in vista di un’eventuale successiva vendita all’asta tramite il tribunale.

Dunque, il fermo si pone come misura cautelare e preventiva al pignoramento. 

Il più delle volte, però, il fermo è già di per sé sufficiente a costringere il debitore a pagare, ragion per cui ad esso non consegue quasi mai il pignoramento. Pignoramento che, peraltro, oltre ad essere una procedura costosa, è anche aleatoria, non presenta ragionevoli margini di successo. E allora l’esattore, il più delle volte, si limita a mantenere attivo il fermo amministrativo finché non ottiene il pagamento delle cartelle, senza avviare l’esecuzione forzata.

Vediamo, a questo punto, se è possibile smontare l’auto per utilizzare i suoi pezzi di ricambio su altri veicoli.

Come dicevamo in apertura, a riguardo, la legge non dice nulla. Tuttavia, se è vero che scopo del fermo è evitare il deprezzamento del bene, vien da sé che, come non lo si può mettere in circolazione, altresì non lo si può danneggiare volontariamente. Il proprietario del mezzo ne è anche custode e deve fare di tutto per salvaguardarne il valore in vista di un eventuale (anche se non scontato) pignoramento. Diversamente, ne sarebbe responsabile personalmente, dovendo risarcire all’agente per la riscossione il valore del bene sottratto alla misura cautelare. 

Dunque, se anche è possibile vendere l’auto sottoposta a fermo, non è poi possibile smontarla.

Si può rottamare un’auto sottoposta al fermo?

A confermare tale soluzione vi è anche la constatazione che l’auto sottoposta a fermo non può essere soggetta a rottamazione. Il che porterebbe a costringere il proprietario a tenere, per sempre, il rottame dopo lo smontaggio, pagando il relativo bollo auto. 

Anche il ministero delle Finanze ha ricordato che un veicolo sottoposto a fermo non può, in generale, essere radiato dal Pra (anche in questo caso, però, non esiste un divieto esplicito).

In verità, è possibile però radiare un’auto solo quando abbia subito danni ingenti o sia distrutto (ad esempio, a causa di incidenti stradali). E ciò in ragione del fatto che il mezzo non potrebbe mai costituire una garanzia per l’agente della riscossione ed essere sottoposto a pignoramento. Come infatti abbiamo detto in apertura, sebbene fermo e pignoramento siano due misure autonome e differenti, la prima è rivolta a rendere efficace il secondo (anche se poi, nella prassi, essa è più che sufficiente a costringere il debitore a pagare).

Leggi anche Posso rottamare un’auto con fermo amministrativo?


L’auto sottoposta a fermo non può né circolare né essere sottoposta a rottamazione. La si può però vendere, a patto ovviamente che l’acquirente sia consapevole dell’esistenza del fermo. E difatti questi la comprerà con tutto il fermo che dovrà rispettare. Dunque l’acquirente compra un’auto che non può mettere su strada. 

In teoria l’acquirente non potrebbe neanche smontare la macchina per usare i pezzi di ricambio. Infatti il fermo è predisposto proprio per mantenere immutato il valore del mezzo in vista di un eventuale pignoramento. Insomma, anche se non è detto che un’auto sottoposta a fermo sia poi messa all’asta, è indubbio che il fermo sia proprio strumentale all’esecuzione forzata. Ed allora il proprietario ne è anche custode e deve preservarne l’integrità.

Peraltro, anche ammesso che sia possibile smontare qualche pezzo dal veicolo, questo poi non potrebbe mai essere rottamato finché c’è il fermo. 

 


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